Colpo di testa / 50 Totò Riina, l’omertà e la luce della verità

Corriere di Como, 21 novembre 2017

C’è silenzio e silenzio. C’è il silenzio fragoroso di una parola che non andava detta, e il silenzio scandaloso di una parola che andava detta. Questo secondo silenzio ha un nome ben preciso, omertà. La scomparsa nei giorni scorsi del capo mafioso di Cosa nostra Totò Riina ha fatto parlare e scrivere molto. Quel che è certo è che ogni mafia costruisce il suo potere tentacolare proprio grazie al diffondersi su un territorio dell’atteggiamento dell’omertà. Ovvero, come dice un dizionario, quella «solidarietà tra gli appartenenti a una stessa categoria di persone, per cui ciascuno tiene celato l’operato dell’altro per propria opportunità o reciproco interesse». Continua a leggere

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Colpo di testa 49 Maglietta double-face e poltrona di pelle umana

Corriere di Como, 14 novembre 2017

Già da qualche anno esiste in commercio una maglietta double-face, da una parte cotone dall’altra lana, adatta a chi vuole stare al caldo ma desidera il cotone sulla pelle. Naturalmente questo è solo… il vecchio telefono a disco in cui bisognava infilare il dito o la penna per comporre i numeri. Oggi abbiamo tutti un telefonino digitale, e anche l’abbigliamento si è evoluto, affidandosi alla scienza, e propone nuovi indumenti double-face. Continua a leggere

Colpo di testa / 48 Telefonini e affini. La Rete non educa

Corriere di Como, 7 novembre 2017

«Metti via quel cellulare!». La frase pronunciata da tanti genitori è diventata il titolo di un libro che l’editorialista del “Corriere della Sera” Aldo Cazzullo ha scritto con i suoi due figli. Il problema vero non è l’uso/abuso di questo strumento, quanto la capacità oggettiva di rimanerne i padroni. Forse è vera, ben più del sorriso che genera, la vignetta di Altan in cui si dice che «ogni telefonino possiede un italiano». E che cosa succede quando un telefonino possiede un ragazzo o un adolescente? Continua a leggere

Colpo di testa / 47 L’emozione collettiva della bellezza riscoperta

Corriere di Como, 31 ottobre 2017

E il tramonto diventò virale. Domenica sera su tutto il nord Italia è andato in scena, senza biglietto d’ingresso, uno spettacolo unico: un tramonto dai colori e dalle forme eccezionali. Non ovunque era lo stesso: i colori variavano dal giallo al rosso e le forme lenticolari delle nubi si componevano in modi differenti nello spazio del cielo. Ma lo stupore è stato identico, e quel fenomeno, che senza particolari clamori avviene tutte le sere, ha fatto scattare quasi simultaneamente milioni di click sullo smartphone, un aggeggio che teniamo sempre a portata di mano e che usiamo come un prolungamento dei sensi del corpo. Continua a leggere

Colpo di testa / 46 Non per essere più ricchi, ma per avere più servizi

Corriere di Como, 24 ottobre 2017

Uno dei difetti più grossi della democrazia è di creare molta polvere. Domenica c’è stato un referendum consultivo regionale per l’autonomia. Ne sono sicuro. Mi hanno dato anche la ricevuta, con tanto di timbro della Regione Lombardia. Lo scrivo per segnalare un’evidenza. Non sto parlando di una consultazione folkloristica fatta sotto il gazebo (di che colore sia è ininfluente). Continua a leggere

Colpo di testa / 45 Certe cose non si fanno. Però si denunciano subito…

Corriere di Como, 17 ottobre 2017

«Una persona magnifica», Michelle Obama, 2013. «Produttore, predatore, reietto». Time, 2017. Sempre lui, Harvey Weinstein, nome che forse diceva qualcosa solo a chi mastica cinema e pochissimo a chi magari al cinema ci va. Potentissimo produttore cinematografico, grande fiuto per gli affari, molto attivo nel sociale e sostenitore del Partito Democratico. Continua a leggere

Colpo di testa / 44 Il caso di Cesare Battisti e la giustizia sconfitta

Corriere di Como, 10 ottobre 2017

Un brindisi in direzione dei fotografi. Un sorriso ironico, quasi un gesto di sfida. È l’ultimo scatto della vicenda che da anni vede al centro Cesare Battisti, ex leader dei “Proletari armati per il comunismo” (Pac), condannato in via definitiva in Italia a quattro ergastoli in quanto autore personale o in concorso di altrettanti omicidi, e da 36 anni latitante prima nella Francia di Mitterand, poi in Messico e infine in Brasile. La foto lo ritrae all’aeroporto internazionale di Campo Grande a Rio de Janeiro, dopo aver lasciato Corumbà, la città dello stato del Mato Grosso do Sul dove era stato arrestato, forse mentre tentava di espatriare in Bolivia. Continua a leggere