Vigilare, ma da pellegrini!

DICIANNOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

«Siate pronti!» è l’invito che forse meglio riassume la condizione della vita terrena. La Parola di Dio nelle domeniche precedenti ci ha invitati ad un distacco dalle cose, ad uno stile di preghiera, ad una tensione verso i valori del Regno. Tutto questo potremmo chiamarlo vigilanza, atteggiamento di chi attende e di chi spera; atteggiamento tipico dell’uomo di fede (vedi la figura di Abramo, tratteggiata nella 2a lettura). La vita è davvero un “viaggio sconosciuto” come il libro della Sapienza definisce la liberazione del popolo dall’Egitto e il suo viaggio nel deserto verso la terra promessa (vedi 1a lettura). Continua a leggere

Amore integrale

QUINDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Due domande, due risposte. Andiamo con ordine, perché altrimenti questa pagina evangelica rischia di essere ridotta ad una ricetta sociale, mentre è una proposta esistenziale globale. Prima domanda: «Che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Lo scopo della domanda è la vita eterna, ovvero la salvezza integrale dell’uomo, non una semplice liberazione orizzontale. È una domanda verticale, quella del dottore della legge. Non domanda: «Dimmi come posso star meglio». No. La domanda riguarda la vita eterna, ovvero la dimensione della salvezza che naturalmente passa attraverso questa vita terrena ma non si lascia da essa definire. Continua a leggere

Lo Spirito, Maria e l’Eucaristia

DOMENICA DI PENTECOSTE – Anno C

Chi è lo Spirito Santo? È la terza persona della Santissima Trinità. Rispondiamo così in forza di qualche rimasuglio di catechismo. Ma questa risposta che cosa lascia in noi della presenza dello Spirito Santo? Siamo onesti: nulla. Lo Spirito Santo è un illustre sconosciuto per la maggior parte dei cristiani. La Bibbia, sia nelle pagine dell’Antico che del Nuovo Testamento, ci trasmette tante immagini dello Spirito di Dio come di una forza, di un dono. E noi rischiamo subito di trattarlo come una «cosa». Mentre Egli è semplicemente Dio. Non un Dio altissimo e lontano, però, ma un Dio che permane nella sua sovrana libertà dopo essersi incarnato. Continua a leggere

Al di là di quello che fai: la fiducia

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

Oggi, la parola che sta al centro del nostro itinerario è una, ed è una parola che denota un atteggiamento in forte ribasso: «fiducia». I mezzi di comunicazione hanno il compito – prezioso e importante – di informarci, ma accade sempre più spesso che ci deformino, e ci lascino nella condizione di perdere la fiducia in tutto e in tutti. Per cui finiamo, poi, per fidarci solo di noi stessi. Ci affidiamo alle nostre forze, con la scusa che fuori non funziona più nulla, che anche le persone che ci sembravano più affidabili sono, invece, fallibili. Continua a leggere

Il volto di Dio

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

È il giorno degli auguri, perché inizia un nuovo anno. Ma è pure l’apoteosi del Natale che la Chiesa dedica alla Madre di Dio, Maria. Non sono due cose diverse e incompatibili. Anzi, Maria ci salva dal rischio che i nostri auguri siano flatus vocis, semplice abitudine vuota di significato. Maria è l’augurio più bello per un nuovo anno che inizia nel segno della speranza. Continua a leggere

Gioia del Natale

NATALE DEL SIGNORE

Ci sono domande che abbiamo smesso di farci. E così perdiamo la possibilità di avere una risposta, una risposta di quelle che rispondono davvero. Una delle domande che non ci facciamo più riguarda proprio il Natale. Perché oggi è Natale? Perché facciamo festa? La domanda è sparita dalla circolazione, ma in compenso fioccano le risposte sbagliate, e a darle sono la televisione, i giornali e la scuola. Continua a leggere

Preparate la via!

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

La voce che grida nel deserto sembra essere quella che annuncia l’apertura del nuovo tratto dell’alta velocità ferroviaria: «Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate». Frecciarossa in tre ore da Milano a Roma! A dire il vero, il Natale a cui ci prepariamo è una notizia assai più sconvolgente: la distanza tra uomo e Dio viene addirittura annullata. Ed è ora il tempo di prendere sul serio le parole del profeta Isaia, che l’evangelista Luca vede realizzate in Giovanni Battista. Egli è il centro del mondo in attesa di Dio. Continua a leggere