Non è un fantasma!

TERZA DOMENICA DI PASQUA – Anno B

«Credevano di vedere un fantasma». Gesù risorto è una visione, un’allucinazione dei discepoli rattristati per la sua morte? Vado spesso a leggere questa pagina di vangelo, che sta in fondo ad un episodio assai famoso – quello dei discepoli di Emmaus – e che andrebbe sempre letta. Invece è quasi sempre dimenticata, perché scompagina una lettura per così dire morbida della risurrezione di Gesù.

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Colpo di testa 205 / Le parole chiave che raccontano la pandemia

Corriere di Como, 13 aprile 2021

La storia della pandemia, almeno qui in Italia, ha conosciuto tre fasi, contrassegnata ciascuna dalla prevalenza (e non solo nell’uso mediatico) di una parola chiave. La prima fase è stata quella delle mascherine. Non ce n’erano a sufficienza, nemmeno negli ospedali e nelle residenze sanitarie per gli anziani. Qualcuno osò addirittura affermare che non servivano, ma sono poi diventate una fastidiosa ovvietà, tanto che tutti sogniamo di poter tornare presto ad una vita finalmente a volto scoperto.

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Tommaso, il credente

SECONDA DOMENICA DI PASQUA – Anno B

Tommaso l’incredulo. Lo abbiamo dipinto così, l’apostolo che volle mettere il dito nelle piaghe di Gesù. Eppure sulla sua bocca c’è la professione più limpida e profonda di tutti i Vangeli: «Mio Signore e mio Dio!». A cui giunge partendo da un perentorio «Se non vedo… io non credo».

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Colpo di testa 204 / La croce della pandemia e la via nuova

Corriere di Como, 6 aprile 2021

La Pasqua è una festa che dura otto giorni. Una stranezza dal punto di vista cronologico, per cui si continua a ripetere «in questo giorno» per tutta la settimana. Si gioca con il tempo al servizio di un messaggio insieme teologico e pastorale (di cui qui non parleremo). Mi basta ricordare che molti cristiani se lo sono dimenticato e vivono la Pasqua come se fosse la questione di un giorno festivo del calendario, da celebrare nello spazio di una Messa. Anzi, da quando imperversa la pandemia, senza nemmeno quella!

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Credenti nella risurrezione

DOMENICA DI PASQUA

Non posso certo dimostrare che Gesù è risorto. Ma posso tentare una risposta ragionevole ad un’altra domanda: perché io mi fido di Pietro e degli altri apostoli, che dicono di aver trovato il sepolcro vuoto e anche di aver incontrato il Risorto? Per quel gruppo di smarriti apostoli la risurrezione era la spiegazione più difficile da annunciare agli altri, ma anche la più scomoda da vivere essi stessi in prima persona. Erano delusi e al massimo avrebbero potuto atteggiarsi a discepoli di un morto che aveva lasciato loro in eredità un messaggio di amore.

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