Colpo di testa 69 / Il Colle della Scala, necrologio per l’Europa

Corriere di Como, 24 aprile 2018

(ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Una delle conquiste più evidenti dell’Unione Europea avrebbe dovuto essere l’abolizione delle frontiere e delle dogane tra un Paese e l’altro. Il confine tra Italia e Francia, tra Bardonecchia e Briançon, però, continua ad essere oggetto di un controllo di polizia. Nessun veloce ascensore è entrato in funzione, c’è ancora… una scala, da salire e da scendere: infatti, si chiama Col de l’Échelle (Colle della Scala) il valico che nelle ultime settimane è oggetto di particolare attenzione da parte della gendarmeria francese. Continua a leggere

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Colpo di testa 68 / I tanti Gigi Buffon. Ma come siamo messi?

Corriere di Como, 17 aprile 2018

«Ma come siamo messi?». La domanda è posta in un tweet di Alessandro Del Piero, icona del calcio italiano. Qualcuno l’ha insultato sui social perché aveva dichiarato di non aver compreso la reazione di Gigi Buffon nel dopo-partita di Real Madrid – Juventus. Domanda per nulla banale, che, sia chiaro, sorge non solo davanti alle dichiarazioni francamente imbarazzanti di un calciatore, ma anche rispetto a situazioni internazionali ben più complesse e delicate. Già, «ma come siamo messi?». Ed è una domanda retorica, perché sotto il punto interrogativo nasconde un’affermazione esclamativa: «ma come siamo messi male!». Continua a leggere

Colpo di testa 67 / Quando la goccia non scava la pietra

Corriere di Como, 10 aprile 2018

Domenica 10 settembre 2017: nel comune di Argegno lungo la Statale Regina si verifica uno smottamento causato dalle forti piogge dei giorni precedenti. La viabilità lungo un’arteria di primaria importanza per il traffico privato, commerciale e turistico viene fortemente penalizzata. In poco tempo si realizza un senso unico alternato regolato da un semaforo, scongiurando la chiusura totale della strada. Continua a leggere

Colpo di testa 66 / Crocifisso, il contapersone non misura la nostra fede

Corriere di Como, 3 aprile 2018

Leggo che al bacio del Crocifisso di Como sono andati in più di 50mila persone in una settimana di esposizione. Mi domando come si è arrivati a questo numero, e leggo che il dato è preciso perché è stato ottenuto grazie ad un contapersone che è stato sistemato in basilica. Non sono un grande appassionato di numeri, soprattutto quando vengono usati per dimostrare il successo di una manifestazione. Se poi in gioco c’è la fede, credo proprio che il contapersone non serva a nulla: produce numeri senza senso. Me lo aspetto all’ingresso di una fiera o di uno stadio ma non di una chiesa. Continua a leggere

Colpo di testa 65 / Fracchia, noi tutti e l’umanoide Erica

Corriere di Como, 27 marzo 2018

«Com’è umano lei!», è la frase simbolo di Giandomenico Fracchia, il popolare personaggio interpretato da Paolo Villaggio. Saremo tentati di dirla a uno dei robot che il giapponese Hiroshi Ishiguro produce nei suoi laboratori di Osaka? Non uno di quegli aggeggi pieni di fili, senza sguardo e dalla voce metallica. Ma veri e propri «umanoidi» che cercano di copiare le fattezze dell’uomo e della donna, al punto da farli sembrare davvero umani. Continua a leggere

Colpo di testa 64 / La morte burocratica vince sulla vita vera

Corriere di Como, 20 marzo 2018

Constantin Reliu (Simona Voicu, Adevarul via AP)

Nome (non di fantasia) Costantino. Come il grande imperatore romano. Lui però è rumeno, e oggi ha un grosso problema: è già morto quindici anni fa. Non c’è dubbio che sia così, perché vi è un documento del 2016 che lo certifica. Uno che è morto, poi, ha solo due anni di tempo per provare che è vivo. Ma sappia che è non è facile riuscirvi, dopo che è stato messo nero su bianco che è morto… “Carta canta”, così recita il motto dell’unico sodalizio veramente universale, quello dei burocrati. Continua a leggere

Colpo di testa 63 / Sicurezza, integriamo anche chi ha paura

Corriere di Como, 13 marzo 2018

Domandina astrusa, tanto per prendere alla larga il problema. Il bisogno di assumere cioccolato aumenta o diminuisce con la consapevolezza di averne tre o quattro tavolette stipate nella dispensa? Forse l’averlo così vicino con la possibilità di mangiarselo fa diminuire il desiderio, che, invece, aumenta a fronte della irraggiungibilità della materia prima. Continua a leggere