Un cuore che si rallegra

NATALE DEL SIGNORE

Siamo abituati a sentirne tante di notizie, e spesso sono notizie cattive. Il televisore ha sostituito gli angeli, e sputa ogni secondo le sue sentenze e le sue banalità. Oggi vogliamo riaccendere gli angeli e spegnere il televisore, per ascoltare, stupiti, l’annuncio del Natale: «Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». Che notizia di gioia! Per noi, per tutti noi, è nato Qualcuno che ci salva. Continua a leggere

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Un cuore che testimonia

TERZA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

Oggi la Parola di Dio – in particolare la seconda lettera – ci regala preziose informazioni circa il modo di attendere. San Paolo parla di un’attesa del Signore contrassegnata da tre atteggiamenti concreti: la gioia, la gratitudine, la preghiera. Continua a leggere

Due modi di guardare la vita

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Colchico autunnaleAl centro di questa domenica c’è la misericordia, quella che Mosé chiede e ottiene da Dio verso il popolo peccatore, quella che san Paolo confessa di aver ricevuto come grazia del Signore, quella che Gesù predica come qualità essenziale di Dio. Avere misericordia non equivale esattamente ad aver pietà nel senso comune con cui noi usiamo questa espressione. La misericordia è un modo di guardare, non è un modo di sentire. La misericordia rappresenta una logica di comprensione della realtà, non è un semplice atteggiamento che scatta talvolta di fronte a situazioni particolarmente pietose. Il padre della terza parabola raccontata da Gesù non è misericordioso perché vede tornare il figlio: egli è misericordioso sempre, quando il figlio va via di casa, quando il figlio è lontano e sembra fregarsene di suo padre e, quindi, anche quando, mentre era ancora lontano, lo vede tornare. Continua a leggere

Le strategie dell’evangelizzazione

QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

CarlinaQuesta pagina dell’evangelista Luca è importante perché ci svela le strategie dell’evangelizzazione, come Gesù ci vuole missionari nel mondo. Sono consigli che, presi alla lettera, sembrano un po’ strani, e di cui, pertanto, è necessario comprendere la logica, così da poterla applicare anche alle mutate condizioni storiche e culturali. Continua a leggere

Vino e… amore DOC

SECONDA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

20160113_122908«Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te». L’immagine del profeta Isaia conferma il messaggio dell’incarnazione: Dio ci ama con un legame concretissimo, quale può essere quello che unisce l’uomo e la donna nel matrimonio. Ed è bellissimo sentirselo dire in modo così personale: «gioirà per te il tuo Dio». Diciamo la verità: siamo spesso lontani da questa percezione “coniugale” dell’amore di Dio, continuiamo a pensarlo come un Dio che sta da un’altra parte, come un grande estraneo di grado superiore che compare nella nostra vita in momenti particolari, ed è gradita la sua presenza quando giunge a sanare i nostri problemi. Invece, ciascuno di noi è la vergine che il “giovane” Dio sposa. Continua a leggere

Giustizia

TERZA DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

presepe verdeSiamo giunti alla terza domenica di Avvento, ed è l’occasione per procurarci la terza stoffa. Se ascoltiamo attentamente le parole di Giovanni Battista – è ancora lui il protagonista sulla scena – ci viene subito da pensare che egli ci stia invitando a praticare la giustizia nei nostri comportamenti quotidiani. E la giustizia è una delle quattro virtù cardinali. È la nostra terza stoffa per confezionare l’abito cristiano.

Che cosa s’intende con la parola «giustizia»? Essa è quella virtù morale cardinale che regola il nostro rapporto con Dio e con il prossimo. Sì, avete udito bene: con Dio e con il prossimo! Continua a leggere

Ventiseiesima Domenica del Tempo Ordinario. Umiltà, unanimità e gioia…

C’è ancora la vigna nel vangelo di questa domenica. Stavolta, però, è la vigna in cui siamo mandati a lavorare dal padre. È la nostra vigna. E noi siamo figli. Nella parabola ascoltata domenica scorsa c’era una sola possibilità: il padrone usciva in piazza a tutte le ore, chiamava i disoccupati, e, raggiunti dalla sua richiesta, si andava a lavorare. Il figlio crede di avere una possibilità in più, visto che la vigna è sua, è quella di suo padre: può obbedire e può disobbedire. Anzi, può dire di sì e poi non andare, e può dire di no e poi pentirsi e andare. Continua a leggere