Amore integrale

QUINDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Due domande, due risposte. Andiamo con ordine, perché altrimenti questa pagina evangelica rischia di essere ridotta ad una ricetta sociale, mentre è una proposta esistenziale globale. Prima domanda: «Che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Lo scopo della domanda è la vita eterna, ovvero la salvezza integrale dell’uomo, non una semplice liberazione orizzontale. È una domanda verticale, quella del dottore della legge. Non domanda: «Dimmi come posso star meglio». No. La domanda riguarda la vita eterna, ovvero la dimensione della salvezza che naturalmente passa attraverso questa vita terrena ma non si lascia da essa definire. Continua a leggere

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Come io vi ho amati…

QUINTA DOMENICA DI PASQUA – Anno C

Non so voi, ma io resto sempre colpito quando sento Gesù chiamare l’amore «un comandamento nuovo». Dovrebbero tutti ribellarsi a questa definizione, almeno per due motivi. Il primo è che l’amore – nel modo di sentire comune – non è qualcosa che si comanda, ma è un sentimento che si prova e a cui si dà libero sfogo. L’amore è libertà, è superamento delle regole. Dire che è un comandamento significa negare l’amore. E poi – ed è un secondo motivo di sorpresa davanti alle parole di Gesù – nulla è più antico dell’amore. Continua a leggere

Al di là del calcolo: il dono

DOMENICA DELLE PALME – Anno C

Quello che abbiamo ascoltato è il Vangelo della Passione di Gesù secondo Luca. Un Vangelo più lungo del solito. E soprattutto un Vangelo che sembra contraddire il significato stesso della parola vangelo: buona notizia. Dove sta la buona notizia in questo Vangelo? Forse nel racconto dell’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli? Forse nella liberazione di Barabba al posto di Gesù? Forse nell’ingresso in paradiso del ladrone pentito? Forse nella delicatezza di Giuseppe d’Arimatea che chiede a Pilato il corpo di Gesù per dargli degna sepoltura? Continua a leggere

Al di là dei tuoi sbagli: il perdono

QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno C

Nella parabola che abbiamo ascoltato siamo rappresentati tutti: o nel figlio che se ne è andato da casa, o nel figlio che è rimasto sempre nella casa del padre, oppure in entrambi, alternativamente, come figli che stanno vicini e si allontanano, come figli che tornano o come figli che protestano. In realtà, due sono i punti fermi della parabola, un personaggio e un atteggiamento. Il personaggio è il padre, in cui si sommano mirabilmente la fermezza e la dolcezza, che sono le due componenti essenziali della misericordia. Nulla è più stabile del padre nel racconto della parabola. Continua a leggere

Colpo di testa 105 / La cattedrale imbrattata e l’amore ignorante

Corriere di Como, 19 febbraio 2019

«Luigi ti amo». Effusione verbale sull’onda della festa degli innamorati. Scritta forse su un bel biglietto colorato, come si usava qualche anno fa? Troppo poco, deve aver pensato l’incontenibile fidanzata di Luigi, che voleva farlo sapere a tutti. Avrebbe potuto scriverlo su Facebook, ma, nella nuova era dei social, le deve essere sembrato scontato e banale. Continua a leggere

La più grande di tutte è la carità!

QUARTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Al centro della Parola di Dio, oggi, c’è quello che viene chiamato «inno alla carità». Continuando il brano della prima lettera di san Paolo ai Corinzi ascoltato domenica scorsa, ci viene detto che fede, speranza e carità sono le tre cose che rimangono, ovvero le più importanti, l’essenziale della vita (tanto è vero che esse costituiscono le tre virtù teologali, ovvero le tre fondamentali dimensioni del nostro rapporto con Dio). Viene aggiunto anche che «la più grande di tutte è la carità». Usiamo pure il termine «amore» se ci è più familiare, a patto di intenderlo con quelle caratteristiche della carità che san Paolo così bene descrive: «è magnanima, è benevola, non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità». Continua a leggere

Il volto di Dio

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

È il giorno degli auguri, perché inizia un nuovo anno. Ma è pure l’apoteosi del Natale che la Chiesa dedica alla Madre di Dio, Maria. Non sono due cose diverse e incompatibili. Anzi, Maria ci salva dal rischio che i nostri auguri siano flatus vocis, semplice abitudine vuota di significato. Maria è l’augurio più bello per un nuovo anno che inizia nel segno della speranza. Continua a leggere