Questione di sguardo

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Vallunga

La parabola sembra invitare ad una palese lettura della storia secondo la legge del contrappasso, enunciata esplicitamente da Abramo in risposta alla richiesta di misericordia da parte del ricco. Ci sarebbe una linea di demarcazione tra la vita terrena e la vita eterna, oltrepassata la quale, se si sono ricevuti mali si è consolati, se si sono ricevuti beni si è tormentati.

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La scaltrezza che Gesù vuole da noi

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Steviola

Dio contrapposto alla ricchezza in una alternativa secca. Bisogna scegliere il padrone, che può essere uno solo. Si tratta di un linguaggio paradossale, perché sappiamo che il rapporto che possiamo avere con Dio e con la ricchezza è radicalmente diverso: di Dio siamo figli ed egli ci è padre e non padrone, della ricchezza rischiamo di diventare schiavi se perdiamo di vista che i beni terreni sono il mezzo «perché possiamo condurre – direbbe San Paolo (vedi seconda lettura) – una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio».

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La gioia del pastore

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC

Queste due parabole sono la smentita del buon senso. Chi lascerebbe novantanove pecore sicure per cercarne una smarrita? Chi userebbe tempo prezioso per cercare una moneta caduta in casa chissà dove? Eppure Gesù fa due domande che ci fanno credere che ogni pastore e ogni donna farebbero così!

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Il calcolo del discepolo

VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC

Che succede se, in una stanza completamente buia, chi ti sta di fianco ti allunga un paio di occhiali… per vederci meglio? Succede che servono a poco se non a nulla, così come in questa pagina evangelica sembrano essere fuori tema le due parabole che Gesù racconta, dopo aver enunciato alla folla le regole esigenti, non solo per andare con lui, ma per seguirlo veramente.

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Essere Chiesa umile

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – La chiesetta di San Silvestro in Vallunga

Oggi la Parola di Dio ci esorta alla virtù dell’umiltà, che non gode di grande considerazione, anzi è vista con sospetto. L’esortazione di Gesù a cercare l’ultimo posto fa storcere il naso ai nostri contemporanei e forse anche a noi.

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Il sentiero stretto

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La Palota (Foto AC)

«Quelli che si salvano» sono in realtà «quelli che vengono salvati». Gesù non risponde se sono tanti o pochi, ma comunque la salvezza è un dono non una conquista. Forse proprio per questo la porta della salvezza è stretta, perché richiede non tanto l’abilità di salvarsi da soli quanto l’umiltà di essere salvati da un Altro.

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La donna, Maria e la Chiesa

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

La prima lettura (tratta dal libro dell’Apocalisse) è un testo di non facile interpretazione. Si parla di due segni «nel cielo», ovvero si vuole riferire il compimento della storia. C’è il segno grandioso della donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle, e c’è l’altro segno dell’enorme drago rosso con sette teste e dieci corna.

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Discepoli di un incendiario

VENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Siamo di fronte a una di quelle pagine evangeliche che mandano in tilt il nostro buon senso: questo Gesù incendiario che è venuto a gettare fuoco sulla terra è il contrario di quel Gesù pompiere che getta acqua sul fuoco, che evidentemente abbiamo costruito noi (perché ci fa comodo).

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Né turisti né viandanti ma pellegrini!

DICIANNOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

«Siate pronti!»: parole che la Chiesa ci ripete sempre all’inizio dell’Avvento, per cui siamo abituati a legarle al Natale; invece, l’Avvento è proprio il tempo liturgico che più assomiglia a tutta la vita. Essere pronti e vigilare.

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