Cristo Re dell’universo. Il re insieme al ladrone…

«Si salvi chi può!». È questo l’urlo lanciato nel momento del pericolo. Ora, chi può salvarsi più di un re, più di un Dio? La scena che l’evangelista Luca ci presenta oggi, a chiusura dell’anno liturgico in cui ci ha accompagnato con le pagine del suo vangelo, è davvero di intensa plasticità. Continua a leggere

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La regola di San Benedetto, un cammino di libertà

Dom Guillaume, Un cammino di libertà. Commento alla Regola di san Benedetto, Lindau, pagine 552, euro 32

Dom Guillaume, Un cammino di libertà. Commento alla Regola di san Benedetto, Lindau, pagine 552, euro 32

L’abate commenta la Regola di San Benedetto nell’ora del capitolo. Una sua sapiente scansione fa sì che il prologo ed i 73 capitoli di cui è composta vengano letti nella loro completezza tre volte in un anno. Una lectio continua che si trasforma in parenesi centellinata a commento della vita che scorre tra le mura del monastero. Dom Guillaume, nato in Francia da una famiglia di origine polacca, entrò nell’abbazia trappista di Mont des Cats, nelle Fiandre francesi, nel 1982, divenendone l’abate nel 1997. Attualmente anima ritiri e sessioni di studio nelle comunità di monaci e monache di diversi Paesi. A lui si deve questo ennesimo commento alla Regola di san Benedetto, che raccoglie i pochi minuti di “ora del capitolo” quotidiana di un intero anno. Continua a leggere

Trentatreesima Domenica del Tempo Ordinario. Cartellonistica cristiana…

Mi ricordo che quando ho imparato a guidare la macchina, tra le altre cose ho dovuto studiare i cartelli stradali. Ammetto che non è stata la parte né più difficile né più noiosa dell’esame di “teoria” di guida. Ecco, oggi Gesù sembra volerci fare una lezione in vista dell’esame di “guida della vita” e ci indica i segnali messi sul nostro cammino per rendere sicuro il viaggio e salvare la nostra vita. La cartellonistica cristiana per guidare bene la nostra vita è formata da tre segnali. Continua a leggere

Santa Sede e papa Francesco, in cerca di una strategia comunicativa…

«Francesco non ha una strategia comunicativa: è semplicemente se stesso. Perciò va marcato a vista». Sono parole che leggo sulla rivista Credere del 10 novembre 2013, e a pronunciarle è padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica – che, a dire il vero, sembra essere proprio colui che maggiormente negli ultimi tempi ha guidato la strategia della comunicazione vaticana sui nuovi media (vedi i twitt del Papa). Sorprende questa affermazione – pur redatta nel genere letterario dell’intervista – da parte di una delle persone – gesuita pure lui – più vicine a papa Francesco. Sorprende alla luce anche della cancellazione sul sito della Santa Sede (http://www.vatican.va) – a partire da ieri, 15 novembre – del testo del colloquio tra papa Francesco e il fondatore del quotidiano Repubblica, Eugenio Scalfari. Continua a leggere

Trentaduesima Domenica del Tempo Ordinario. Terreno e ultraterreno…

La storiella della «vedova ammazzamariti» – che alcuni sadducei raccontano a Gesù per fargli prendere una posizione sulla questione della risurrezione (che li vedeva contrapposti ai farisei) – è un capolavoro di insensibilità. Essa dipinge il matrimonio come un contratto di possesso del marito sulla moglie e pretende di descrivere l’aldilà come lo stato in cui questo possesso diviene definitivo: nel caso della donna che ha avuto sette mariti, è dunque impossibile accertare il possessore, per cui – concludono questi saccenti aristocratici – non esiste alcuna risurrezione, perché Dio, poveretto, non potrebbe risolvere questo grave problema… di proprietà. Continua a leggere

Trentunesima Domenica del Tempo Ordinario. Potenza della salvezza…

Tutti a parlare di Zaccheo. Invece bisogna parlare di Gesù. Il protagonista è lui. Quell’uomo «piccolo di statura» poteva così salire sull’albero per «vedere chi era Gesù»: l’avrebbe visto passare, e sarebbe ridisceso e tornato a casa sua, esattamente piccolo come era prima. È Gesù che, per vedere un peccatore, «alzò lo sguardo». Mi colpisce sempre questo particolare nel racconto: siamo abituati a pensare che per vedere i peccatori bisogna guardare in basso, molto in basso. Gesù invece guardò in alto, per vederlo nascosto tra il fogliame folto del sicomoro, pianta così adatta a vedere qualcuno senza essere visto. Continua a leggere

Commemorazione di tutti i fedeli defunti. La speranza non delude…

Una delle parole più belle di Gesù, una promessa consolante, sta proprio nel vangelo che abbiamo appena ascoltato. Gesù parla alla folla e afferma di essere venuto a fare la volontà del Padre. E qual è questa volontà di Dio? «Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato». Possiamo anche specificare meglio e dire «nessuno». Ogni uomo e ogni donna sono stati dati dal Padre a Gesù ed egli (pur rispettando la libertà umana anche di… perdersi) si è impegnato a non perdere nessuno. Continua a leggere