Il dono della liberazione

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

Si può morire di paura e di attesa, dice Gesù ai suoi discepoli. È un discorso dai toni apocalittici, che parla di segni celesti. Ma è pure un discorso che prende una piega inaspettata, che ci fa intendere che Gesù non ha affatto l’intento di impaurire, anzi vuole rassicurare ed esortare ad una attesa senza angoscia.

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Colpo di testa 230 / La perdita di uno spazio di libertà

Corriere di Como, 16 novembre 2021

230 colpi di testa non sono pochi, anche se la partita è durata cinque anni (dal 4 ottobre 2016 ad oggi). Sarebbe stato bello continuare a “giocare” e magari segnare ancora qualche goal, ma purtroppo l’arbitro ha emesso il triplice fischio e bisogna lasciare il campo perché lo stadio chiude.

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Anche il Figlio non lo sa!

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Foto di Couleur da Pixabay

Mi sorprende sempre ascoltare Gesù mentre confessa ai discepoli che nemmeno lui – il Figlio – conosce il giorno e l’ora della fine del mondo. A dire il vero bisogna intendere bene il suo linguaggio apocalittico, che gioca sulla potenza delle immagini.

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Colpo di testa 229 / I veri poveri non sono mai arroganti

Corriere di Como, 9 novembre 2021

Il signor Ennio ha 86 anni e mai avrebbe pensato di diventare custode della sua casa di Roma in cui vive da più di sessant’anni. Circa un mese fa si era assentato per quattro giorni per recarsi in ospedale a fare alcuni esami. Aveva chiuso a chiave l’appartamento, e non si era accorto che qualcuno lo teneva d’occhio.

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L’amore della vedova povera

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINAIO – Anno B

Si direbbe che la pagina evangelica odierna è tutta costruita su due verbi che si richiamano a vicenda. Prima Gesù dice: «Guardatevi…», ovvero “prendete le distanze” dal comportamento degli scribi. Poi è Gesù ad osservare il gesto della vedova povera, ed è come se invitasse tutti noi ad un «Guardate…», ovvero “prendete esempio” da lei.

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Colpo di testa 228 / Il tasto dolente delle zucche vuote

Corriere di Como, 2 novembre 2021

Foto di Yuri_B da Pixabay

Ieri mi è venuta una domanda strana, una di quelle domande inutili che è necessario però farsi perché innescano una riflessione tutt’altro che inutile. Anzi decisiva. Ma il 1° novembre perché si fa festa? Perché i ragazzi sono a casa da scuola e i grandi non vanno a lavorare?

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