Bartimeo ci vede bene!

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di Tobias Dahlberg da Pixabay

Chissà cosa avrebbe potuto dire il povero Bartimeo all’uomo ricco che se ne andò via rattristato senza seguire Gesù. A Bartimeo non fu detto: «Vieni e seguimi», ma un semplice «va’», eppure l’esito di questo racconto è che Bartimeo, non appena cominciò a vedere con i suoi occhi, «lo seguiva lungo la strada».

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Dare la vita in riscatto

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di Sasin Tipchai da Pixabay

«A che cosa mi serve l’altro?». Ogni potere mondano è centrato su questa domanda, esplicitamente detta o implicitamente pensata. Anche Giovanni e Giacomo sembrano partire dalla stessa domanda: «A che cosa ci può servire questo Gesù?».

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«Una cosa sola ti manca…»

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

 «Che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». È una domanda profonda quella che viene rivolta a Gesù da un tale non meglio identificato. È una domanda che va oltre le richieste di qualcosa di immediato che siamo abituati a vedere rivolte a Gesù.

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Il bambino e il regno di Dio

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Per comprendere la parola di Gesù sul matrimonio, che riprende e rilancia il quadro contenuto nel secondo capitolo della Genesi (vedi la prima lettura), bisogna accogliere il regno di Dio come lo accoglie un bambino. È un’immagine molto famosa, che è stata rivestita di sentimentalismo e svuotata del suo autentico significato.

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La croce è servizio

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di skalekar1992 da Pixabay

«Insegnava… Essi però non capivano». Allora Gesù aggiunge un gesto alle parole: prende un bambino, lo mette in mezzo e lo abbraccia. Il gesto serve a spiegare le parole che ha appena detto: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

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Salvare e perdere…

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di Felix Lichtenfeld da Pixabay

Salvare e perdere: è innegabile che attorno a questi due verbi si giochi gran parte della nostra vita. Certo, salvare e perdere i beni materiali della vita e il danaro. Ma soprattutto salvare e perdere gli affetti più cari e i legami più importanti.

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Dita e saliva…

VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di Thomas Wolter da Pixabay

Il sordomuto del vangelo avrebbe avuto un po’ di compagnia da un telefonino di ultima generazione. Sì, certo non poteva parlare e ascoltare, ma con gli occhi bene aperti e la tecnologia digitale avrebbe potuto avere il mondo a portata di dita, uscendo così dal suo isolamento. Un miracolo? Forse, ma non è quello che fa Gesù.

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Oltre la maschera, il cuore…

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Gli antichi greci usavano la parola «ipocrita» per definire l’attore che, magari dietro una maschera, con la voce e con i gesti rappresentava un personaggio diverso da lui. Nei vangeli i farisei sono definiti da Gesù «ipocriti» perché all’esterno rappresentano perfettamente con le parole e i gesti le esigenze della religione, ma il loro cuore è in verità lontano da Dio.

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Lo slancio del discepolo

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Dopo la folla e dopo i giudei, sulla scena con Gesù al termine del lungo discorso del pane ora ci sono i discepoli. Chi sono? Alcuni – anzi, molti – che, avendo cominciato ad ascoltarlo, avevano preso a seguirlo per sentirlo ancora e per comprendere meglio.

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