Un’attesa già abitata…

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Inizia un nuovo anno liturgico. E inizia con un… avvento. I cristiani hanno preso questa parola – adventus – dal vocabolario dei romani che con essa indicavano il giorno fisso in cui la divinità veniva ad abitare ogni anno nel tempio a lei dedicato. È fin troppo facile comprendere quale sconvolgimento avviene nel momento in cui i cristiani applicano questa parola al loro Dio. Una divinità? No, l’unico Dio che sta in cielo e che è venuto sulla terra, non però provvisoriamente, ma assumendo davvero una carne umana. Continua a leggere

Colpo di testa 139 / I miti dei terrapiattisti e i complotti senza senso

Corriere di Como, 26 novembre 2019

Forse non bisognerebbe nemmeno parlarne, ma, siccome la verità è tonda e non piatta, affrontiamo anche questi strani umani che all’alba del 2020 hanno il coraggio di sostenere che la Terra è piatta. Li chiamano «terrapiattisti» e domenica si sono ritrovati in una cinquantina per un convegno in un hotel di Milano. Che il nostro pianeta fosse una zolla piatta chiusa in alto da un firmamento su cui sarebbero fissati il Sole la Luna e le stelle, fu una credenza diffusa per secoli, ma già Aristotele dimostrò che la Terra doveva essere sferica, e poi, mano a mano che le misurazioni scientifiche presero piede, questa sfericità è stata appurata e… vista. Continua a leggere

Sulla croce, il nostro Re!

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno C

La pagina evangelica appena ascoltata dipinge, senza troppi giri di parole, l’immagine del nostro Re. La croce è davvero il simbolo cristiano per eccellenza, ed è spiacevole vederla talvolta rifiutata oppure banalmente usata come semplice gingillo di bellezza. La croce, naturalmente, è un segnale perennemente diretto sul Crocifisso. È Lui che ci interessa. È Lui che fa della croce il segno distintivo della nostra fede, perché ha scelto di regnare da quel trono così scomodo. Continua a leggere

Colpo di testa 138 / Clima, sul Baradello torneranno le viti

Corriere di Como, 19 novembre 2019

Sembra che l’estate del 1540 in tutta Europa sia stata torrida, e una cronaca dell’epoca parla di un caldo quasi insopportabile: i ghiacciai si ritirarono, incendi divamparono dalla Francia alla Polonia e nella regione vinicola della Francia centrale i grappoli appassirono sulla pianta, tanto da costringere i vignaioli a vendemmiare con diverse settimane di anticipo rispetto agli inizi di ottobre. Continua a leggere

Pietra su pietra

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno  C

Pochi hanno ancora il coraggio di dire le cose che Gesù dice oggi nel vangelo, ma forse pochi sanno dirle come le dice lui. Probabilmente c’è qualcuno che sta magnificando il tempio di Gerusalemme nel suo splendore, e Gesù ne annuncia la distruzione (che di fatto avverrà nel 70 d.C.). Ma il suo non è catastrofismo. Quel tempio sta a cuore anche a lui, ma le pietre, pur belle, non possono costituire un fondamento di vita. Continua a leggere

Non c’è posto Giuseppe

AGOSTINO CLERICI, Non c’è posto Giuseppe. Il terzo segno, L’essenziale è visibile, Como 2019, pagine 48, euro 5,00

La figura di Giuseppe sembra un’ombra che s’allunga sulla scena dell’Incarnazione del Figlio dell’Altissimo. Invece egli fu un padre nel senso più pieno della parola. Come ebbe a dire Giovanni Paolo II, «san Giuseppe è stato chiamato da Dio a servire direttamente la persona e la missione di Gesù mediante l’esercizio della sua paternità». Purtroppo la letteratura apocrifa lo ha descritto come un vecchio vedovo a cui fu data in custodia Maria per conservarne intatta l’illibatezza. Questo libro vuole riabilitare Giuseppe da questa caricatura disumana e ridonargli lo spessore di un uomo, sposo e padre autentico e non semplicemente «putativo». Il racconto breve ce lo rappresenta di fronte all’inspiegabile rifiuto patito a Betlemme – dove, sia chiaro, Giuseppe non era affatto profugo – e all’incredibile povertà di una mangiatoia per animali ove ebbe i natali suo figlio, il Figlio di Dio. Due segni – e Maria sa leggerli megli o di Giuseppe – si dipanano subito, mentrec’è un terzo segno che trova la sua luce solo alla fine, dopo che per trent’anni la casa di Nazaret è stata la mangiatoia discreta e serena per un figlio cresciuto nell’umanità e nella fede di un popolo in attesa del Messia. Il racconto si legge d’un fiato e regala il sapore del Vangelo. Un inedito vangelo secondo il padre, Giuseppe.

Si può acquistare il libro cliccando qui. O richiederlo scrivendo ad agostino.clerici@gmail.com 

Vedi la recensione di Lorenzo Morandotti sul “Corriere di Como” (8 dicembre 2019)

Vedi la recensione di Salvatore Couchoud su “Il settimanale della diocesi di Como” (19 dicembre 2019)

Colpo di testa 137 / La cascina esplosa, il tesoro e il cuore

Corriere di Como, 12 novembre 2019

«Che cosa non si fa per i soldi!». Se non vi fossero tre vite stroncate, verrebbe da commentare così l’esito della vicenda dell’esplosione che ha distrutto la cascina di Quargnento in provincia di Alessandria. Ciò che era stato ventilato come una ipotesi, sarebbe ora il contenuto della confessione del proprietario della cascina, Giovanni Vincenti: «Sono stato io, ma volevo solo i soldi, non volevo uccidere nessuno». Continua a leggere

«Terrenità» ed eternità

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La storiella della “vedova ammazzamariti”, che viene raccontata a Gesù da alcuni sadducei, è sicuramente inventata e serve solo come pezza giustificativa a questo gruppo di sacerdoti aristocratici per dimostrare l’impossibilità della risurrezione della carne. Siccome non è possibile risolvere il problema della appartenenza coniugale di quella donna – l’hanno avuta in sette! – allora tutto deve risolversi nell’aldiquà e non è affatto necessario che Dio risusciti il corpo. Continua a leggere

Colpo di testa 136 / La caduta del Muro e le grandi delusioni

Corriere di Como, 5 novembre 2019

La notte del 9 novembre di trent’anni fa cadde il Muro di Berlino. Costruito a partire dal 1961 nel pieno della guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, rimase in piedi come simbolo di una divisione ideologica che paralizzava il mondo intero. Il 1989 rappresenta, pertanto, una data importante che segna un cambiamento che ve ben oltre la riunificazione delle due Germanie. Continua a leggere

Zaccheo e Gesù

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Zaccheo è un personaggio che ci risulta simpatico. Forse perché ce lo immaginiamo, piccolo di statura,o rende anche un po’o e anche un po’ – ci  in maginiamo piccolo di staturaquel suo gesto di salire su un albero, che lo rende anche un po’ ridicolo. In realtà, Zaccheo – ironia della sorta, il suo nome significa «puro» – era un personaggio temuto ed odiato a Gerico, in quanto era il capo degli esattori delle tasse per conto dell’invasore romano e si era grandemente arricchito alle spalle della povera gente. Continua a leggere