Sono una creatura nuova

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

Lazzaro è una delle persone in un certo senso più fortunate e nello stesso tempo più sfortunate della storia. La sua fortuna sta nell’aver provato il risveglio dalla morte, quella sorta di risurrezione che costituisce il desiderio di ogni persona che vede nella bara un proprio caro. Poter riabbracciare Lazzaro è stato il massimo della gioia per Marta e Maria, che avevano sperato in una presenza sollecita di Gesù che evitasse la morte all’amico Lazzaro. Continua a leggere

Vedo con gli occhi di Dio

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

Il brano, che abbiamo appena ascoltato, racconta una delle vicende più movimentate di tutti i Vangeli. Si è soliti ricordarla come il miracolo della guarigione del cieco nato. In realtà il miracolo non è uno solo, ma sono tre. C’è il miracolo della guarigione fisica: «andò, si lavò e tornò che ci vedeva». Prodigio di un’evidenza che sembra indiscutibile, tanto è vero che saremmo tentati di fermarci a questo livello della guarigione, che oggi basterebbe a far correre le telecamere e ad alzare l’indice degli ascolti. Continua a leggere

Ho bevuto l’acqua che dà la vita

TERZA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

Ci soffermeremo su due particolari di questo magnifico racconto. Il primo è l’anfora, il «mezzo per attingere» l’acqua che sta sul fondo del pozzo. Gesù è affaticato dal viaggio, è mezzogiorno, il caldo si fa sentire. Domanda da bere ad una donna, venuta al pozzo con la brocca. Poi promette lui un’acqua viva alla donna. E dove mai va a prenderla? Nel pozzo? Ma come farà, visto che non ha un recipiente per raccoglierla? Ovviamente Gesù e la donna stanno parlando di due acque diverse: per l’acqua che sta in fondo al pozzo, Gesù ha bisogno della donna e della sua anfora; per l’acqua che disseta pienamente la vita umana, la donna ha bisogno di Gesù ed ella stessa diventa a sua volta l’anfora che porta l’annuncio di quell’acqua viva tra le case e spinge altri ad andare da Gesù a procurarsela. Continua a leggere

Mi sto trasformando

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

Ci è difficile comprendere sino in fondo quello che avviene sul monte, dove Gesù ha condotto Pietro, Giacomo e Giovanni: si è trasfigurato davanti a loro. Che cosa significa? Per un momento ha fatto vedere loro chi è veramente: «Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce». Gesù è Dio: questo vedono i tre discepoli, e si spiega che non vogliano più andare via da quel posto, che assomiglia al paradiso, dove l’uomo è nella compagnia di Dio. Ma la trasfigurazione è solo una anticipazione. Continua a leggere

Ho scelto di stare dalla parte di Dio

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno A

«Sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». La promessa del serpente – il diavolo – ad Adamo ed Eva è davvero senza tempo. È la falsa promessa che sta al principio di ogni peccato. È la falsa promessa originale, di cui la storia ha conosciuto parecchie versioni, con esito identico, il peccato. Adamo ed Eva non devono pensare troppo, basta far baluginare davanti a loro una promessa grande e farli scivolare sulla buccia di banana del desiderio, dell’emozione momentanea, dell’istinto. Continua a leggere

Gesù, la felicità e il desiderio…

SESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Ma io vi dico…». Dovrebbe bastare questo. Gesù ci dice, innestando le sue parole su un insegnamento antico, a cui egli offre un fondamento e un indirizzo nuovo. È il famoso “discorso della montagna”, un capolavoro di novità innestata sull’antico. Nulla va perduto, eppure tutto va superato, interiorizzandolo, radicandolo nel profondo del cuore. Basta poco, certo, per essere malvagi. Continua a leggere

L’arte di salare il mondo

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Il sale. La luce. Queste le due immagini usate da Gesù per tratteggiare la missione dei suoi discepoli in rapporto al mondo: «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo». Si direbbe che il complemento di specificazione è decisivo: non il sale e basta, ma il sale della terra; non la luce e basta, ma la luce del mondo. Del resto, se ci pensiamo bene, il sale e la luce hanno un valore soltanto in riferimento ad altro: il sale da solo è sgradevole, ma serve a dare sapore al cibo; la luce in se stessa è abbaglio fastidioso, ma, puntata su un oggetto, lo illumina. Continua a leggere