Tre cose essenziali sul deserto

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

La brevità con cui l’evangelista Marco ci parla dei quaranta giorni di Gesù nel deserto pone in risalto tre cose essenziali, che hanno a che fare anche con la nostra Quaresima. Intanto Gesù nel deserto ci va sospinto dallo Spirito. Non si tratta affatto di uno spiacevole inconveniente di viaggio. Il deserto è parte integrante del cammino e a programmarlo è Dio stesso, non certo il suo nemico, quel Satana che pure proprio nel deserto trova l’occasione per sferrare il suo attacco. Continua a leggere

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Colpo di testa 60 / La pace non è una gara di finzione olimpica

Corriere di Como, 13 febbraio 2018

Si ripeterà la distensione del ping-pong, che negli anni Settanta contribuì ad avvicinare gli Stati Uniti di Nixon alla Cina di Mao? Credo proprio di no. Che il disgelo tra le due Coree possa avere inizio sul ghiaccio di Pyeongchang è cosa poco probabile. Le prove di dialogo tra Seoul e Pyongyang in occasione dei Giochi Olimpici Invernali, che si stanno svolgendo in Corea del Sud, si scioglieranno come neve al sole, perché hanno come unico collante una strategia del sorriso che non ha alcun fondamento né politico né diplomatico. Continua a leggere

Coscienze denutrite!

SESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Siamo istintivamente portati a considerare negativamente la prescrizione contenuta nel libro del Levitico, che, di fatto, sancisce l’emarginazione dei lebbrosi. Dovremmo porre questo comando biblico nel suo contesto e considerare, ad esempio, l’impotenza dal punto di vista della protezione medica, in cui si trovava una società antica di fronte a gravi malattie infettive. Continua a leggere

Colpo di testa 59 / L’ideologia rifugio della follia

Corriere di Como, 6 febbraio 2018

I due fatti criminosi avvenuti a Macerata fanno riflettere. E bisogna trovare il coraggio di andare oltre gli sfoghi, che cercano in categorie ideologiche la spiegazione di fatti che attingono, invece, alla sfera complessa delle persone. I crimini, intanto, sono due. Il primo in ordine di tempo è la tragica morte di una giovane romana di 18 anni, tagliata a pezzi e messa in due valigie abbandonate in un fosso: al momento l’unico indagato è un ventinovenne nigeriano, in carcere con l’accusa di occultamento e vilipendio di cadavere. Continua a leggere

Quando fuori è ancora buio!

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Domenica scorsa il Vangelo ci aveva raccontato la prima parte della giornata di Gesù: la mattina era andato nella sinagoga ad insegnare. Ora l’evangelista Marco ci informa circa il seguito. È come se volesse raccontarci una giornata tipo di Gesù: dopo l’insegnamento, la guarigione dei malati e la preghiera. L’ordine cronologico e logico della giornata vede, però, al primo posto proprio la preghiera, che Marco ci racconta per ultima, dicendoci però che «si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava». Continua a leggere

Colpo di testa 58 / Due mezzi voti meglio di uno

Corriere di Como, 30 gennaio 2018

A poco più di un mese dall’appuntamento elettorale, qualche tessera comincia ad andare al suo posto dentro il puzzle di migliaia di pezzi che è la politica italiana. Sappiamo già che le prossime cinque settimane non ci porteranno ad avere davanti agli occhi un quadro definitivo. La situazione è magmatica e lo sarà quasi certamente anche il 5 marzo. Il partito del non voto, se si votasse oggi, sarebbe il primo partito. Continua a leggere

Autorità ed educazione

QUARTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Gesù entra nella sinagoga e si mette ad insegnare. La sinagoga era il luogo ove nel giorno festivo – per gli ebrei era ed è il sabato – la comunità si ritrovava per ascoltare la Parola di Dio, che veniva poi commentata dagli scribi. Anche Gesù insegna, e lo fa in un modo che genera stupore. Il che può significare che gli scribi solitamente non stupivano affatto! L’evangelista Marco ci suggerisce qual è la differenza tra Gesù e gli scribi: egli insegnava «come uno che ha autorità». Ovvero: gli scribi ripetevano insegnamenti altrui e lo facevano in un modo che annoiava pure, erano dei ripetitori di messaggi senza partecipare veramente e personalmente a quel momento. Continua a leggere