Lasciarsi scandalizzare e… credere

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A 

«Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Questa domanda di alcuni Giudei è quella che ci rappresenta meglio in tutta la vicenda di Lazzaro. Assomiglia, in fondo, all’espressione di Marta e Maria: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Mentre, però, nell’esclamazione delle due sorelle si respira il grande affetto per Gesù e fa capolino la fede in Lui come Signore, nella domanda dei Giudei c’è la protesta non disgiunta da un senso di sfida. Continua a leggere

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Desiderare e lasciarsi riempire

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

Il dialogo tra Gesù e la donna samaritana è il primo di tre episodi che ci condurranno per mano sino alla Settimana Santa. Esso ci richiama direttamente, ancora una volta, il deserto in cui il cammino di Gesù – ed il nostro – è cominciato. Là Gesù, dopo un lungo digiuno, ebbe fame. Qui, affaticato per il viaggio, ha sete. Continua a leggere

Parola per… teofili!

TERZA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

EPSON DSC pictureChi sarà mai questo «illustre Teofilo» a cui Luca indirizza il suo vangelo? Non lo sappiamo. E non siamo nemmeno certi che sia il nome proprio di una persona in carne ed ossa. Era normale, infatti, indirizzare uno scritto ad un personaggio fittizio il cui nome era simbolico. Ora, Teofilo significa «amico di Dio». Luca vuol certamente affermare all’inizio del suo vangelo che quelle pagine possono essere lette e apprezzate solo da un amico di Dio, il quale ne farà sicuramente la base della sua vita. Continua a leggere

Sabato Santo. Luce, parola, acqua e pane…

Queste mie parole assomigliano a quella sosta provvidenziale che la montagna ti regala durante una lunga ascesa: da quel punto puoi vedere quanto hai già percorso e quanto ancora ti manca. In questa notte di veglia, la Luce e la Parola ci hanno già donato tutta la loro ricchezza. Continua a leggere

Terza Domenica di Quaresima. Assapora…

Alla fine di questo lungo racconto – una delle pagine più belle del Vangelo – ci accorgiamo che il motivo che ha occasionato quell’incontro tra Gesù e la donna samaritana rimane clamorosamente inevaso: né Gesù sembra aver bevuto – e tutto era nato dalla sua richiesta «Dammi da bere» – né la donna ha portato a casa quell’acqua che era andata ad attingere al pozzo – tanto che la sua anfora è rimasta lì, vuota. L’acqua che è circolata al bordo del pozzo di Sicar è un’altra, è un’acqua viva, che Gesù ha in abbondanza e di cui la donna si fa a sua volta portatrice e missionaria presso gli abitanti della sua città. Continua a leggere

Seconda Domenica del tempo ordinario. Cana: un «segno» anche per noi…

Il miracolo di Cana di Galilea rischia ogni volta di concentrare la nostra attenzione sul risultato sensazionale ottenuto da Gesù: seicento litri, e più, di ottimo vino semplicemente usando l’acqua. E così rischia di sfuggirci il motivo per cui l’evangelista Giovanni ci racconta questo episodio, qualificandolo come «l’inizio dei segni compiuti da Gesù» attraverso il quale «egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui». Continua a leggere

Il Bene, la Luce, l’acqua…

Sul Picco di Vallandro. Sullo sfondo le Dolomiti di Sesto con le Tre Cime di Lavaredo.

Vien da chiedersi come possano questi fiori trovare il nutrimento in mezzo a tante pietre… Continua a leggere