La fede e la gratitudine

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La prima lettura ci ha presentato la vicenda di Naaman Siro, comandante dell’esercito siriano, affetto dalla lebbra, il quale viene a sapere che un profeta in Israele ha il potere di guarirlo. La delusione è grande, quando il profeta Eliseo lo invita ad immergersi sette volte nelle acque del fiume Giordano. «Naaman si sdegnò e se ne andò dicendo: “Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, e, stando in piedi, invocherà il nome del Signore, suo Dio, agiterà la sua mano verso la parte malata e toglierà la lebbra. Forse i fiumi di Damasco non sono migliori di tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per purificarmi?”. Si voltò e se ne partì adirato». Continua a leggere

Perseveranza e agitazione

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

autunnoPer finire al centro di un programma televisivo sui misteri che affascinano, alla profezia di Gesù manca un tassello importante. Non c’è la data. «Verranno giorni…», già ma dicci, caro Gesù, in quale giorno esattamente, e, se puoi, anche l’ora così non prendiamo impegni! Evidentemente Gesù non ha interesse a finire nell’elenco dei vaneggiamenti circa il giorno della fine del mondo. Il suo intento non è affatto quello, e ce ne accorgiamo subito perché i segni che egli descrive vanno bene per ogni epoca storica, compresa la nostra. E poi, magistralmente, con l’arte del vero oratore, Gesù aggiunge: «Ma non è subito la fine». Se mi permettete un gioco di parole, anzi di articoli, vi dirò che a Gesù interessa metterci in guardia non tanto sulla fine, ma sul fine della storia. La fine non è adesso e non è subito, mentre il fine è già adesso, è subito. Continua a leggere

I primi, gli ultimi, la porta stretta…

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Piz DuledaLe ultime parole del vangelo di oggi ci turbano un poco: il fatto che «vi sono ultimi che saranno primi e vi sono primi che saranno ultimi» non ci sembra giusto. Già ci sono nella nostra società molteplici casi di palese ingiustizia che siamo costretti a sopportare, ora anche Gesù proclama questa strana legge che non tiene conto delle precedenze acquisite sul campo: il primo avrà pur meritato il suo posto, perché dovrebbe essere retrocesso in coda? Se vai in posta o a prenotare gli esami clinici o anche al supermercato, ti danno un numerino che garantisce che l’ultimo arrivato non faccia il furbetto e passi avanti. Sembra che nel regno di Dio non funzioni così, e possono star fuori anche i primi arrivati se non sono riusciti ad attraversare la porta d’ingresso. Continua a leggere

Domenica delle Palme. Taceva… gridò forte…

La storia che abbiamo ascoltato è la storia della nostra salvezza. E l’interprete principale sulla scena è il nostro unico Salvatore. Salvezza e Salvatore sembrano essere i concetti meno adatti a descrivere una simile vicenda. Salvatore un Crocifisso? E che salvezza può mai venire dall’alto di una croce in cui muore, solo, colui che la storia umana con la sua sentenza descrive come un bestemmiatore, un impostore, un malfattore, un pericoloso sobillatore? Continua a leggere

Ventottesima Domenica del Tempo Ordinario. Il dono e il donatore…

Perché gli altri nove lebbrosi guariti non tornano sui propri passi per ringraziare Gesù? Non è difficile immaginare almeno due ipotetiche motivazioni. La prima: Gesù non li ha toccati, ma solo guardati; ha detto loro di presentarsi ai sacerdoti, i quali – secondo le disposizioni contenute nel Levitico – avrebbero dovuto attestare la loro guarigione, che però non è avvenuta lì davanti a Gesù, ma lungo la via; quindi, la loro purificazione resta un fatto inspiegabile che non è possibile attribuire a qualcuno e, con certezza, nemmeno a Gesù. Continua a leggere

Ventunesima Domenica del Tempo Ordinario. Primi o ultimi, oltre la porta stretta…

Vi sarete accorti che ci sono domande a cui Dio non risponde. E sono le domande che vorrebbero nutrire la nostra curiosità. Come quella del tale di cui ci parla la pagina evangelica odierna: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Non si sa bene come interpretarla. Forse quel tale – magari un fariseo – si aspettava che Gesù confermasse quel «pochi», mettendoci dentro lui naturalmente. Noi, invece, speriamo che la risposta di Gesù corregga quel «pochi» in un più misericordioso «molti» o addirittura in un rassicurante «tutti». Continua a leggere

Passione di Gesù: è la storia della nostra salvezza!

Sabato 31 marzo nella chiesa di Aizurro (Lecco) e Domenica 1 aprile in quella di Ponzate (Como), è stata rappresentata la Passio Domini nostri Jesu Christi secundum Matthaeum in Dominica Palmarum, di Angelo Gargiulo (1743-1816), evento organizzato da Agimus Lombardia. Momento di intenso lirismo, che si è aperto con una mia meditazione sul Vangelo della Passione secondo Matteo, il cui testo riporto qui, affinché questa riflessione possa proficuamente continuare nei giorni della Settimana Santa.

È lungo il racconto della passione di Gesù, che stasera ascolteremo nella versione che ci è offerta dall’evangelista Matteo. Un lungo racconto, che non ha davvero bisogno di ulteriore commento. Ha solo bisogno di restare nel nostro cuore e di non scivolare via come le tante parole che sentiamo. Continua a leggere