La vita e i talenti

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

In tempi di crisi finanziaria mondiale questa parabola di Gesù merita una spiegazione supplementare. Non è affatto un invito all’azzardo o alla ricerca di un profitto scriteriato, anche se il poveretto che aveva ricevuto un solo talento si sente dire dal padrone che avrebbe dovuto affidare il suo denaro ai banchieri per poter ritirare il versato con gli interessi maturati. Continua a leggere

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L’olio della sapienza

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Questa parabola, raccontata oggi – magari come una delle tante finte “storie vere” di cui sono pieni i programmi televisivi – avrebbe avuto sicuramente un’appendice polemica per scoprire di chi è stata la colpa di tanto trambusto. State sicuri, che dal dibattito sarebbe risultato che il colpevole è lo sposo: arrivato in ritardo, è lui che ha creato una odiosa distinzione tra le dieci damigelle della sposa, ed è solo colpa sua se cinque sono rimaste fuori dal banchetto di nozze. Continua a leggere

I danni del fariseismo

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Sembra di capire che Gesù ce l’ha con gli scribi e i farisei. In verità, Gesù non ce l’ha con nessuno in particolare. Semmai, intende mettere in guardia da un atteggiamento in cui più facilmente possono cadere i farisei, cioè persone che di per sé sono scrupolose nell’osservanza dei comandamenti. Ciò che dice Gesù, quindi, ci riguarda. Egli, infatti, sta prospettando i rischi che possono correre – diremmo noi oggi – quelli che vanno in chiesa tutte le domeniche. Quali sono questi rischi? Continua a leggere

Santità, orme visibili

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

Non so se vi siete accorti che le tre letture che la liturgia propone per questa solennità dei Santi iniziano tutte con un verbo che è tra i più importanti nella nostra vita: vedere.

La lettura tratta dal libro dell’Apocalisse dice: «Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo…». Il brano della prima lettera di Giovanni dice: «Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!». La pagina evangelica è quella bellissima in cui Gesù proclama le Beatitudini; essa inizia così: «In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte… e insegnava loro dicendo: Beati…». Vedere è il verbo della consapevolezza, oserei dire della certezza. Continua a leggere

La misura dell’amore

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Al dottore della legge che voleva mettere in difficoltà Gesù si potrebbe dire: «Nulla è cambiato, tutto è cambiato». Nulla è cambiato, perché Gesù ha semplicemente citato la Scrittura, non aggiungendo nulla. Tutto è cambiato, perché, citando la Scrittura, Gesù la fa dipendere da altro, dall’amore. Continua a leggere

Dio e Cesare

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». È forse una delle frasi più citate del Vangelo, considerata importante e decisiva perché con essa Gesù offre una soluzione particolare del rapporto tra la religione e la politica, tra la Chiesa e lo Stato. Una soluzione che non era quella prospettata dal potere politico romano del suo tempo – che confondeva l’imperatore con una divinità – ma che sfuggiva anche alle insidie tese dai farisei. In effetti, la domanda fatta a Gesù è proprio per coglierlo in fallo. Continua a leggere

Un invito, quattro risposte

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Un’altra parabola. Non è più la vigna il luogo simbolico richiamato da Gesù, ma un banchetto di nozze regali. Non una semplice festa per il matrimonio di due sconosciuti, ma la festa per il matrimonio del figlio del re. La parabola procede in modo paradossale e Gesù avrebbe avuto almeno due occasioni per farla finire prima. Invece no. Continua sino alla scena dell’invitato che non indossa l’abito giusto per la cerimonia e, quindi, viene escluso dalla festa. Continua a leggere