Un cielo vicino

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

Il grande affresco che l’Apocalisse ci ha messo davanti agli occhi è un tentativo di descrivere il paradiso. Come tutte le immagini riesce a regalarci delle impressioni vivaci che sanno parlare ben di più e meglio delle parole. Ad esempio, la «moltitudine immensa che nessuno poteva contare». In un mondo in cui l’economia detta le sue regole, per cui siamo abituati a contare e a misurare tutto, l’immagine di una «moltitudine immensa che nessuno poteva contare» è una dirompente iniezione di serenità. Continua a leggere

Colpo di testa 135 / Il califfo crudele che uccide tre figli

Corriere di Como, 29 ottobre 2019

Con l’uccisione del suo capo, il califfo Abu Bakr al-Baghdadi, forse è stato inferto un colpo mortale anche allo Stato islamico (Isis), ovvero a quella entità non riconosciuta che si era formata nel territorio di Siria e Iraq e che costituiva la fonte di una vasta attività terroristica in tutto il mondo. Continua a leggere

Dare a Dio un luogo in cui stare

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Due immagini ci offre la Parola di Dio oggi. La prima. San Paolo è imprigionato a Roma e confessa a Timoteo di sentirsi ormai a fine corsa. «Tutti mi hanno abbandonato». È sconsolante per chiunque avvertire questa solitudine nel momento del bisogno. Ma Paolo è rinfrancato dalla certezza di aver conservato la fede in quel Dio che, unico, gli è stato vicino e gli ha dato forza. La seconda immagine è legata alla parabola raccontata da Gesù: c’è un uomo nel tempio che si tiene a debita distanza da Dio e non osa nemmeno alzare gli occhi al cielo, mentre un altro uomo sembra proprio tenerlo a distanza con l’orgoglio delle sue opere che, invece – almeno così egli crede – lo avvicinerebbero a Dio. Continua a leggere

Colpo di testa 134 / Gli anziani, il voto e le proposte ridicole

Corriere di Como, 22 ottobre 2019

Il dibattito sul funzionamento della democrazia è affidato spesso a facili slogan, quando non addirittura a delle battute. L’ultima deve essere considerata tale, visto che è comparsa sulla bocca di un comico, pure prestato alla politica. Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle, ha proposto di togliere il voto ai vecchi, ovvero a coloro che hanno superato i 65 anni: essi sarebbero troppo egoisticamente protesi alla difesa dei propri diritti e non si preoccuperebbero del futuro dei giovani. Come proposta politica, è francamente ridicola. Continua a leggere

Non farti cadere le braccia!

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Un’espressione che usiamo per indicare sconforto fa riferimento proprio al gesto di braccia che si lasciano cadere per la stanchezza. Non ne possiamo più e le braccia – che dicono tutto il nostro impegno – sono inoperose. Nel racconto della prima lettura, le braccia di Mosè sollevate in alto hanno un altro significato: dicono la preghiera e l’affidamento a Dio dell’esito della battaglia che si sta combattendo. «Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva, ma quando le lasciava cadere prevaleva Amalek». È bello notare questo doppio significato delle mani, mani che operano e mani che pregano. Lasciarle cadere è segno di poca fiducia. È il segnale di bandiera ammainata, di rinuncia a combattere. Continua a leggere

Colpo di testa 133 / Il dramma dei Curdi e i calciatori schierati

Corriere di Como, 15 ottobre 2019

La guerra nel Medio Oriente non è mai veramente cessata, ma ora s’è aperto un nuovo focolaio tra la Turchia e la Siria. Il presidente turco Erdogan in realtà vuole colpire i curdi che sono insediati nel nord della Siria e che da quella postazione avevano dato il loro fattivo contributo alla sconfitta dell’Isis. Lo scacchiere siriano negli ultimi anni è stato il teatro di una orribile guerra civile che ha finito con il coinvolgere anche i Paesi vicini, con l’intervento di Stati Uniti e Russia. Continua a leggere

La fede e la gratitudine

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La prima lettura ci ha presentato la vicenda di Naaman Siro, comandante dell’esercito siriano, affetto dalla lebbra, il quale viene a sapere che un profeta in Israele ha il potere di guarirlo. La delusione è grande, quando il profeta Eliseo lo invita ad immergersi sette volte nelle acque del fiume Giordano. «Naaman si sdegnò e se ne andò dicendo: “Ecco, io pensavo: Certo, verrà fuori, e, stando in piedi, invocherà il nome del Signore, suo Dio, agiterà la sua mano verso la parte malata e toglierà la lebbra. Forse i fiumi di Damasco non sono migliori di tutte le acque di Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per purificarmi?”. Si voltò e se ne partì adirato». Continua a leggere

Colpo di testa 132 / Non esiste conversione nel mondo dei Social

Corriere di Como, 8 ottobre 2019

Il caso del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti è solo l’ennesimo episodio in cui qualcuno scoperchia l’imbarazzante cronologia di tweet, commenti e messaggi – alcuni decisamente offensivi – allo scopo di usarli nell’infuocato agone politico. I censori trovano sempre il consenso di un numeroso pubblico, tra i quali forse si annidano anche alcuni che hanno già patito la medesima gogna mediatica o avrebbero materiale sufficiente per crearne una, solo che ci si avventurasse nel loro fornitissimo archivio digitale. Continua a leggere

Accresci in noi la fede!

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Le risposte di Dio – quando ci sono, perché talvolta Egli rimane in silenzio – ci lasciano sempre un poco sconcertati. Prendiamo il profeta Abacuc. Domanda a Dio di intervenire a sanare le ingiustizie. Dio risponde che certo verrà e non tarderà, ma se dovesse indugiare, bisogna attenderlo. Bella risposta! Ma la scadenza, il termine qual è? Ad una persona che soffre, ad una persona che vive una situazione di disagio… vado a dire che il Signore certo verrà e non tarderà. Continua a leggere

Colpo di testa 131 / Da 18 secoli sono finite le mezze stagioni

Corriere di Como, 1 ottobre 2019

«Devi sapere che il mondo è invecchiato e che non ha più quel vigore e quella forza sui quali prima poggiava. Ed è il mondo stesso che parla e testimonia il proprio tramonto. Non ci sono più così tante piogge in inverno per nutrire le sementi, non c’è più il solito calore in estate per fare maturare i frutti, né la primavera sorride più del suo bel clima, né l’autunno è così fecondo dei prodotti degli alberi. Sicché nessuno deve meravigliarsi che nel mondo ogni cosa abbia cominciato a venir meno, dal momento che il mondo stesso ormai è sfiancato e prossimo alla fine». Continua a leggere