La via della tenerezza

TERZA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Questa terza domenica di Avvento è conosciuta come domenica Gaudete, cioè «rallegratevi». Il Vangelo però ci porta dentro un carcere, ove è rinchiuso Giovanni Battista. Manda i suoi discepoli a fare una domanda a Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù risponde richiamando una profezia messianica. Continua a leggere

Maria, il «recipiente» di Dio!

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

La solennità odierna ci invita a contemplare una donna, Maria, concepita nel grembo di sua madre senza il peccato originale. Rischiamo così di pensarla come una privilegiata lontana dalla nostra umanità. E sbagliamo. Quel privilegio che Maria ricevette nel momento del suo concepimento è un dono che tutti noi riceviamo nel giorno del nostro battesimo. Maria lo ricevette come privilegio perché fu un dono a lei fatto in previsione della morte e risurrezione di Cristo. Continua a leggere

Un’attesa già abitata…

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Inizia un nuovo anno liturgico. E inizia con un… avvento. I cristiani hanno preso questa parola – adventus – dal vocabolario dei romani che con essa indicavano il giorno fisso in cui la divinità veniva ad abitare ogni anno nel tempio a lei dedicato. È fin troppo facile comprendere quale sconvolgimento avviene nel momento in cui i cristiani applicano questa parola al loro Dio. Una divinità? No, l’unico Dio che sta in cielo e che è venuto sulla terra, non però provvisoriamente, ma assumendo davvero una carne umana. Continua a leggere

Sulla croce, il nostro Re!

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno C

La pagina evangelica appena ascoltata dipinge, senza troppi giri di parole, l’immagine del nostro Re. La croce è davvero il simbolo cristiano per eccellenza, ed è spiacevole vederla talvolta rifiutata oppure banalmente usata come semplice gingillo di bellezza. La croce, naturalmente, è un segnale perennemente diretto sul Crocifisso. È Lui che ci interessa. È Lui che fa della croce il segno distintivo della nostra fede, perché ha scelto di regnare da quel trono così scomodo. Continua a leggere

Pietra su pietra

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno  C

Pochi hanno ancora il coraggio di dire le cose che Gesù dice oggi nel vangelo, ma forse pochi sanno dirle come le dice lui. Probabilmente c’è qualcuno che sta magnificando il tempio di Gerusalemme nel suo splendore, e Gesù ne annuncia la distruzione (che di fatto avverrà nel 70 d.C.). Ma il suo non è catastrofismo. Quel tempio sta a cuore anche a lui, ma le pietre, pur belle, non possono costituire un fondamento di vita. Continua a leggere

«Terrenità» ed eternità

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La storiella della “vedova ammazzamariti”, che viene raccontata a Gesù da alcuni sadducei, è sicuramente inventata e serve solo come pezza giustificativa a questo gruppo di sacerdoti aristocratici per dimostrare l’impossibilità della risurrezione della carne. Siccome non è possibile risolvere il problema della appartenenza coniugale di quella donna – l’hanno avuta in sette! – allora tutto deve risolversi nell’aldiquà e non è affatto necessario che Dio risusciti il corpo. Continua a leggere

Zaccheo e Gesù

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Zaccheo è un personaggio che ci risulta simpatico. Forse perché ce lo immaginiamo, piccolo di statura,o rende anche un po’o e anche un po’ – ci  in maginiamo piccolo di staturaquel suo gesto di salire su un albero, che lo rende anche un po’ ridicolo. In realtà, Zaccheo – ironia della sorta, il suo nome significa «puro» – era un personaggio temuto ed odiato a Gerico, in quanto era il capo degli esattori delle tasse per conto dell’invasore romano e si era grandemente arricchito alle spalle della povera gente. Continua a leggere