Questa solennità è collegata strettamente al Cenacolo e all’istituzione dell’Eucaristia, ma, mentre il Giovedì Santo celebra per così dire l’origine di questo grande mistero, il Corpus Domini ne celebra l’effetto, il movimento che lo continua nel tempo e nello spazio della nostra storia. Continua a leggere
Omelie
La Parola di Dio presentata alla mia comunità di Ponzate
Santissima Trinità: mistero di presenza…
Finiamo sempre con il pensare questa festa della Santissima Trinità come la celebrazione annuale di un mistero che viene a complicare la nostra fede. E, in effetti, sono molti i cristiani che vivono senza affrontare minimamente questo capitolo che considerano frettolosamente come un’aggiunta dottrinale da lasciare alla riflessione degli esperti di teologia. Continua a leggere
Pentecoste: incarnazione continua…
La divina compagnia di Gesù asceso al cielo si manifesta con la consolazione della presenza dello Spirito Santo. Se volessimo spiegarlo nel mistero di Dio, che è uno e insieme tre persone, dovremmo dire che si tratta proprio di un passaggio del testimone in una gara a staffetta di cui stiamo correndo la frazione finale: il Figlio, a cui siamo stati dati dal Padre, dopo aver compiuto ciò per cui il Padre lo aveva mandato, ci affida alla custodia dello Spirito. Continua a leggere
Ascensione del Signore: divina compagnia…
Il Vangelo secondo Marco si chiude con parole e gesti che manifestano il significato della solennità dell’Ascensione. L’unica cosa certa e bene evidenziata è che il Signore Gesù non esce di scena, ma è presente in un modo nuovo. Continua a leggere
Sesta Domenica di Pasqua. Scelti per rimanere nell’amore…
L’immagine della vite, quella vera, trova il suo significato nel comandamento dell’amore. A noi non piace che l’amore sia comandato. Infatti, non è così. L’amore Gesù ce lo ha insegnato, ce lo ha mostrato: la misura dell’amore è il «come io ho amato voi». Continua a leggere
Quinta Domenica di Pasqua. La vite, quella vera…
Le parole che abbiamo ascoltato nella pagina evangelica fanno parte del discorso di Gesù durante l’ultima cena con i suoi discepoli. Il pastore, quello bello, è anche la vite, quella vera. Ma se nel paragone del gregge noi eravamo rappresentati dalle pecore che appartengono al pastore, qui siamo presenti come tralci uniti intimamente alla vite. Continua a leggere
Quarta Domenica di Pasqua. Il pastore, quello bello…
L’espressione con cui Gesù si definisce – in questa pagina del vangelo di Giovanni, che torna ogni anno nella quarta domenica di Pasqua – è assai conosciuta: «Io sono il buon pastore». In verità l’evangelista pone sulla bocca di Gesù queste parole: «Io sono il pastore, quello bello». Continua a leggere
Terza Domenica di Pasqua. Aprì loro la mente per comprendere…
Gesù è risorto. La domanda che non ha più risposta è questa: «dove si trova Gesù?». Non ha senso farsi questa domanda, semplicemente perché Gesù non ha più un «dove», un indirizzo preciso e univoco. I due che avevano camminato insieme a lui sulla strada verso Emmaus – senza sapere che era lui… – lo portano a Gerusalemme dentro il loro cuore ardente, dopo che Egli si è fatto riconoscere nel gesto di spezzare il pane. Continua a leggere
Seconda Domenica di Pasqua. Mettere il dito… mettere la mano…
Che cosa significa mettere il dito nel segno dei chiodi e mettere la mano nel fianco di Gesù? Questo vorrebbe fare Tommaso, l’apostolo assente a Pasqua, quando il Risorto si rende presente alla comunità dei discepoli chiusa in casa per timore dei Giudei. Continua a leggere
Domenica di Pasqua. Maria, la risurrezione e il Risorto…
Maria di Magdala va al sepolcro «quando era ancora buio». È sola. A differenza degli altri racconti della risurrezione, che parlano di donne che vanno insieme di mattino per ungere il cadavere di Gesù, l’evangelista Giovanni ci ha già detto che tutto si è svolto dopo la deposizione dalla croce e prima della sepoltura. Continua a leggere