Diciassettesima Domenica del Tempo Ordinario. Donami il tuo Regno, Signore!

La domanda rivolta in sogno a Salomone assomiglia a quella del genio della lampada di Aladino: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». E la risposta del re avrebbe potuto assomigliare a quelle del protagonista della novella de Le mille e una notte. Invece Salomone chiede… un cuore docile che sappia distinguere il bene dal male. E con questa richiesta il racconto biblico si allontana mille miglia dal racconto fiabesco, riportandoci alla realtà. Continua a leggere

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Sedicesima Domenica del Tempo Ordinario. L’altro seminatore…

Domenica scorsa la Parola di Dio ci ha presentato un seminatore sprecone, oggi ci mette a confronto con un padrone del campo paziente. Il seminatore sprecone getta ovunque il seme della Parola e sa che c’è un terreno buono che lo accoglie e lo fa fruttificare. Ma si direbbe che c’è un altro seminatore, il nemico di quello sprecone, a cui non interessa la generosità di inondare anche la strada, anche i sassi e i rovi con la buona semente. A costui, il diavolo – letteralmente: «colui che divide» – preme solo il terreno buono, ma per metterci seme cattivo. Continua a leggere

Quindicesima Domenica del Tempo Ordinario. Cristiani del terreno buono?

La pagina evangelica del seminatore regala una certezza capace di dare fiducia: il seminatore della Parola è uno sprecone, uno di quelli che butta il seme ovunque, accettando il rischio che qualche piantina resti bruciata dal sole o soffocata dai rovi e addirittura che una parte del seme finisca in bocca agli uccelli. Ovunque, in una larghezza del gesto seminativo, quasi ad essere certo che il seme non manchi nel campo, nemmeno laddove esso confina con la strada. Se non c’è raccolto, la colpa non può essere del seminatore… Continua a leggere

Quattordicesima Domenica del Tempo Ordinario. Il giogo dei piccoli…

Le parole di Gesù non sono affatto un esercizio di poesia. Può darsi che Gesù sia ispirato nel suo canto di lode al Padre, ma quanto egli ci dice è di una concretezza disarmante. Sa che siamo stanchi e che cerchiamo ristoro, e si propone come compagnia divina e umana: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». E poi parla di giogo. Gesù sa che quando si è stanchi si finisce sotto qualche giogo e allora propone di prendere il suo. Continua a leggere