Un’attesa già abitata…

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Inizia un nuovo anno liturgico. E inizia con un… avvento. I cristiani hanno preso questa parola – adventus – dal vocabolario dei romani che con essa indicavano il giorno fisso in cui la divinità veniva ad abitare ogni anno nel tempio a lei dedicato. È fin troppo facile comprendere quale sconvolgimento avviene nel momento in cui i cristiani applicano questa parola al loro Dio. Una divinità? No, l’unico Dio che sta in cielo e che è venuto sulla terra, non però provvisoriamente, ma assumendo davvero una carne umana. Continua a leggere

Sulla croce, il nostro Re!

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno C

La pagina evangelica appena ascoltata dipinge, senza troppi giri di parole, l’immagine del nostro Re. La croce è davvero il simbolo cristiano per eccellenza, ed è spiacevole vederla talvolta rifiutata oppure banalmente usata come semplice gingillo di bellezza. La croce, naturalmente, è un segnale perennemente diretto sul Crocifisso. È Lui che ci interessa. È Lui che fa della croce il segno distintivo della nostra fede, perché ha scelto di regnare da quel trono così scomodo. Continua a leggere

Pietra su pietra

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno  C

Pochi hanno ancora il coraggio di dire le cose che Gesù dice oggi nel vangelo, ma forse pochi sanno dirle come le dice lui. Probabilmente c’è qualcuno che sta magnificando il tempio di Gerusalemme nel suo splendore, e Gesù ne annuncia la distruzione (che di fatto avverrà nel 70 d.C.). Ma il suo non è catastrofismo. Quel tempio sta a cuore anche a lui, ma le pietre, pur belle, non possono costituire un fondamento di vita. Continua a leggere

Colpo di testa 137 / La cascina esplosa, il tesoro e il cuore

Corriere di Como, 12 novembre 2019

«Che cosa non si fa per i soldi!». Se non vi fossero tre vite stroncate, verrebbe da commentare così l’esito della vicenda dell’esplosione che ha distrutto la cascina di Quargnento in provincia di Alessandria. Ciò che era stato ventilato come una ipotesi, sarebbe ora il contenuto della confessione del proprietario della cascina, Giovanni Vincenti: «Sono stato io, ma volevo solo i soldi, non volevo uccidere nessuno». Continua a leggere

«Terrenità» ed eternità

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La storiella della “vedova ammazzamariti”, che viene raccontata a Gesù da alcuni sadducei, è sicuramente inventata e serve solo come pezza giustificativa a questo gruppo di sacerdoti aristocratici per dimostrare l’impossibilità della risurrezione della carne. Siccome non è possibile risolvere il problema della appartenenza coniugale di quella donna – l’hanno avuta in sette! – allora tutto deve risolversi nell’aldiquà e non è affatto necessario che Dio risusciti il corpo. Continua a leggere

Zaccheo e Gesù

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Zaccheo è un personaggio che ci risulta simpatico. Forse perché ce lo immaginiamo, piccolo di statura,o rende anche un po’o e anche un po’ – ci  in maginiamo piccolo di staturaquel suo gesto di salire su un albero, che lo rende anche un po’ ridicolo. In realtà, Zaccheo – ironia della sorta, il suo nome significa «puro» – era un personaggio temuto ed odiato a Gerico, in quanto era il capo degli esattori delle tasse per conto dell’invasore romano e si era grandemente arricchito alle spalle della povera gente. Continua a leggere

Un cielo vicino

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

Il grande affresco che l’Apocalisse ci ha messo davanti agli occhi è un tentativo di descrivere il paradiso. Come tutte le immagini riesce a regalarci delle impressioni vivaci che sanno parlare ben di più e meglio delle parole. Ad esempio, la «moltitudine immensa che nessuno poteva contare». In un mondo in cui l’economia detta le sue regole, per cui siamo abituati a contare e a misurare tutto, l’immagine di una «moltitudine immensa che nessuno poteva contare» è una dirompente iniezione di serenità. Continua a leggere