Il segno di Cana

SECONDA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Vi sono segni che sembrano inequivocabili. Quello di Cana di Galilea – seicento litri di vino buono prodotti con l’acqua nel bel mezzo di un banchetto nuziale – è certamente uno di questi. Eppure tutto finisce apparentemente con i complimenti fatti allo sposo da colui che dirigeva il banchetto, meravigliato di come quel vino di ottima qualità fosse stato tenuto in serbo per la fine, «quando si è già bevuto molto» e non si è più in grado di distinguere la qualità del vino. Continua a leggere

La forza di Maria

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Mi hanno chiesto una volta di indicare dove nella Bibbia si racconta l’avvenimento dell’assunzione di Maria, che la Chiesa ogni anno ci fa ricordare in questa festa collocata al centro del periodo estivo. Ebbene, l’assunzione non è descritta da nessuna parte – così ho risposto – aggiungendo che nemmeno il fatto della risurrezione di Gesù è raccontato dai vangeli (si parla solo di un sepolcro trovato vuoto e di apparizioni del Risorto). Continua a leggere

Vino e… amore DOC

SECONDA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

20160113_122908«Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te». L’immagine del profeta Isaia conferma il messaggio dell’incarnazione: Dio ci ama con un legame concretissimo, quale può essere quello che unisce l’uomo e la donna nel matrimonio. Ed è bellissimo sentirselo dire in modo così personale: «gioirà per te il tuo Dio». Diciamo la verità: siamo spesso lontani da questa percezione “coniugale” dell’amore di Dio, continuiamo a pensarlo come un Dio che sta da un’altra parte, come un grande estraneo di grado superiore che compare nella nostra vita in momenti particolari, ed è gradita la sua presenza quando giunge a sanare i nostri problemi. Invece, ciascuno di noi è la vergine che il “giovane” Dio sposa. Continua a leggere

Seconda Domenica del tempo ordinario. Cana: un «segno» anche per noi…

Il miracolo di Cana di Galilea rischia ogni volta di concentrare la nostra attenzione sul risultato sensazionale ottenuto da Gesù: seicento litri, e più, di ottimo vino semplicemente usando l’acqua. E così rischia di sfuggirci il motivo per cui l’evangelista Giovanni ci racconta questo episodio, qualificandolo come «l’inizio dei segni compiuti da Gesù» attraverso il quale «egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui». Continua a leggere

Quarta Domenica di Pasqua. Il pastore, quello bello…

L’espressione con cui Gesù si definisce – in questa pagina del vangelo di Giovanni, che torna ogni anno nella quarta domenica di Pasqua – è assai conosciuta: «Io sono il buon pastore». In verità l’evangelista pone sulla bocca di Gesù queste parole: «Io sono il pastore, quello bello». Continua a leggere