La lavatrice dell’Agnello

TUTTI I SANTI

Foto AC – panorama dal Seceda

I Santi che celebriamo oggi sono proprio tutti, quelli che sono stati innalzati agli onori dell’altare e quelli che la santità l’hanno vissuta nel nascondimento. La santità non è una condizione che si raggiunge, ma è una tribolazione che si vive giorno per giorno.

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Gerico, luogo di incroci

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Daunei

Quello che accade a Gerico è l’incrociarsi di due movimenti di ricerca, di due sguardi: l’uno, quello di Zaccheo, che si è nascosto nel fogliame di un albero, perché è piccolo e forse solo curioso, vuole vedere Gesù senza essere visto da lui; l’altro, quello di Gesù, che non solo vede Zaccheo, ma vuole guardarlo in volto, e per questo lo invita a scendere perché ha deciso di invitarsi a casa sua.

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La battaglia dentro di noi

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Larici nel cielo autunnale

La logica della contrapposizione non ci aiuta a cogliere il messaggio della parabola. Forse faremmo bene a partire da una constatazione: i due personaggi convivono in noi come due atteggiamenti entrambi possibili.

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La preghiera del desiderio

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO- Anno C

Foto AC – Bellamonte

Gesù troverà la fede sulla terra? Andiamo pure a cercare nel versetto successivo: non c’è risposta a quella domanda. Ma noi una risposta la possiamo dare. Dio troverà la fede sulla terra se troverà una vedova come quella della parabola, la cui fede è capace di convincere a farle giustizia il giudice che non aveva riguardo per nessuno.

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Guarigione e salvezza

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Colori dell’autunno

Se dovessimo trarre dal Vangelo odierno una indicazione statistica, dovremmo dire che il 90% sono ingrati. In realtà nove lebbrosi guariti su dieci sono impegnati nella complicata procedura di attestazione della loro guarigione: devono andare al tempio di Gerusalemme a presentarsi ai sacerdoti, e non hanno tempo da perdere.

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La corsa del Sole. Natale tra passato e futuro

AGOSTINO CLERICI, La corsa del Sole. Natale tra passato e futuro,
L’essenziale è visibile, Como 2022, pagine 192, euro 15,00

Il libro è costruito a partire da un racconto storico ambientato a Roma in un giorno preciso, il 25 dicembre dell’anno 387, il giorno di Natale: la narrazione, però, deve insinuarsi in più di un Natale, deve cioè fare i conti con il dio Sole ed il suo tempio e con il culto misterico di Mitra, oltre che con la nascita di Gesù. Il personaggio narratore è Agostino d’Ippona, grande protagonista del pensiero non solo cristiano tra il IV e il V secolo, che nel dicembre del 387 si trovava a Roma in attesa di imbarcarsi per l’Africa. Il giovane protagonista del racconto – Giunio Flavio – è un personaggio inventato che però si muove sulla scena dentro un preciso contesto storico.

Il racconto è occasione per conoscere la convivenza nella Roma di fine IV secolo di un cristianesimo emergente con un paganesimo decadente, in un lento passaggio senza brusche rotture. Ed è pure lo stimolo letterario ad un approfondimento storico delle origini della festa del Natale e ad una riflessione teologica e pastorale protesa sul futuro di questa festa cristiana che sembra aver perso proprio i suoi significati più profondi.

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LA CORSA DEL SOLE è disponibile. presso la Libreria Paoline di Como e la Libreria La Speranza di Vighizzolo di Cantù.

Vedi l’intervista di Dolores Longhi su Espansione TV nel programma “Angoli” del 21 novembre 2022. Per vedere clicca qui.

Vedi la recensione di Clemente Tajana sul quotidiano La Provincia del 19 dicembre 2022. Per leggere clicca qui.

Vedi la recensione di don Angelo Riva sul periodico Il Settimanale della diocesi di Como del 22 dicembre 2022. Per leggere clicca qui.

La gioia del servizio inutile

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Tramonto sul Sella

Dire «siamo servi inutili» ci costa una grande fatica, soprattutto in un mondo in cui l’autostima è un valore unanimemente perseguito. Pronunciarlo dopo aver svolto il nostro compito scrupolosamente – e non prima, quasi come scusa per non farlo, tanto è inutile! – è ancora più difficile.

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