Buon anno… da figli

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Spero non vi siate dimenticati la poesia di Natale: «Oh se potessi, Gesù Bambino, farti dormire nel mio lettino; da questa grotta portarti via, là nel calduccio di casa mia! Ma nel mio cuore una voce dice che tu domandi una cosa sola: non la mia casa, non il mio letto, ma solo un cuore pieno d’affetto. Se questo chiedi, questo ti dono con la promessa di essere buono». Potremmo iniziare l’anno proprio con questo dono a Gesù Bambino: la promessa di essere buoni. Se «buon anno» vuol dire «prometto di essere buono», allora ha un senso ripetercelo tante volte in questi giorni che inaugurano un nuovo anno civile. Continua a leggere

E il Natale si fece carne…

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ GIUSEPPE E MARIA – Anno B

Questa festa natalizia ha lo scopo di calarci nella quotidianità. Il Natale è capace di accendere la poesia della nascita di un bambino e, se lo vogliamo, di ridipingere lo stupore sui nostri volti indaffarati. Ma il Natale è vero se dura nella quotidianità. La Chiesa madre inanella, come in una collana, tanti grani nei giorni immediatamente successivi e, se non siamo distratti, abbiamo la possibilità di incarnare il Natale nella nostra vita. Continua a leggere

Un cuore che si rallegra

NATALE DEL SIGNORE

Siamo abituati a sentirne tante di notizie, e spesso sono notizie cattive. Il televisore ha sostituito gli angeli, e sputa ogni secondo le sue sentenze e le sue banalità. Oggi vogliamo riaccendere gli angeli e spegnere il televisore, per ascoltare, stupiti, l’annuncio del Natale: «Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». Che notizia di gioia! Per noi, per tutti noi, è nato Qualcuno che ci salva. Continua a leggere

Un cuore che accoglie

QUARTA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Mi ricordo che ventidue anni fa’ come in questi giorni si cominciava ad organizzare ormai in modo sempre più preciso la visita del Papa a Como, prevista per il maggio 1996. Tante persone impegnate in settori diversi, le comunità parrocchiali ed i gruppi allertati per un avvenimento unico. Insomma, un vero e proprio comitato di accoglienza esteso a tutta la diocesi per una visita storica. È dall’inizio dell’Avvento che utilizziamo questa immagine così bella: quella dell’attesa di una persona particolarmente cara che viene a farci visita. Continua a leggere

Colpo di testa 54 / Re e regina, le salme tra storia e memoria

Corriere di Como, 19 dicembre 2017

Quanto tempo deve passare perché la memoria sia elaborata in storia? Credo sia difficile rispondere a questa domanda con un numero preciso. Troppi fattori giocano a complicare la questione. Il caso concreto di questi giorni è il ritorno in Italia delle salme di Vittorio Emanuele II e della consorte Elena del Montenegro, gli ultimi reali Savoia, morti in esilio dopo la débacle della seconda guerra mondiale e il referendum che portò all’istituzione della Repubblica Italiana. Sono passati settant’anni: troppi o troppo pochi? Continua a leggere

Un cuore che testimonia

TERZA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

Oggi la Parola di Dio – in particolare la seconda lettera – ci regala preziose informazioni circa il modo di attendere. San Paolo parla di un’attesa del Signore contrassegnata da tre atteggiamenti concreti: la gioia, la gratitudine, la preghiera. Continua a leggere

Colpo di testa 53 / C’è anche chi chiede la carità della cultura

Corriere di Como, 12 dicembre 2017

Stavolta il colpo di testa lo faccio nella mia porta. Lo so, si chiama autogol, e lo fanno i difensori maldestri e sfortunati, per un eccesso di zelo. A dire il vero, io presto solo la testa per girare il pallone che mi è giunto dal solito soggetto divisivo, forse un po’ isolato, sicuramente inascoltato, uno che sta vicino al corner insomma. Ve ne sono anche nella mia squadra, di solito stanno in panchina, ma qualche minuto in campo l’allenatore glielo deve far fare anche a loro. Continua a leggere

Un cuore che prepara

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

Per noi consolare significa soltanto pronunciare parole di solidarietà e di affetto, così da essere vicini a qualcuno in difficoltà. Non è esattamente quello che intende il profeta Isaia quando ci riporta un preciso monito di Dio: «Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio». La consolazione non si limita ad alcune parole, ma comporta la trasformazione della situazione. Quando Dio interviene a consolare, non dà una pacca sulla spalla, dicendo qualche parola dolce. No, egli consola il suo popolo, cambiando di fatto lo stato in cui esso vive, trasformandone storicamente la condizione. Continua a leggere

Il cuore di Maria

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA VERGINE MARIA

Maria è un faro del nostro cammino di Avvento. Com’è il cuore di Maria? Potremmo dire che è un cuore che veglia (è il verbo che già abbiamo utilizzato nel nostro «itinerario del cuore»). E anche i verbi che utilizzeremo nelle prossime domeniche, e poi a Natale e nella solennità dell’Epifania, Maria ha saputo coniugarli alla perfezione. Esattamente di questa perfezione ci parla la solennità odierna, in cui ci è stato proposto il brano evangelico di Luca che ci informa sul momento in cui l’angelo portò a Maria l’annuncio della sua futura maternità. La Vergine avrebbe concepito e partorito il Figlio di Dio. Continua a leggere

Colpo di testa 52 / Non siamo più capaci di muoverci con lentezza

Corriere di Como, 5 dicembre 2017

La Voyager 1 ha risposto «ok». La sonda robotica inviata nello spazio nel 1977 ha continuato a viaggiare in questi 40 anni, allontanandosi di 21 miliardi di chilometri dalla Terra. Gli ingegneri della Nasa martedì scorso hanno riacceso a distanza quattro (dei sedici) propulsori, che erano fermi dal 1980, usando impulsi della durata di 10 millisecondi ciascuno. Voyager 1 – la sonda più lontana e più veloce ancora funzionante – ha obbedito alla perfezione, inviando una conferma dallo spazio interstellare in cui si trova. Continua a leggere