Colpo di testa 230 / La perdita di uno spazio di libertà

Corriere di Como, 16 novembre 2021

230 colpi di testa non sono pochi, anche se la partita è durata cinque anni (dal 4 ottobre 2016 ad oggi). Sarebbe stato bello continuare a “giocare” e magari segnare ancora qualche goal, ma purtroppo l’arbitro ha emesso il triplice fischio e bisogna lasciare il campo perché lo stadio chiude.

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Colpo di testa 229 / I veri poveri non sono mai arroganti

Corriere di Como, 9 novembre 2021

Il signor Ennio ha 86 anni e mai avrebbe pensato di diventare custode della sua casa di Roma in cui vive da più di sessant’anni. Circa un mese fa si era assentato per quattro giorni per recarsi in ospedale a fare alcuni esami. Aveva chiuso a chiave l’appartamento, e non si era accorto che qualcuno lo teneva d’occhio.

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Colpo di testa 228 / Il tasto dolente delle zucche vuote

Corriere di Como, 2 novembre 2021

Foto di Yuri_B da Pixabay

Ieri mi è venuta una domanda strana, una di quelle domande inutili che è necessario però farsi perché innescano una riflessione tutt’altro che inutile. Anzi decisiva. Ma il 1° novembre perché si fa festa? Perché i ragazzi sono a casa da scuola e i grandi non vanno a lavorare?

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Colpo di testa 227 / La «de-globalizzazione» imposta dalla pandemia

Corriere di Como, 26 ottobre 2021

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Uno degli effetti meno considerati del Covid è quello che chiamerei «de-globalizzazione». È un drammatico rimpicciolimento del mondo che contrasta con l’ondata di globalizzazione in cui eravamo inseriti da qualche decennio.

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Colpo di testa 226 / L’uso improprio della parola libertà

Corriere di Como, 12 ottobre 2021

Immagini che danno fastidio, quelle della violenza urbana a Roma (ma anche a Milano) che colpisce la sede della Cgil e il Pronto Soccorso di un ospedale. Fa impressione vedere il tricolore sventolare quasi che i violenti l’abbiano scelto come vessillo delle loro azioni. Bandiere usate come armi improprie per devastare luoghi di convivenza civile.

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Colpo di testa 225 / Il «bla bla bla» terreno di democrazia

Corriere di Como, 5 ottobre 2021

Foto di Giancarlo Gallo da Pixabay

«Bla bla bla». Si usa solitamente questa espressione onomatopeica per indicare un chiacchiericcio inconcludente, un puro esercizio retorico che non approda ad alcun risultato. Chissà che cosa volesse intendere Greta Thunberg dal palco di Milano, attribuendo il «bla bla bla» ai Governi mondiali in riferimento ai tanti problemi che ruotano attorno ai cambiamenti climatici e alla salvezza del pianeta.

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Colpo di testa 224 / Abele, Caino e l’abisso del male

Corriere di Como, 28 settembre 2021

La storia di Caino che uccide il fratello Abele sta all’inizio della Bibbia come narrazione che cerca di spiegare il male che serpeggia tra gli uomini. Una sorta di archetipo simbolico delle possibili incarnazioni della violenza che trasforma il paradiso delle relazioni nell’inferno delle inimicizie.

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Colpo di testa 223 / Significati che cambiano per una sola lettera

Corriere di Como, 21 settembre 2021

Foto di andreas N da Pixabay

Talvolta le parole si assomigliano anche se basta una lettera a distanziare di molto i loro significati. Ad esempio, «fragrante» si dice di qualcosa che emana un buon odore (lo è il pane appena sfornato). «Flagrante» è qualcosa di luminoso, di chiaro, di manifesto (lo è un reato colto nel momento stesso in cui è compiuto). Attenti a non confondersi, dunque, anche se può esistere qualcosa che sia insieme fragrante e flagrante: penso ad un oggetto o ad un soggetto che gravita nel mondo della bellezza.

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Colpo di testa 222 / Eitan, la contesa e la natura umana

Corriere di Como, 14 settembre 2021

La natura umana manifesta la sua parte peggiore quando è impegnata in quell’esercizio che va sotto il nome di contesa. Gli occhi si appuntano su un oggetto – una casa, un terreno, una eredità o forse solo un insignificante gingillo che costituisce semplicemente un pretesto per litigare – e si scatena una guerra di aggressione, in cui tutti i colpi bassi sono permessi e la scaltrezza diventa una virtù.

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Colpo di testa 221 / La chimera della fortuna e la disperazione

Corriere di Como, 7 settembre 2021

Foto dal sito http://www.corrieredicomo.it

Deve essere frustrante fare il rivenditore di fortuna. Avere sul bancone i biglietti vincenti – naturalmente mischiati ai più numerosi biglietti che non fanno vincere nulla – e lavorare per venderli agli altri, così da vederli contenti di aver grattato via la sottile pellicola che ricopre la prospettiva di portarsi a casa un tesoretto che cambia la vita.

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