Colpo di testa 36 / Il vero modello della scuola di Barbiana

Corriere di Como, 20 giugno 2017

Oggi un Papa si reca a Barbiana per pregare sulla tomba di un prete morto cinquant’anni fa. Mezzo secolo dopo la Chiesa – quella istituzionale, l’unica talvolta ritenuta tale anche dal mondo cosiddetto laico – riconosce che don Lorenzo Milani aveva messo in pratica il Vangelo di Gesù coniugandolo come un grande disegno di attenzione all’uomo e come un serio impegno educativo calato dentro un concreto modello di scuola. Continua a leggere

Colpo di testa 18 / Il “papocentrismo” è danno per la Chiesa

Corriere di Como, 7 febbraio 2017

Manifesti contro Francesco«A France’… ma n’do sta la tua misericordia?». La domanda non è rivolta a Totti, come premessa di qualche sua famosa barzelletta che circola in rete. È solo l’inizio e la fine – in romanesco – di una frase stampata su centinaia di manifesti affissi a Roma sabato 4 febbraio, con il volto un po’ imbronciato di un altro ancor più famoso Francesco, il Papa. Lo si accusa di predicare la misericordia e di non averla adottata in alcune sue decisioni e scelte di governo, che gli anonimi sottoscrittori evidentemente intendono contestare. Continua a leggere

«Misericordia et misera». Quelle parole coniate da sant’Agostino, ora riprese da papa Francesco…

AGOSTINO CLERICI, La notte in cui nacque Misericordia. Incroci di donne, L'essenziale è visibile, Tavernerio 2015, disegni di Guido Calvi, pagine 96, euro 8,00

AGOSTINO CLERICI, La notte in cui nacque Misericordia. Incroci di donne, L’essenziale è visibile, Tavernerio 2015, disegni di Guido Calvi, pagine 96, euro 8,00

In questi giorni sto leggendo la lettera apostolica che papa Francesco ha scritto a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia. Mi ha colpito il fatto che già nel titolo egli abbia preso spunto da un discorso tenuto milleseicento anni fa’ (forse nel 414) da sant’Agostino, un discorso che fa parte di quella grande opera, composta da 124 discorsi a commento del vangelo di Giovanni. Il racconto è quello dell’incontro tra Gesù e la donna adultera che sta per essere lapidata (Gv 8,1-11). Sant’Agostino, quando arriva al punto in cui sulla scena restano soltanto Gesù e la donna, con l’essenzialità e la forza della lingua latina, dice: relicti sunt duo, misera et misericordia (rimasero in due, la misera e la misericordia). Come a dire che c’è una disparità profonda tra colui che incarna la misericordia nella sua stessa persona e colei che, nonostante il suo peccato, non è la miseria ma semplicemente una misera. In questa definizione c’è l’infinita distanza tra l’essere peccato e l’essere peccatore, distanza che è alla base del perdono donato da colui che, invece, non è solo misericordioso, ma è la misericordia. Continua a leggere

Mano, piede, occhio… nel nome di Gesù

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSC_0327La mano, il piede, l’occhio. Non poteva esserci una descrizione sintetica migliore dell’attività dell’uomo. La mano sta ad indicare la sfera dell’azione e dell’intraprendenza, tutto quanto possiamo fare, costruire, plasmare: mi viene in mente il mondo variegato del lavoro, con le tante preoccupazioni che lo attraversano attualmente a motivo della crisi economica mondiale. Il piede dice, in più, la nostra capacità di muoverci e di estendere la nostra azione ad ogni angolo del mondo, eliminando le barriere, se lo vogliamo, e accorciando le distanze tra i popoli: penso alla grande assemblea dell’Onu a cui ha parlato papa Francesco, e la vedo come una concreta opportunità di crescita per tutti i popoli. Continua a leggere

Se nel fango, con le ostie, si vorrebbe mettere il Papa…

C’è qualcuno dentro la santa Chiesa di Dio che sembra aver scelto il suo bersaglio preferito: il Papa. Il fenomeno non è nuovo. Anzi, tra i fans più sfegatati di papa Francesco ce n’è qualcuno che sino a due anni fa esercitava proprio il simpatico sport del “tiro al… papa”, e che poi si è improvvisamente convertito e sembra addirittura arruolato nel corpo delle guardie svizzere che proteggono il Santo Padre da ogni opinione discordante. Sarò chiaro: il Papa – il vescovo di Roma che presiede alla carità di tutte le chiese – non è una divinità in terra, infallibile ogni volta che apre la bocca, ed il primo a sapere questa cosa basilare è lui stesso, non ho dubbi. Continua a leggere

Papa Francesco e la «vignetta» del pugno…

«Ma lo sai che il papa ha invitato a dare un pugno?». «Ma no, impossibile! Non ci credo… uno mansueto come Francesco». «Te l’assicuro, sull’aereo parlando coi giornalisti… L’hanno detto anche al telegiornale». Ho rubato questa conversazione in rete, e ho scoperto che fare esempi per spiegare il proprio pensiero è pericoloso e si presta a qualche fraintendimento. Del resto, già alcune parabole di Gesù continuano da secoli ad essere lette fuori dal contesto, per cui sento dire che Gesù avrebbe difeso la disonestà degli amministratori che fanno affari loschi per salvarsi la pelle, e l’arroganza dei padroni che pagano salari iniqui agli operai, ma anche l’imprudenza dei pastori che lasciano novantanove pecore incustodite per cercarne una sola che si è smarrita. Sciocchezze. Continua a leggere

Caro Socci, ci mettiamo anche Gesù tra i relativisti, insieme a papa Francesco e a Scalfari?

La guerra di Antonio Socci contro papa Bergoglio continua, con un articolo che appare oggi su Libero. Ritornano in gioco le parole di papa Francesco nell’intervista di Eugenio Scalfari, che Socci taccia di relativismo. E tra i suoi testimonial Socci getta nella mischia Paolo VI e… san Tommaso d’Aquino. Mi vien da consigliare al giornalista di Libero: maneggiare con cura! La materia del bene e del male e della sacralità della coscienza umana è una materia che scotta… Continua a leggere