Non sono «il parroco contro le maestre»…

Che brutta diventa l’«arte» del giornalismo, quando cerca ad ogni costo lo scontro e l’offesa. L’articolo che oggi il quotidiano La Provincia di Como pubblica (con tanto di vetrina in prima pagina) mi ritrae come un parroco in guerra «contro le maestre», che urla – virgolettato, non mio, ma tutti pensano che lo sia – «Zucche vuote, festeggiano Halloween». Ora, l’unico virgolettato a me attribuibile riportato nell’articolo riprende l’introduzione di un mio post sul profilo Facebook, in cui il linguaggio è volutamente provocatorio, finalizzato a presentare il contenuto di un articolo allegato (che dal giornalista non è nemmeno citato, forse perché pubblicato due anni fa sul quotidiano concorrente) in cui la «zucca vuota» è quella di cui non hanno bisogno i nostri ragazzi… Continua a leggere

Annunci

Trentesima Domenica del Tempo Ordinario. Il fariseo e il pubblicano…

Se fossimo stati lì, avremmo potuto vedere la scena dei due uomini che salirono al tempio a pregare. Eppure non avremmo potuto esprimere il giudizio finale, perché solo Dio è in grado di leggere che cosa passa dentro il cuore dell’uomo, solo Dio conosce il mistero che ogni uomo è nel suo profondo. Avremmo visto due uomini, in piedi, l’uno distante dall’altro, ma non avremmo potuto capire quale vicinanza essi avevano con Dio. Uno dei due «non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo», ma il suo cuore stava in alto, vicino a Dio. L’altro, invece, gli occhi li aveva sicuramente innalzati verso il cielo, ma in realtà guardava solo se stesso. Continua a leggere

Natale senza Gesù: è solo ignoranza storica…

Alcuni genitori della scuola elementare di Tavernerio – il comune della provincia di cui fa parte la mia parrocchia – si sono rivolti a me perché una insegnante di prima elementare avrebbe manifestato l’intenzione di fare una recita in occasione del Natale, evitando però di nominare Gesù, per rispetto di due alunni musulmani. La cosa mi ha sorpreso, anche se non si tratta di una novità. Ho invitato i genitori cattolici a documentarsi e a protestare con l’insegnante, indicando chiaramente l’equivoco di questa falsa motivazione di rispetto religioso. Continua a leggere

Ventinovesima Domenica del Tempo Ordinario. La cera e la fiamma…

La domanda finale di questo vangelo – una delle domande che Gesù fa e a cui non risponde – atterrisce sempre un poco. Che cosa avrà voluto dire? Che il cristianesimo è destinato a sparire dalla terra e che, quando non ci sarà più, in quel momento il Cristo tornerà? Non credo. A Gesù non sono mai interessati i vaticini sul futuro, e non è mai stato incline ai catastrofismi pessimistici anche se ha usato talvolta il linguaggio apocalittico. Continua a leggere

Priebke: un funerale e uno «scandalo» mancato…

Strana religione il cristianesimo, tanto che qualcuno ritiene che la parola “religione” sia addirittura un cappotto ingombrante per un messaggio che ha sconvolto il panorama religioso dell’umanità. Mi vien da pensarlo, alla luce della vicenda del mancato funerale di Erich Priebke. Ho espresso in un altro post la mia opinione in merito, cercando di fondarla unicamente sul Vangelo e senza negare le esigenze di una sua incarnazione nella necessaria prudenza delle scelte storiche e pastorali. Continua a leggere

Un’omelia funebre per Erich Priebke

Di fronte ad una richiesta dei familiari e appurato che Erich Priebke sia battezzato e che al momento della morte non rientri nella condizione che, secondo il canone 1184 del Codice di diritto canonico, impedisce le esequie, e seguendo l’eventuale giudizio dell’Ordinario, avrei presieduto il funerale del noto criminale nazista. Lo avrei fatto, perché il mio ministero di prete mi mette nella condizione di avere uno sguardo su ogni uomo come amato da Dio, sempre, anche se ignobilmente peccatore. Continua a leggere

Ventottesima Domenica del Tempo Ordinario. Il dono e il donatore…

Perché gli altri nove lebbrosi guariti non tornano sui propri passi per ringraziare Gesù? Non è difficile immaginare almeno due ipotetiche motivazioni. La prima: Gesù non li ha toccati, ma solo guardati; ha detto loro di presentarsi ai sacerdoti, i quali – secondo le disposizioni contenute nel Levitico – avrebbero dovuto attestare la loro guarigione, che però non è avvenuta lì davanti a Gesù, ma lungo la via; quindi, la loro purificazione resta un fatto inspiegabile che non è possibile attribuire a qualcuno e, con certezza, nemmeno a Gesù. Continua a leggere