La logica del servizio

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Gesù aveva detto: «Chiedete e vi sarà dato… Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò». Giacomo e Giovanni lo prendono in parola, e gli dicono: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo».

Certo, il loro modo di domandare non può dirsi proprio «nel nome di Gesù», perché chiedono a Gesù che faccia ciò che essi vogliono. Ma, con la loro domanda ricopiano perfettamente tante delle nostre preghiere, con cui esprimiamo un desiderio che consideriamo del tutto legittimo, lo mettiamo davanti a Dio e ci aspettiamo che l’esaudisca. Pronti, naturalmente, a mettere Dio sul banco degli imputati, se non ci ascolta. Continua a leggere

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Le tre verità della creazione

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

I farisei cercano di ingannare Gesù, ponendogli una domanda che lo costringa a prendere una posizione in merito ad una questione che animava il dibattito del tempo. La questione posta a Gesù era molto chiara: «Si può divorziare?». Anche la risposta era abbastanza nota: «Si può, perché Mosè ha concesso all’uomo il permesso di divorziare dalla propria moglie». Ebbene, questa non è affatto la posizione di Gesù, ma semmai quella di Mosè. Gesù va oltre, Gesù va alla radice del problema. Continua a leggere

Scelta pastorale molto discutibile

In merito alla notizia rimbalzata dai social network alle testate nazionali, circa la “carta fedeltà della parrocchia” di Lurate Caccivio (ovvero una tessera per i ragazzi sulla quale vengono apposti dei timbri in base alle frequenze al catechismo e alla messa domenicale), è apparso questo mio commento sul Corriere di Como di oggi, 4 ottobre 2018.

Tessera fedeltà parrocchiale? No, grazie. Messa, catechismo, confessione sono troppo importanti e associarli ad un timbro su una tessera che certifica il grado di cristianità mi pare una scelta pastorale molto discutibile. Lo dico da uno che è stato parroco fino a pochi giorni fa e che ha sempre cercato la via migliore per convincere i genitori che il cammino cristiano dei loro figli verso i sacramenti è una cosa seria, a cui dare almeno la stessa attenzione che essi riservano alle attività scolastiche e culturali e a quelle sportive e ricreative. Continua a leggere

Nel mio nome…

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Nel mio nome». Gesù ripete tre volte questa espressione, e la considera come vero criterio discriminante tra chi è con lui e chi è contro di lui. Importa di meno, a questo livello, che si faccia parte esplicitamente di una comunità targata, quanto l’essere, il parlare e l’agire nel nome di Gesù.

Dobbiamo comprendere bene questa espressione. Per noi, oggi, il nome equivale a qualcosa di superficiale, una parola dietro cui può esserci anche il nulla… Se ne dicono tante di parole e si può fare una cosa «nel nome» di chicchessia anche per puro interesse di facciata. Continua a leggere

La logica del bambino

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Gesù e i discepoli camminano insieme. Ma l’unità tra di loro è solo apparente. Quando giungono a Cafarnao, ancora una volta viene a galla la loro incomprensione del destino che Gesù va annunciando. Egli parla di un destino di rifiuto, morte e risurrezione. Essi discutono su chi tra loro fosse il più grande. Proviamo ad immaginare come si sia sviluppata concretamente questa discussione. Pietro poteva vantare l’elogio di Gesù dopo la professione di fede («Tu sei la roccia»!), Giacomo il maggiore era parente di Gesù, Giovanni era il discepolo più amato, Giuda teneva la cassa, e così via. Continua a leggere

La logica di Dio

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Abbiamo appena ascoltato il racconto di quella volta in cui Gesù mandò al diavolo Pietro. Sì, proprio così. L’apostolo aveva appena dato la risposta giusta alla domanda su chi è veramente Gesù (e l’aveva data pensando secondo Dio e non secondo gli uomini), ma poi aveva voluto dare qualche consiglio al Cristo circa come doveva comportarsi per raccogliere il successo (e qui si era messo a pensare secondo gli uomini e non secondo Dio). Continua a leggere

Effatà

VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Uno che non può né parlare né ascoltare è davvero tagliato fuori dal gioco della vita. Ecco perché questo miracolo di guarigione del sordomuto lo ascoltiamo sempre volentieri. Eppure dovremmo saper andare oltre l’episodio prodigioso per cogliere in esso almeno due attualizzazioni che ci riguardano. Continua a leggere