Dio è più grande del nostro cuore!

BATTESIMO DEL SIGNORE – Anno B

Quella che il vangelo odierno ci ha presentato è l’ultima scena del ciclo natalizio, ma Gesù non è più un bambino, è già grande e va al Giordano a ricevere il battesimo impartito da un suo parente, Giovanni. Una scena, questa, che ci riporta all’inizio dell’Avvento, quando questo stesso personaggio ci ha invitato a preparare la strada al Signore. Il primo incontro tra Gesù e Giovanni si era avuto quando i due erano ancora nel grembo delle loro madri, Maria ed Elisabetta. Ora, s’incontrano di nuovo per quello che è l’evento centrale della vita di Giovanni Battista: essere l’occasione per il manifestarsi della missione di Gesù. Continua a leggere

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Buon anno… da figli

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Spero non vi siate dimenticati la poesia di Natale: «Oh se potessi, Gesù Bambino, farti dormire nel mio lettino; da questa grotta portarti via, là nel calduccio di casa mia! Ma nel mio cuore una voce dice che tu domandi una cosa sola: non la mia casa, non il mio letto, ma solo un cuore pieno d’affetto. Se questo chiedi, questo ti dono con la promessa di essere buono». Potremmo iniziare l’anno proprio con questo dono a Gesù Bambino: la promessa di essere buoni. Se «buon anno» vuol dire «prometto di essere buono», allora ha un senso ripetercelo tante volte in questi giorni che inaugurano un nuovo anno civile. Continua a leggere

Questione di amore incarnato

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Si sente talvolta dire: «Sono credente, ma non praticante». Che cosa vuol dire? Spesso significa soltanto: non vado a Messa tutte le domeniche. Ma sotto sotto si nasconde un problema più grande, che potremmo riassumere con una domanda: è possibile non praticare qualcosa in cui si crede? Lasciatemi andare ancora più in profondità nella mia domanda: che cosa significa credere? Già, perché la prospettiva cambia, se il credere non è un semplice credere qualcosa ma è il credere in qualcuno. Continua a leggere

La Sapienza gioca… con Dio

SANTISSIMA TRINITÀ – Anno C

FogliaLa Santissima Trinità è una di quelle «molte cose» di cui non siamo capaci di portare il peso senza il dono dello Spirito? Forse, ma non è una «cosa» e il pensarla come un peso non è certo il modo migliore per amarla e conoscerla. Ci lasciamo prendere, allora, dalla leggiadria misteriosa con cui la prima lettura ci conduce per mano dentro il mistero di Dio in un modo pienamente umano. Continua a leggere

Il filo del perdono

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

DSC_1155Questa parabola è difficile da ascoltare. Manca qualcosa che noi avremmo messo per rendere più credibile la storia di questa famiglia, in cui, tra l’altro, manca anche qualcuno! Manca qualcosa: non c’è nemmeno un rimprovero sulla bocca di questo papà nei confronti del figlio che se ne era andato di casa. E manca qualcuno: non c’è la figura della madre. Continua a leggere

«Ecco, io sono con voi»

SANTISSIMA TRINITÀ – Anno B

IMG_0569L’errore più grosso è pensare che la Trinità sia un problema dei teologi. Cioè, che noi crediamo in Dio e poi i teologi, bontà loro, riflettono sul mistero della Santissima Trinità. Detto in una parola: la Trinità è una complicazione che non s’addice ad una fede semplice. La Trinità, quindi, come un optional che non aggiunge nulla di essenziale, anzi che complica la vita? Continua a leggere

Quarta Domenica di Quaresima. La festa del perdono…

Tante volte le storie finirebbero meglio (per noi) a metà, e la seconda parte di questa parabola in effetti ci risuona fastidiosa. Il nostro finale preferito sarebbe stato quel: «E cominciarono a far festa», che, guarda caso, assomiglia molto a quel: «E vissero felici e contenti» con cui terminano tutte le fiabe. Appunto: le parabole non sono favole, in cui il lieto fine è da copione. Continua a leggere