Colpo di testa 172 / Turchia, quando l’Occidente resta a guardare

Corriere di Como, 14 luglio 2020

Nel corso della sua lunga storia, sono stati commessi tre errori in merito alla basilica cristiana di Santa Sofia di Istanbul. Il maestoso edificio dell’arte bizantina fu inaugurato nel 537 dall’imperatore Giustiniano, come luogo di culto cristiano e come segno di magnificenza dell’architettura imperiale. È noto che proprio in quegli anni il cosiddetto Impero Romano d’Occidente stava vivendo il suo lento e inesorabile disfacimento e cominciava a travasarsi in quello che sarebbe stato il Medioevo, mentre in Oriente la gloria dell’impero continuava a splendere, pur in mezzo a guerre, malattie e carestie. Continua a leggere

Coscienza e chiesa

QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Un giogo dolce, un carico leggero. Immagini un po’ difficili da accettare. Il vangelo come un peso? È una raffigurazione diffusa che trasforma il cristiano in uno che non può fare certe cose ed è costretto a comportarsi in un certo modo. Purtroppo è un’idea che abbiamo diffuso noi, ma non è il pensiero di Gesù. Il giogo è un attrezzo che serve a poter usare la forza dell’animale in modo utile. Non ha dunque lo scopo di limitare la libertà, ma di esercitarla bene. Continua a leggere

Qualcuno, non qualcosa

PENTECOSTE – Anno A

La festa di Pentecoste fa da spartiacque tra la pienezza della Pasqua e la nostra quotidianità che entra nel periodo estivo. Siamo invitati a considerare il dono dello Spirito, come una persona messa al nostro fianco. Le immagini non ci aiutano: colomba, vento, acqua viva, fuoco. Segni di una presenza che sconvolge, che cambia interiormente, che rende capaci di pensiero, parola e azione. Continua a leggere

Io sono la porta

QUARTA DOMENICA DI PASQUA – Anno A

Gesù pronuncia queste parole subito dopo aver guarito il cieco nato. Sono rivolte a quei farisei ciechi che credevano di vedere e invece non si arrendevano nemmeno di fronte all’evidenza. «Io sono la porta», dice Gesù. Siamo ancora una volta richiamati alla definizione che Gesù dà di se stesso nell’ultima cena: «Io sono la via, la verità e la vita». Continua a leggere

Un cielo vicino

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

Il grande affresco che l’Apocalisse ci ha messo davanti agli occhi è un tentativo di descrivere il paradiso. Come tutte le immagini riesce a regalarci delle impressioni vivaci che sanno parlare ben di più e meglio delle parole. Ad esempio, la «moltitudine immensa che nessuno poteva contare». In un mondo in cui l’economia detta le sue regole, per cui siamo abituati a contare e a misurare tutto, l’immagine di una «moltitudine immensa che nessuno poteva contare» è una dirompente iniezione di serenità. Continua a leggere

La vita dell’Eucaristia celebrata

SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO – Anno C

La solennità di oggi ci richiama il Giovedì Santo e rappresenta, per così dire, l’altro versante dell’Eucaristia. Riferendoci alla pagina evangelica della moltiplicazione dei pani, i due versanti sono abbastanza chiari: uno è il «mangiare» – e anche i Dodici mangiano insieme ai cinquemila – l’altro è il «dare da mangiare» che Gesù affida come compito ai Dodici. Potremmo dire che l’Eucaristia è un «mangiare» così da diventare capaci di «dare da mangiare». Proviamo a fare un esempio che chiarisca ulteriormente questo pensiero. Continua a leggere

Lo Spirito, Maria e l’Eucaristia

DOMENICA DI PENTECOSTE – Anno C

Chi è lo Spirito Santo? È la terza persona della Santissima Trinità. Rispondiamo così in forza di qualche rimasuglio di catechismo. Ma questa risposta che cosa lascia in noi della presenza dello Spirito Santo? Siamo onesti: nulla. Lo Spirito Santo è un illustre sconosciuto per la maggior parte dei cristiani. La Bibbia, sia nelle pagine dell’Antico che del Nuovo Testamento, ci trasmette tante immagini dello Spirito di Dio come di una forza, di un dono. E noi rischiamo subito di trattarlo come una «cosa». Mentre Egli è semplicemente Dio. Non un Dio altissimo e lontano, però, ma un Dio che permane nella sua sovrana libertà dopo essersi incarnato. Continua a leggere

Noi e Tommaso

SECONDA DOMENICA DI PASQUA – Anno C

«Io non credo». Non c’era e non crede. Così Tommaso, uno dei Dodici. Eppure una settimana più tardi, sulla sua bocca troviamo la professione di fede più perfetta di tutti i vangeli: «Mio Signore e mio Dio!». Tommaso è davvero un personaggio pasquale, perché con la sua vicenda umana rappresenta la difficoltà e la pienezza della fede in Gesù Cristo risorto. La nostra fede di oggi, la fede della Chiesa, è sostenuta sulla fede di Tommaso, e ci aiuta molto il sapere che essa ebbe alle sue origini un perentorio «io non credo». Continua a leggere

L’assemblea dell’unico corpo

TERZA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Ascoltare il resoconto del grande raduno del sacerdote Esdra (in occasione della riedificazione del tempio dopo l’esilio) è sempre commovente. Per ricostruire un popolo ci vorranno sicuramente muratori e artigiani che edificano le case, ma serve anche la Parola di Dio ascoltata «dallo spuntare della luce sino a mezzogiorno». Ci sono tante cose da fare, tutte importanti, ma c’è un giorno intero da dedicare al Signore. Continua a leggere

I «senza terra»

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

La parola «santo» in greco suona in un modo inconfondibile – aghios – il cui significato non lascia dubbi: «senza terra». In effetti a noi, istintivamente, la parola «santo» fa pensare al cielo. I santi ci richiamano il paradiso, e non è forse il paradiso, il cielo, la condizione da cui è assente proprio la terra? Se così fosse, tutto sarebbe facilmente spiegato: noi siamo in terra, i santi sono in cielo. Invece no: resta da spiegare come sono finiti in cielo i santi. Continua a leggere