I «senza terra»

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

La parola «santo» in greco suona in un modo inconfondibile – aghios – il cui significato non lascia dubbi: «senza terra». In effetti a noi, istintivamente, la parola «santo» fa pensare al cielo. I santi ci richiamano il paradiso, e non è forse il paradiso, il cielo, la condizione da cui è assente proprio la terra? Se così fosse, tutto sarebbe facilmente spiegato: noi siamo in terra, i santi sono in cielo. Invece no: resta da spiegare come sono finiti in cielo i santi. Continua a leggere

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Colpo di testa 91 / I genitori “numerati” tornano padre e madre

Corriere di Como, 30 ottobre 2018

Corsi e ricorsi. Anche la fredda burocrazia ha un’anima, una sorta di filosofia o etica di riferimento, che ispira il legislatore. Cambia l’orientamento, si modificano le disposizioni. La questione della firma sui documenti o sui moduli era rimasta ferma per decenni ad una formula, che conosco bene sin dalla mia infanzia: «Firma del padre (o di chi ne fa le veci)». Continua a leggere

L’essenziale

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Un cieco di nome Bartimeo sta lungo la strada alle porte di Gerico. Passa Gesù con molta folla. Il cieco si agita, urla. Gesù lo fa chiamare e lo guarisce, ed egli si mette a seguirlo sulla strada. Se dovessi dirvi che cosa maggiormente mi colpisce in questo racconto, ebbene, è quel balzo in avanti del cieco che si mette in piedi, gettando via il mantello, per andare da Gesù. Continua a leggere

Colpo di testa 90 / L’equilibrio instabile del “bene comune”

Corriere di Como, 23 ottobre 2018

C’è una curiosa espressione che torna spesso nei discorsi dei politici – bene comune – il cui significato dovrebbe essere univoco: con queste due parole si dovrebbe indicare uno specifico bene che è condiviso da tutti i membri di una specifica comunità. Ma se è abbastanza semplice cercare di identificare un bene comune di una piccola comunità, assai arduo è fissare il bene comune della nazione. Lo stiamo constatando in questi giorni di aspro dibattito sulla manovra economica.

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La logica del servizio

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Gesù aveva detto: «Chiedete e vi sarà dato… Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò». Giacomo e Giovanni lo prendono in parola, e gli dicono: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo».

Certo, il loro modo di domandare non può dirsi proprio «nel nome di Gesù», perché chiedono a Gesù che faccia ciò che essi vogliono. Ma, con la loro domanda ricopiano perfettamente tante delle nostre preghiere, con cui esprimiamo un desiderio che consideriamo del tutto legittimo, lo mettiamo davanti a Dio e ci aspettiamo che l’esaudisca. Pronti, naturalmente, a mettere Dio sul banco degli imputati, se non ci ascolta. Continua a leggere

Colpo di testa 89 / Quei giovani italiani senza l’italiano

Corriere di Como, 16 ottobre 2018

«L’italiano e la rete, le reti per l’italiano». Non stiamo parlando del digiuno di goal della nazionale di calcio, in cerca di reti per rilanciarsi. L’italiano di cui si parla è la lingua italiana, e la rete è il mondo variegato di internet e dei suoi social network. In che rapporto sta il web con la nostra lingua? Il tema verrà sviluppato con iniziative organizzate in diversi Paesi del mondo proprio in questa “Settimana della lingua italiana nel mondo” (giunta alla diciottesima edizione). Continua a leggere

Quaggiù e la vita eterna

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

C’è una parola che lega insieme questo brano evangelico, ed è «vita eterna». La nomina quel tale che avvicina Gesù per conoscere da lui, maestro buono, che cosa deve fare, appunto, per avere la vita eterna. Gesù rimane colpito da questa domanda così insolita. Solitamente coloro che gli si avvicinano vogliono avere qualcosa di più immediato, la guarigione di un male fisico o un beneficio materiale. Questo tale gli fa una domanda in vista della vita eterna, di una felicità, cioè, che va oltre questa vita con le sue miserie e le sue preoccupazioni. Continua a leggere