Colpo di testa 144 / Un blocco di plastilina tutto da modellare

Corriere di Como, 31 dicembre 2019

Una settimana dopo Natale puntuale arriva Capodanno con il rito della notte dell’ultimo dell’anno. San Silvestro non ha nulla a che fare con i festeggiamenti di questo passaggio da un anno all’altro: che il cenone sia di San Silvestro è pura coincidenza di calendario, dato che papa Silvestro morì a Roma il 31 dicembre 335 (mentre imperatore era Costantino) e la sua festa annuale cade nel giorno della sua nascita al cielo, come del resto è consuetudine nella Chiesa cattolica. Continua a leggere

Sotto il segno di Maria

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Siamo talmente abituati a sentire questo racconto, che non riusciamo a comprendere il motivo per cui ci venga riproposto anche in questo giorno che inaugura un nuovo anno civile. Intanto, è bene ricordare che oggi la Chiesa non festeggia Capodanno ma la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, e lo fa nell’Ottava del Natale, una specie di giorno prolungato che è durato una settimana intera e che si conclude sotto il segno di Maria. Se, in questa festività situata a cavallo di due anni civili, volessimo raccogliere il messaggio che ci viene dalla liturgia, usando il linguaggio degli oroscopi, dovremmo dire così: il cristiano è chiamato a vivere sotto il segno di Maria Madre di Dio. Continua a leggere

Educazione e preghiera

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ MARIA E GIUSEPPE – Anno A

La pagina evangelica ci propone ancora una volta la figura di Giuseppe, uomo di Dio aperto al sogno, ma soprattutto uomo che al sogno fa seguire azioni che corrispondono perfettamente alla volontà di Dio. Per due volte torna l’invito «Prendi con te il bambino e sua madre», e per due volte Giuseppe «si alzò, prese il bambino e sua madre». Quella di Giuseppe è una obbedienza attenta e docile che mette al centro il bambino e sua madre. Non dice nemmeno una parola, ma agisce con prontezza, nella notte stessa, senza aspettare il mattino. Continua a leggere

È Natale: Dio non si basta…

NATALE DEL SIGNORE

Mi son detto: come è possibile che sia ancora Natale? E la risposta è una sola ed è sempre la stessa: Dio si fa vicino, è Lui che si fa vicino. Natale non arriva perché ce lo siamo meritato o ne abbiamo avuto bisogno. È Dio che ha bisogno di entrare nella nostra storia, di prendere un corpo in mezzo a noi. Natale, carissimi, è una sua decisione, non è una nostra festa. È ancora Natale anche quest’anno, perché Lui vuole farsi vicino. Continua a leggere

Fiducia nel disegno di Dio

QUARTA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Il re Acaz e Giuseppe sono due personaggi profondamente diversi. Al primo viene detto di domandare un segno al Signore, ed egli si rifiuta: «Non voglio tentare il Signore», risponde. A Giuseppe viene invece richiesto di entrare nel mistero di Dio e di accogliere il segno dato gratuitamente da Lui, e Giuseppe «fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore». Ciò che accomuna il re dell’Antico Testamento e il giusto Giuseppe – distanti tra loro sette secoli – è proprio il segno. L’evangelista Matteo è chiarissimo: tutto quanto accade a Giuseppe è perché si adempisse la parola del profeta Isaia, proprio quella parola riferita ad Acaz: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Continua a leggere

Colpo di testa 142 / Il bestiario della politica e la “piazzocrazia”

Corriere di Como, 17 dicembre 2019

La zoologia in politica sembra vivere una stagione feconda. Negli anni passati si preferì la botanica – ulivo, quercia e cespugli vari – mentre ora si va formando un piccolo “bestiario”. Il linguaggio dei politici, a dire il vero, si è parecchio impoverito ed è divenuto quasi uno “sloganario” in cui riecheggiano sempre le stesse parole d’ordine. Continua a leggere

La via della tenerezza

TERZA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Questa terza domenica di Avvento è conosciuta come domenica Gaudete, cioè «rallegratevi». Il Vangelo però ci porta dentro un carcere, ove è rinchiuso Giovanni Battista. Manda i suoi discepoli a fare una domanda a Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù risponde richiamando una profezia messianica. Continua a leggere