Storie di vigna…

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

La vigna di Isaia e la vigna di Gesù hanno in comune una cosa: tradiscono le aspettative di chi vi ha speso tanto tempo e profuso tanto amore. «Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?», domanda per bocca del profeta Dio stesso, che poi a raccogliere i frutti manderà il figlio, che sarà barbaramente ucciso dai contadini. Continua a leggere

Fiducia nel disegno di Dio

QUARTA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Il re Acaz e Giuseppe sono due personaggi profondamente diversi. Al primo viene detto di domandare un segno al Signore, ed egli si rifiuta: «Non voglio tentare il Signore», risponde. A Giuseppe viene invece richiesto di entrare nel mistero di Dio e di accogliere il segno dato gratuitamente da Lui, e Giuseppe «fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore». Ciò che accomuna il re dell’Antico Testamento e il giusto Giuseppe – distanti tra loro sette secoli – è proprio il segno. L’evangelista Matteo è chiarissimo: tutto quanto accade a Giuseppe è perché si adempisse la parola del profeta Isaia, proprio quella parola riferita ad Acaz: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Continua a leggere

La via della tenerezza

TERZA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Questa terza domenica di Avvento è conosciuta come domenica Gaudete, cioè «rallegratevi». Il Vangelo però ci porta dentro un carcere, ove è rinchiuso Giovanni Battista. Manda i suoi discepoli a fare una domanda a Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù risponde richiamando una profezia messianica. Continua a leggere

Al di là delle apparenze: la bellezza

SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

Ecco altre due parole per il nostro cammino di Quaresima: «apparenze» e «bellezza». Sullo sfondo ce n’è una terza, che è quella che dà il nome a questa seconda domenica di Quaresima: «trasfigurazione». Partiamo dall’avvenimento di cui sono testimoni Pietro, Giovanni e Giacomo sul monte Tabor, noto appunto come trasfigurazione di Gesù: «Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante». Una visione? Una apparizione? Oppure semplicemente un sogno? Continua a leggere

Prendi il largo!

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Isaia, Paolo, Simon Pietro. Tre personaggi diversi accomunati dalla chiamata di Dio. Isaia lo vide – così egli confessa – «seduto su un trono alto ed elevato» e si sentì perduto, perché i suoi occhi avevano visto il re, nonostante «un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito». Paolo racconta di essere stato «ultimo fra tutti» a godere dell’apparizione di Gesù morto e risorto, «come a un aborto», cioè come a uno la cui vita non conta nulla. Continua a leggere

Come un pastore…

BATTESIMO DEL SIGNORE – Anno C

Le parole di Giovanni Battista ci hanno aperto il cammino verso il Natale nel tempo di Avvento e ora indicano il senso del Natale quotidiano in quello che la Chiesa chiama tempo ordinario. In verità, Gesù è come un seme posto nella vita di tutti i giorni e ogni giorno s’incarna e nasce dentro le vicende più ordinarie, quali sono quelle delle nostre famiglie. Continua a leggere

Preparate la via!

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

La voce che grida nel deserto sembra essere quella che annuncia l’apertura del nuovo tratto dell’alta velocità ferroviaria: «Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate». Frecciarossa in tre ore da Milano a Roma! A dire il vero, il Natale a cui ci prepariamo è una notizia assai più sconvolgente: la distanza tra uomo e Dio viene addirittura annullata. Ed è ora il tempo di prendere sul serio le parole del profeta Isaia, che l’evangelista Luca vede realizzate in Giovanni Battista. Egli è il centro del mondo in attesa di Dio. Continua a leggere

Un inno alla vita!

NATIVITÀ DI SAN GIOVANNI BATTISTA

La ricorrenza della solennità di oggi – la nascita di Giovanni Battista – è una vera e propria festa della vita nascente. È l’unico santo, insieme a Maria, di cui si celebra la nascita, proprio per la sua particolare affinità di destino con Gesù. Ed è provvidenziale che questa festa ogni tanto capiti di domenica, così da poterla celebrare con tutta la comunità riunita. Continua a leggere

Un cuore che prepara

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno B

Per noi consolare significa soltanto pronunciare parole di solidarietà e di affetto, così da essere vicini a qualcuno in difficoltà. Non è esattamente quello che intende il profeta Isaia quando ci riporta un preciso monito di Dio: «Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio». La consolazione non si limita ad alcune parole, ma comporta la trasformazione della situazione. Quando Dio interviene a consolare, non dà una pacca sulla spalla, dicendo qualche parola dolce. No, egli consola il suo popolo, cambiando di fatto lo stato in cui esso vive, trasformandone storicamente la condizione. Continua a leggere

Noi, popolo della vigna

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Sarà dato (il regno) a un popolo che ne produca i frutti». Siamo noi quel popolo, ma la vigna – il regno – ha fruttificato? Il commento alla pagina evangelica di oggi potrebbe riassumersi in questa domanda e in un esame di coscienza. La vigna – cui si riferisce Gesù, ma anche il profeta Isaia – è una delle immagini più belle di tutta la Bibbia: è l’immagine del popolo scelto da Dio per trasformare la storia in storia di salvezza; ma è anche l’immagine della Chiesa, il nuovo popolo radunato da Cristo; ed è pure l’immagine del mondo stesso in cui, come su una scena destinata a passare, si svolge questa parentesi terrena, così importante perché è l’unico tempo utile per produrre i frutti. Continua a leggere