Puoi vedere il mio augurio alle mamme qui

«Mamma» è la prima parola che un bimbo pronuncia, perché la mamma per parecchi mesi, prima e dopo la nascita, rappresenta il suo legame irrinunciabile con la vita stessa. Mamma dice il legame tra l’amore e il dono, tra il dono e il sacrificio.
Mamma dice ancora una forma che accoglie un compito e un compito che comporta la rinuncia. Se teniamo insieme queste due triadi di parole, abbiamo la sintesi del mistero della vita: amore, dono, sacrificio; forma, compito, rinuncia. Ogni mamma vera, se ci pensa, ritrova qui riflessa la sua vita o almeno l’ideale che in essa è inscritta, anche se magari non sempre riesce a realizzarlo.
L’amore è nella sua essenza dono, e il dono comporta sempre un sacrificio. Dare forma alla vita – questo fa la mamma a partire da quel suo particolare luogo interiore che è il grembo – rappresenta un compito e assolverlo pienamente comporta sempre una serie di rinunce.
Mi direte che questo vale per ogni compito e per ogni dono: ogni compito comporta una rinuncia, ogni dono è legato ad un sacrificio. È vero, ma la mamma è come l’archetipo di tutto ciò, ne è l’immagine primordiale e, in un certo senso, perenne.
Per questo la festa della mamma riguarda tutti, anche i papà, perché anche un uomo deve passare attraverso il mistero del grembo di una donna – la sua mamma – e da lì assorbe il codice genetico della vita e lì impara il legame tra l’amore e il dono e tra il dono e il sacrificio.
© Agostino Clerici 2008