Colpo di testa 13 / Internet e gli antidoti alla post-verità

Corriere di Como, 3 gennaio 2017

post_veritaNelle ultime settimane si è parlato molto della disinformazione virale, ovvero della possibilità che, grazie a Internet, vengano diffuse come vere notizie che invece non hanno alcun fondamento nella realtà, le cosiddette «bufale». Alcuni propugnano l’adozione di forme di autocontrollo da parte dei gestori dei social network più popolari. Continua a leggere

Quegli assurdi «mi piace» al femminicidio…

I social network hanno uno strano privilegio: riescono a dare un tocco di “novità” mediatica, a stendere una pennellata di cattivo gusto, che prima era impensabile! Siamo a Postiglione, un paese di neanche mille abitanti nel salernitano. A poche ore dalla celebrazione altisonante della Giornata contro la violenza nei confronti delle donne – con le bacheche Facebook piene per l’occasione di frasi fatte condivise e “piacciate” da milioni di utenti – ieri un uomo di 32 anni ha ucciso con diverse coltellate all’addome la ex moglie, al termine di un furibondo litigio avvenuto nell’abitazione di lei. Ennesimo fatto di cronaca nera, ennesimo femminicidio, esecrato e condannato con quante più parole si possono dire o pensare. Continua a leggere

Il Papa su Twitter… ma teniamo i piedi per terra!

Il Papa twitta, ed esplode l’entusiasmo. Il fatto che Benedetto XVI abbia deciso di aprire un profilo sul popolare social network è certamente un atto simbolico di una giusta attenzione della Chiesa ad abitare il mondo della comunicazione digitale. Non vorrei spegnere qualche ardore, dicendo che si tratta di un atto simbolico. Continua a leggere

Ascensione del Signore: divina compagnia…

Il Vangelo secondo Marco si chiude con parole e gesti che manifestano il significato della solennità dell’Ascensione. L’unica cosa certa e bene evidenziata è che il Signore Gesù non esce di scena, ma è presente in un modo nuovo. Continua a leggere

Genitori spauriti e la “sindrome di Lolita”…

«Ipersessualizzazione». E’ la nuova parola – coniata alcuni anni fa da una sessuologa canadese – che indica quella particolare rappresentazione del bambino e della bambina come una sorta di adulto sessuale in miniatura. In Francia proprio ieri è stato presentato in Parlamento dall’ex-ministro dello Sport Chantal Jouanno un rapporto che nelle intenzioni vuole difendere i bambini e soprattutto le bambine dalla cosiddetta “sindrome di Lolita”. Continua a leggere