31 dicembre. Perché ringraziare stasera?

Tutti gli anni, la sera del 31 dicembre, ci prendiamo un po’ di tempo per ringraziare. Lo facciamo nell’Eucaristia, che è sempre rendimento di grazie. Stasera è ancora più evidente grazie al canto di un inno antichissimo che ha proprio lo scopo di indirizzare la nostra lode al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. L’inno del Te Deum inizia con una lode trinitaria, ma termina nel modo in cui terminano le nostre preghiere, con alcune domande. Sì, perché anche per imparare lo stile del ringraziare abbiamo bisogno di essere aiutati e benedetti, altrimenti finiamo per vivere nella distrazione e nell’ingratitudine a cui ci abitua il mondo. Continua a leggere

Annunci

Tenebre che accecano…

Mentre va spegnendosi l’anno – quello civile, ma è pura convenzione – la Chiesa ci tiene desti con i giorni fra l’Ottava del Natale. La festa del 25 dicembre si riversa nei giorni feriali e li santifica: è un “oggi” che continua. Ci fa compagnia nella liturgia di questi giorni quella lettera di Giovanni che è il più bel biglietto natalizio che sia mai stato scritto. Oggi torna a parlare di luce e di tenebre, nei giorni in cui il giorno e la notte combattono alla pari, contendendosi le ore. Continua a leggere

Corsivo. Intrattenimento? No, mangiasoldi…

La vigilia di Natale arriva una notizia che sembra confortante. In mezzo ad una selva di segni meno – che confermerebbero, quindi, la recessione in atto – ecco qualcosa che funziona nella nostra economia. Agipronews (l’agenzia di stampa giochi a pronostico e scommesse) annuncia che nei primi undici mesi di questo catastrofico 2011 l’aumento del volume d’affari nei giochi è stato di oltre il 26%. La classifica per regioni vede quale indiscussa regina la Lombardia, con 1.298 milioni di euro giocati nel solo mese di novembre. Segue la Campania. Terzo posto per il Lazio. Nella nostra regione quasi 800 milioni di euro in trenta giorni sono stati incassati con gli “apparecchi da intrattenimento”, ovvero le “macchinette mangiasoldi” distribuite in locali e bar: una media di oltre 25 milioni di euro al giorno nella sola Lombardia. Continua a leggere

Natale del Signore. Ci ha trovati!

Una storiella ebraica rac­conta che un giorno un ragazzo si precipitò piangendo nella camera di suo nonno, il famoso rabbino Baruch. Le lacrime gli scorrevano sulle guance ed egli si lamentava di­cendo: «Il mio amico mi ha piantato in asso. È stato proprio ingiusto e sgarbato con me. Stavamo giocando a nascondino, e mi ero nascosto così bene che il mio amico non riu­sciva a trovarmi. Allora ha smesso di cercarmi e se n’è andato. Che razza di modo di comportar­si!». Continua a leggere

Corsivo. Le piccole cose per godere il Natale.

Talvolta la pubblicità lancia messaggi intelligenti. O meglio: aggancia parole importanti, che meritano di essere seguite, ad un prodotto, che non è affatto necessario a realizzarle! Guardare gli spot può essere addirittura istruttivo, se impariamo a distinguere il messaggio nudo e crudo dallo scopo che esso ricopre dentro una logica prettamente consumistica. In queste settimane c’è uno slogan che potrebbe ricadere nella categoria dei messaggi intelligenti della pubblicità. Recita così: «Sono le piccole cose che ti fanno godere il Natale». Ma dai! Che bello sentire in televisione, come un refrain, queste parole così intrise di antica saggezza… Continua a leggere

Quarta Domenica di Avvento. Che ci trovi nella disponibilità!

Quando il Natale si fa vicino, c’è un brivido che attraversa la nostra coscienza cristiana. Abbiamo fatto tante cose in questi giorni – alcune utili e proficue, altre del tutto inutili e magari anche dannose – ma ci stiamo preparando all’unica cosa che conta? Ben venga questo brivido della quarta domenica di Avvento che, per nostra fortuna, quest’anno ci lascia ancora una intera settimana di tempo per convertire la nostra aspettativa del Natale in una attesa operosa. Il re Davide – come ci ha raccontato la prima lettura – aveva voglia di fare qualcosa per Dio: si sentiva in colpa dall’abitare in una bella casa di legno, mentre la presenza di Dio era custodita sotto una tenda. Continua a leggere

Contro la «sindrome di Gesù Bambino»…

Ci risiamo. Ogni anno, all’avvicinarsi del Natale, si ripresenta in alcuni soggetti la “sindrome di Gesù Bambino”. La domanda è: perché festeggiamo Natale? La risposta è semplice, storicamente verificata da millesettecento anni circa (se si dà credito alla prima celebrazione della festività cristiana in un anno tra il 243 e il 354): a Natale si festeggia la nascita di Gesù. Quelli che sanno fare le distinzioni dotte, ad un certo punto, hanno cominciato a rispondere diversamente: a Natale i cristiani festeggiano la nascita di Gesù. Vero, e gli altri? S’approfittano della festa cristiana per farsi un po’ di vacanze? Chissà, forse è proprio così. Adesso, sempre presso menti illuminate a cui sta a cuore la crescita  armonica delle giovani generazioni, è invalsa l’idea che si debba addirittura nascondere il motivo della festa di Natale, per non offendere chi non è cristiano. Dunque: è Natale, perché è la festa dell’amore, della fratellanza e della solidarietà (prima c’è Telethon, e poi… arriva anche Natale). O, come da qualche anno s’usa a Oxford – ma lì la sapienza umana, si sa, è di casa – non è più nemmeno Natale, ma è la festa della luce invernale. Continua a leggere