Alzate il capo!

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

Gesù ha appena evocato immagini di ansia, di paura, di morte e trova il coraggio di aggiungere parole incredibili: «Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». Alzare il capo dice la consapevolezza della propria dignità. Dice la convinzione di avere un destino oltre la morte. Dice, soprattutto, che la fine di tutto, l’apparente fine di tutto, è segnata dalla presenza certa di Qualcuno, che viene «con grande potenza e gloria». Continua a leggere

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Gesù Cristo, re di verità

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno B

Del dialogo tra Gesù e Pilato dobbiamo tenere presenti tre cose, che ci aiutano a cogliere il senso di questa solennità che chiude l’anno liturgico.

La prima cosa da non dimenticare è l’esito che avrà quel dibattimento: Gesù sarà messo in croce. Il trono di questo re è il legno della croce. Pensate. Di solito sono i popoli a versare il sangue per il loro re. Continua a leggere

Cogli l’attimo, adesso!

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Dopo aver ascoltato questa pagina evangelica, è opportuno chiarire subito quelle che non sono affatto le intenzioni di Gesù. Intanto, egli non vuole suscitare paura e angoscia nei suoi ascoltatori. E poi, soprattutto, non intende parlare del futuro, della fine del mondo o di cose del genere. Semmai, il suo proposito è di ricondurre gli uomini sul terreno a loro più congeniale, che è il presente, ricordando, però, che tutto corre verso un Fine, prima e più che verso… una fine. Continua a leggere

Poco… tanto… tutto!

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Che cosa succedeva in quella parte del tempio detta “sala del tesoro” in cui si svolge la scena raccontata dal vangelo? Lì avveniva la consegna delle offerte destinate al culto e alla solidarietà. Vi erano tredici salvadanai a forma di tromba e su ciascuno di essi era scritta la particolare destinazione delle offerte. Gli offerenti non deponevano personalmente le offerte, ma le consegnavano ad un sacerdote incaricato, indicando ad alta voce la cifra e la destinazione. Continua a leggere

Il segreto è amare se stessi

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Quello che Gesù promette allo scriba – «Non sei lontano dal regno di Dio» – è un bene assai prezioso. Eppure quest’uomo ha soltanto detto alcune parole sagge, rispondendo egli stesso ad una domanda che aveva rivolta a Gesù – «Qual è il primo di tutti i comandamenti?» – e a cui Gesù stesso lo aveva aiutato a rispondere. Quindi, anche soltanto sapere, che il comandamento più importante è amare Dio con tutto se stessi e amare il prossimo come se stessi, fa sì che non si sia lontani dal regno di Dio. Il che significa: essere sulla strada giusta, dentro la storia degli uomini, sulla via che conduce alla felicità. Continua a leggere

L’essenziale

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Un cieco di nome Bartimeo sta lungo la strada alle porte di Gerico. Passa Gesù con molta folla. Il cieco si agita, urla. Gesù lo fa chiamare e lo guarisce, ed egli si mette a seguirlo sulla strada. Se dovessi dirvi che cosa maggiormente mi colpisce in questo racconto, ebbene, è quel balzo in avanti del cieco che si mette in piedi, gettando via il mantello, per andare da Gesù. Continua a leggere

La logica del servizio

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Gesù aveva detto: «Chiedete e vi sarà dato… Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò». Giacomo e Giovanni lo prendono in parola, e gli dicono: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo».

Certo, il loro modo di domandare non può dirsi proprio «nel nome di Gesù», perché chiedono a Gesù che faccia ciò che essi vogliono. Ma, con la loro domanda ricopiano perfettamente tante delle nostre preghiere, con cui esprimiamo un desiderio che consideriamo del tutto legittimo, lo mettiamo davanti a Dio e ci aspettiamo che l’esaudisca. Pronti, naturalmente, a mettere Dio sul banco degli imputati, se non ci ascolta. Continua a leggere