Colpo di testa 54 / Re e regina, le salme tra storia e memoria

Corriere di Como, 19 dicembre 2017

Quanto tempo deve passare perché la memoria sia elaborata in storia? Credo sia difficile rispondere a questa domanda con un numero preciso. Troppi fattori giocano a complicare la questione. Il caso concreto di questi giorni è il ritorno in Italia delle salme di Vittorio Emanuele II e della consorte Elena del Montenegro, gli ultimi reali Savoia, morti in esilio dopo la débacle della seconda guerra mondiale e il referendum che portò all’istituzione della Repubblica Italiana. Sono passati settant’anni: troppi o troppo pochi? Continua a leggere

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Perdono ricevuto e… dato

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Provo a riassumere la pagina evangelica in un botta e risposta tra Pietro e Gesù. Domanda Pietro: «Quante volte dovrò perdonare al mio fratello?». Risponde Gesù: «E tu, quante volte sei stato perdonato da Dio?». Anzi, la parabola ci dà il permesso di formulare così la domanda di Gesù: «E tu, quanto sei stato perdonato da Dio?». Il rapporto istituito nella parabola tra i diecimila talenti condonati dal padrone e il debito di cento denari esigito proprio dal servo che aveva beneficiato di quel condono è, infatti, enorme: si pensi che un denaro era la paga di una giornata di lavoro, ed il valore di un talento ammontava a ben seimila denari. Continua a leggere

La «legge del taglione»

SETTIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

boccioli di anemone«Occhio per occhio e dente per dente». Conosciamo bene questa espressione e siamo abituati a considerarla come la legge della vendetta. In realtà essa fa parte della legge antica, che Gesù dice di voler compiere e non abolire. La cosiddetta «legge del taglione» aveva un suo valore per assicurare la giustizia tra singoli o tra gruppi, che rischiava facilmente di debordare in azioni sempre più sproporzionate: ecco, allora, la legge dell’agire proporzionato, la «legge dell’altrettanto», secondo cui devi fare qualcosa di proporzionato a ciò che ricevi, evitando ogni eccesso nella richiesta di riparazione di un danno subito. Continua a leggere

Amore… poco e tanto!

UNDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Gesù è sdraiato a tavola nella casa di un fariseo. Sopraggiunge una donna – una peccatrice di quella città, quasi sicuramente una prostituta – che, stando dietro a Gesù, bagna i suoi piedi con le lacrime, li asciuga con i capelli, li bacia e li cosparge di olio profumato. È una scena sorprendente, ed il comportamento di questa donna è ardito fino alla sconvenienza, anche se segnato da una profonda quanto amorevole umiltà. Il fariseo che ospita Gesù nota solo la sconvenienza e non coglie l’amore – è tipico dei farisei leggere così la realtà! – e ne trae un giudizio su Gesù: se fosse davvero un uomo di Dio saprebbe chi è la donna che lo tocca e glielo impedirebbe! Tutto sbagliato. Continua a leggere

Il filo del perdono

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

DSC_1155Questa parabola è difficile da ascoltare. Manca qualcosa che noi avremmo messo per rendere più credibile la storia di questa famiglia, in cui, tra l’altro, manca anche qualcuno! Manca qualcosa: non c’è nemmeno un rimprovero sulla bocca di questo papà nei confronti del figlio che se ne era andato di casa. E manca qualcuno: non c’è la figura della madre. Continua a leggere

L’alleanza tra Dio e… Ciro

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B 

DSC_0261Dopo Noè, Abramo e Mosè, nella prima lettura di questa quarta domenica di Quaresima non troviamo alcun personaggio del popolo eletto a farci da battistrada nel nostro itinerario quaresimale dell’alleanza. La lettura riassume quasi un secolo di storia: il popolo moltiplica le sue infedeltà a Dio, il quale invia premurosamente messaggeri per ammonire il popolo a rispettare l’alleanza; poi, di fronte alla ostinazione nel peccato, giunge il castigo con la distruzione di Gerusalemme e la deportazione a Babilonia; infine, dopo un lungo periodo di schiavitù, il re persiano Ciro conquista Babilonia e permette al popolo ebraico di tornare dall’esilio e di ricostruire il tempio. Continua a leggere

Un’omelia funebre per Erich Priebke

Di fronte ad una richiesta dei familiari e appurato che Erich Priebke sia battezzato e che al momento della morte non rientri nella condizione che, secondo il canone 1184 del Codice di diritto canonico, impedisce le esequie, e seguendo l’eventuale giudizio dell’Ordinario, avrei presieduto il funerale del noto criminale nazista. Lo avrei fatto, perché il mio ministero di prete mi mette nella condizione di avere uno sguardo su ogni uomo come amato da Dio, sempre, anche se ignobilmente peccatore. Continua a leggere