Ci crediamo nella risurrezione?

DOMENICA DI PASQUA

«Voi cristiani fondate tutto su una cosa che non si può dimostrare!». Me lo diceva uno che ha cominciato a dubitare di tutto quello che ha creduto sino a poco tempo fa. E si riferiva alla risurrezione. Sorrido sempre quando mi fanno una simile obiezione, perché effettivamente è così, ma vale per quasi tutte le cose più importanti della vita: non si possono dimostrare. Nemmeno Maria di Magdala, trovandosi davanti un sepolcro vuoto, conclude immediatamente che Gesù è risorto. Anzi, corre a dire: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro». Altro che risurrezione, semplice sottrazione di cadavere! E sia. Ma se togli fondamento alla risurrezione, che pure non si può dimostrare ma solo credere, ti resta poi il compito di spiegare duemila anni di storia, con miliardi di allucinati, che avrebbero potuto credere ad una sottrazione di cadavere invece che alla risurrezione. Continua a leggere

La nostra fortuna, stasera…

GIOVEDÌ SANTO – NELLA CENA DEL SIGNORE

Questa sera voglio rivolgermi in modo tutto particolare a voi bambini. I grandi ascoltino attentamente, perché potrebbe darsi che queste parole siano interessanti anche per loro. Mi domando se questi bambini li avete condotti qui voi, voi genitori che avete giustamente sempre tante cose da fare, o se invece siete voi bambini ad aver trascinato qui i vostri genitori, stasera, nella nostra chiesa, dove si fa memoria dell’ultima cena di Gesù. Meno male che siete venuti qui per farvi lavare i piedi dal don, perché è per questo che siete seduti in prima fila, con un po’ di apprensione anche per il gesto che vi vede protagonisti. Continua a leggere

Al di là delle apparenze: la bellezza

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

Ecco altre due parole per il nostro cammino di Quaresima: «apparenze» e «bellezza». Sullo sfondo ce n’è una terza, che è quella che dà il nome a questa seconda domenica di Quaresima: «trasfigurazione». Partiamo dall’avvenimento di cui sono testimoni Pietro, Giovanni e Giacomo sul monte Tabor, noto appunto come trasfigurazione di Gesù: «Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante». Una visione? Una apparizione? Oppure semplicemente un sogno? Continua a leggere

La logica di Dio

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Abbiamo appena ascoltato il racconto di quella volta in cui Gesù mandò al diavolo Pietro. Sì, proprio così. L’apostolo aveva appena dato la risposta giusta alla domanda su chi è veramente Gesù (e l’aveva data pensando secondo Dio e non secondo gli uomini), ma poi aveva voluto dare qualche consiglio al Cristo circa come doveva comportarsi per raccogliere il successo (e qui si era messo a pensare secondo gli uomini e non secondo Dio). Continua a leggere

Signore, da chi andremo?

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Gesù ha terminato il discorso del pane di vita, e pone i Dodici davanti ad una scelta: esige da loro una decisione. Riconosce che il suo discorso è duro, ma preferisce perdere alcuni discepoli piuttosto che attenuare la portata del suo messaggio.

La Parola di Dio provoca sempre una crisi. La prima lettura ci ha presentato l’assemblea riunita a Sichem: il popolo eletto che ha ricevuto in dono la terra, è chiamato a rinnovare l’alleanza. Continua a leggere

Un solo gregge, un solo pastore

QUARTA DOMENICA DI PASQUA – Anno B

Pietro – abbiamo ascoltato nella prima lettura un brano della sua predicazione – è davvero un discepolo di Gesù, quel Gesù che ci ha presentato il suo progetto in modo molto chiaro, usando un’immagine – quella delle pecore e del pastore – che forse non è facilmente comunicabile oggi, ma che bene descrive il rapporto che Gesù vuole istituire con noi. Continua a leggere

Tabor, iniezione di bellezza

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

Raffaello Sanzio, Trasfigurazione (1516 – 1520)

Per capire la scena evangelica della trasfigurazione, bisogna essere andati qualche volta in alta montagna, in una giornata dai contorni netti, in cui l’azzurro del cielo si staglia sui verdi prati e magari si riflette nel blu cupo di un laghetto incastonato tra le rocce. Il silenzio ti permette di sentire il tuo respiro affannoso, il rumore dei tuoi passi. Per un attimo – ma è un attimo che riesce a durare – ti riconcili con te stesso. Continua a leggere