Le tre verità della creazione

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

I farisei cercano di ingannare Gesù, ponendogli una domanda che lo costringa a prendere una posizione in merito ad una questione che animava il dibattito del tempo. La questione posta a Gesù era molto chiara: «Si può divorziare?». Anche la risposta era abbastanza nota: «Si può, perché Mosè ha concesso all’uomo il permesso di divorziare dalla propria moglie». Ebbene, questa non è affatto la posizione di Gesù, ma semmai quella di Mosè. Gesù va oltre, Gesù va alla radice del problema. Continua a leggere

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Nel mio nome…

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Nel mio nome». Gesù ripete tre volte questa espressione, e la considera come vero criterio discriminante tra chi è con lui e chi è contro di lui. Importa di meno, a questo livello, che si faccia parte esplicitamente di una comunità targata, quanto l’essere, il parlare e l’agire nel nome di Gesù.

Dobbiamo comprendere bene questa espressione. Per noi, oggi, il nome equivale a qualcosa di superficiale, una parola dietro cui può esserci anche il nulla… Se ne dicono tante di parole e si può fare una cosa «nel nome» di chicchessia anche per puro interesse di facciata. Continua a leggere

L’amore che salva

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

Mathias Stomer (1600-1650), Cristo e Nicodemo, Darmstadt, Hessiches Landesmuseum

Nicodemo va da Gesù perché ha intuito che in lui c’è qualcosa che viene da Dio. Va a trovarlo di notte forse perché non vuole che si sappia (era un famoso capo dei farisei). O forse fu Gesù a fissargli un appuntamento al termine di una delle sue intense giornate, togliendo al riposo anche quelle ore notturne. Nicodemo va da Gesù perché i conti non gli tornavano: intuisce che l’immagine di Dio che Gesù predica e testimonia è affascinante, ma non rientra nei canoni della religiosità ufficiale. Così vuole capire. Continua a leggere

Ascoltare per vedere…

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE – Anno A

L’apostolo Pietro, che pure aveva tanti momenti passati con Gesù da ricordare, fa riferimento alla trasfigurazione. Una storia di quelle incredibili, che rischiano di farti passare per un visionario. E Pietro nella sua lettera sembra voler insistere che non si tratta di un racconto simbolico, quasi un modo per dire che la gloria della risurrezione abitava già il corpo del Gesù terreno. No, la trasfigurazione è esattamente il contrario di una favola artificiosamente inventata, è un fatto di cui Pietro è stato testimone oculare insieme a Giacomo e Giovanni. Continua a leggere

Quel che Gesù ci ha detto di Dio

SANTISSIMA TRINITÀ – Anno A

Oggi la Chiesa, alla ripresa del tempo ordinario dopo il tempo pasquale culminato nella Pentecoste, ci propone la solennità della Santissima Trinità. Questa parola – Trinità – suona come un aggettivo che qualifica il nostro Dio a differenza del Dio delle altre religioni. Il nostro Dio è uno in tre persone. Mentre lo diciamo, suona strano per primo a noi. Come può essere uno e tre insieme? Continua a leggere

Il cuore «buono»

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Campoè 04Non si può proprio dire che la parola «ipocrita» non sia di moda ai nostri tempi. Le accuse incrociate di ipocrisia riempiono i giornali, che, però, sono proprio i contenitori privilegiati di questo vizio in un mondo in cui il puntare il dito verso l’altro in modo oltraggioso è diventata quasi una regola di bon tonContinua a leggere

Man hu?

DICIOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSCN2609«Man hu?». Così risuonò la domanda che gli Israeliti si fecero l’un l’altro nel deserto davanti a quella «cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra», quella cosa che era spuntata come un manto di rugiada. «Man hu?», cioè «Che cos’è?». E non avendo una risposta, quella cosa si chiamerà proprio come la domanda: «man hu», manna. È il dono di un cibo dall’alto dato ad un popolo mormoratore e brontolone, che non sapeva ancora apprezzare la libertà anche se a stomaco vuoto e desiderava piuttosto la vecchia schiavitù ma almeno «presso la pentola della carne». Come ci assomiglia questo popolo amato da Dio, sempre pronto a lamentarsi perché le cose non vanno come vorrebbe: è il risorgente luogo comune del «si stava meglio quando si stava peggio». Continua a leggere