Ascoltare per vedere…

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE – Anno A

L’apostolo Pietro, che pure aveva tanti momenti passati con Gesù da ricordare, fa riferimento alla trasfigurazione. Una storia di quelle incredibili, che rischiano di farti passare per un visionario. E Pietro nella sua lettera sembra voler insistere che non si tratta di un racconto simbolico, quasi un modo per dire che la gloria della risurrezione abitava già il corpo del Gesù terreno. No, la trasfigurazione è esattamente il contrario di una favola artificiosamente inventata, è un fatto di cui Pietro è stato testimone oculare insieme a Giacomo e Giovanni. Continua a leggere

Quel che Gesù ci ha detto di Dio

SANTISSIMA TRINITÀ – Anno A

Oggi la Chiesa, alla ripresa del tempo ordinario dopo il tempo pasquale culminato nella Pentecoste, ci propone la solennità della Santissima Trinità. Questa parola – Trinità – suona come un aggettivo che qualifica il nostro Dio a differenza del Dio delle altre religioni. Il nostro Dio è uno in tre persone. Mentre lo diciamo, suona strano per primo a noi. Come può essere uno e tre insieme? Continua a leggere

Il cuore «buono»

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Campoè 04Non si può proprio dire che la parola «ipocrita» non sia di moda ai nostri tempi. Le accuse incrociate di ipocrisia riempiono i giornali, che, però, sono proprio i contenitori privilegiati di questo vizio in un mondo in cui il puntare il dito verso l’altro in modo oltraggioso è diventata quasi una regola di bon tonContinua a leggere

Man hu?

DICIOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSCN2609«Man hu?». Così risuonò la domanda che gli Israeliti si fecero l’un l’altro nel deserto davanti a quella «cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra», quella cosa che era spuntata come un manto di rugiada. «Man hu?», cioè «Che cos’è?». E non avendo una risposta, quella cosa si chiamerà proprio come la domanda: «man hu», manna. È il dono di un cibo dall’alto dato ad un popolo mormoratore e brontolone, che non sapeva ancora apprezzare la libertà anche se a stomaco vuoto e desiderava piuttosto la vecchia schiavitù ma almeno «presso la pentola della carne». Come ci assomiglia questo popolo amato da Dio, sempre pronto a lamentarsi perché le cose non vanno come vorrebbe: è il risorgente luogo comune del «si stava meglio quando si stava peggio». Continua a leggere

Maria Santissima Madre di Dio. Storia infinita del sorriso di Dio…

A scanso di equivoci, bene conoscendo la nostra propensione a dimenticare in fretta, la liturgia di oggi ci ripropone la scena dei pastori che, invitati dall’angelo, vanno a Betlemme. Non vanno per una scampagnata notturna fuori programma. Vanno «senza indugio» perché qualcuno ha suggerito loro una parola importante: a Betlemme è nato «il Salvatore». Non so che cosa questa parola dica a noi, uomini e donne dalle crisi perennemente in atto. Ma è una parola adatta ad iniziare un nuovo anno. Continua a leggere