Sulla croce, il nostro Re!

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno C

La pagina evangelica appena ascoltata dipinge, senza troppi giri di parole, l’immagine del nostro Re. La croce è davvero il simbolo cristiano per eccellenza, ed è spiacevole vederla talvolta rifiutata oppure banalmente usata come semplice gingillo di bellezza. La croce, naturalmente, è un segnale perennemente diretto sul Crocifisso. È Lui che ci interessa. È Lui che fa della croce il segno distintivo della nostra fede, perché ha scelto di regnare da quel trono così scomodo. Continua a leggere

Pietra su pietra

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno  C

Pochi hanno ancora il coraggio di dire le cose che Gesù dice oggi nel vangelo, ma forse pochi sanno dirle come le dice lui. Probabilmente c’è qualcuno che sta magnificando il tempio di Gerusalemme nel suo splendore, e Gesù ne annuncia la distruzione (che di fatto avverrà nel 70 d.C.). Ma il suo non è catastrofismo. Quel tempio sta a cuore anche a lui, ma le pietre, pur belle, non possono costituire un fondamento di vita. Continua a leggere

«Terrenità» ed eternità

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La storiella della “vedova ammazzamariti”, che viene raccontata a Gesù da alcuni sadducei, è sicuramente inventata e serve solo come pezza giustificativa a questo gruppo di sacerdoti aristocratici per dimostrare l’impossibilità della risurrezione della carne. Siccome non è possibile risolvere il problema della appartenenza coniugale di quella donna – l’hanno avuta in sette! – allora tutto deve risolversi nell’aldiquà e non è affatto necessario che Dio risusciti il corpo. Continua a leggere

L’insensibilità e la condivisione

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

È forte la tentazione di leggere questa parabola come una illustrazione della legge del contrappasso, la cui linea di demarcazione è la morte. Nella vita terrena Lazzaro ha avuto i suoi mali ed ora, nella vita eterna, gode la sua consolazione. Il ricco, invece, ha avuto i suoi beni sulla terra ed ora sta nei tormenti. Una visione molto semplice e comoda, che è spesso citata da chi vuole accusare il cristianesimo di essere un messaggio consolante che invita i suoi seguaci a sperare nell’aldilà chinando il capo supinamente alle traversie di quaggiù. Continua a leggere

Cogli l’attimo, adesso!

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Dopo aver ascoltato questa pagina evangelica, è opportuno chiarire subito quelle che non sono affatto le intenzioni di Gesù. Intanto, egli non vuole suscitare paura e angoscia nei suoi ascoltatori. E poi, soprattutto, non intende parlare del futuro, della fine del mondo o di cose del genere. Semmai, il suo proposito è di ricondurre gli uomini sul terreno a loro più congeniale, che è il presente, ricordando, però, che tutto corre verso un Fine, prima e più che verso… una fine. Continua a leggere

I «senza terra»

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

La parola «santo» in greco suona in un modo inconfondibile – aghios – il cui significato non lascia dubbi: «senza terra». In effetti a noi, istintivamente, la parola «santo» fa pensare al cielo. I santi ci richiamano il paradiso, e non è forse il paradiso, il cielo, la condizione da cui è assente proprio la terra? Se così fosse, tutto sarebbe facilmente spiegato: noi siamo in terra, i santi sono in cielo. Invece no: resta da spiegare come sono finiti in cielo i santi. Continua a leggere

Vivere da risorti

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Pale di San Martino da Malga RolleNon è un vangelo facile quello di questa domenica. Bisognerebbe conoscere bene i riferimenti dell’Antico Testamento cui accenna Gesù e tenere conto della contrapposizione tra farisei e sadducei sul tema della risurrezione dei corpi. Continua a leggere