Figli e discepoli di un Dio Trinità

SANTISSIMA TRINITÀ – Anno C

Le parole di Gesù sono stupende. Spesso ci arrovelliamo nel tentativo di spiegare la Trinità come se fosse un problema matematico. Basterebbe ascoltare queste parole di Gesù per capire com’è bello e, oserei dire, istruttivo ed educativo questo nostro Dio, che è nella sua essenza “comunità” di tre persone. Dice il Figlio: «Tutto quello che il Padre possiede è mio». È la parola che potrebbe stare sulla bocca di ogni figlio unigenito. Riconosce di avere tutto, ma quel tutto corrisponde esattamente a tutto ciò che suo padre possiede: è tutto suo perché è tutto di suo padre, quel padre che egli ama infinitamente e da cui è amato in modo sommo. Continua a leggere

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Colpo di testa 120 / Famiglie, ruolo dei genitori e revisionismo pedagogico

Corriere di Como, 11 giugno 2019

Da qualche tempo si assiste ad uno strano revisionismo pedagogico. La crisi della famiglia, del ruolo genitoriale e della stessa natalità viene guardata come una pericolosa china discendente della sicurezza sociale. In una parola, si avverte che la famiglia è l’asse centrale della società, e si vive con preoccupazione la sua estrema fragilità. Il paradosso è che negli ultimi cinquant’anni ci si è esercitati proprio al tiro al bersaglio contro la famiglia, la paternità e la maternità ed il ruolo educativo dei genitori. Continua a leggere

Lo Spirito, Maria e l’Eucaristia

DOMENICA DI PENTECOSTE – Anno C

Chi è lo Spirito Santo? È la terza persona della Santissima Trinità. Rispondiamo così in forza di qualche rimasuglio di catechismo. Ma questa risposta che cosa lascia in noi della presenza dello Spirito Santo? Siamo onesti: nulla. Lo Spirito Santo è un illustre sconosciuto per la maggior parte dei cristiani. La Bibbia, sia nelle pagine dell’Antico che del Nuovo Testamento, ci trasmette tante immagini dello Spirito di Dio come di una forza, di un dono. E noi rischiamo subito di trattarlo come una «cosa». Mentre Egli è semplicemente Dio. Non un Dio altissimo e lontano, però, ma un Dio che permane nella sua sovrana libertà dopo essersi incarnato. Continua a leggere

Colpo di testa 119 / Tienanmen, la repressione e le libertà ancora oggi negate

Corriere di Como, 4 giugno 2019

«Bisogna uccidere coloro che debbono essere uccisi, condannare coloro che devono essere condannati». Parole di trent’anni fa, pronunciate da un alto dirigente del Partito comunista cinese, e seguite da diciassette voci che iniziano tutte così: «Sono completamente d’accordo». Ecco la traccia sonora dell’unanimità sulla repressione del 4 giugno 1989 in piazza Tienanmen a Pechino, con trascrizioni fatte filtrare da un funzionario presente a quella riunione del Politburo. Le troviamo sui giornali e in Rete in questi giorni, insieme a fotografie sviluppate trent’anni dopo.

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Festa di una presenza nuova…

ASCENSIONE DEL SIGNORE – Anno C

Facciamo in fretta a concludere che la festa di oggi è la festa dell’addio di Gesù ai suoi discepoli: «Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava». Il cielo dice l’irraggiungibile per l’uomo, dice l’occultamento ai nostri occhi, indica una dimensione che si contrappone alla terra, alla concretezza, alla possibilità di toccare con mano. Quando lanciamo in alto i palloncini, riusciamo per un poco a seguirli in cielo, ma poi essi diventano dei puntini talmente piccoli che la loro realtà ci sfugge: dove saranno mai finiti? Continua a leggere

Alternativa secca dopo le Europee…

«Chi ha vinto, chi ha perso» è il giochino più in voga nel giorno successivo alle elezioni. Figurarsi se è moltiplicato per ventotto, quanti sono i Paesi che hanno votato per le elezioni europee. Già il fatto che abbia votato un europeo su due lascia aperto il quesito sulla identità di quel 50 per cento di abitanti del continente a cui l’Europa sembra non interessare proprio. Ma ci sarebbe da disquisire anche sull’europeismo di quelli che hanno votato, avendo in mente magari solo la loro situazione nazionale. Continua a leggere

Se uno mi ama…

SESTA DOMENICA DI PASQUA – Anno C

Le parole di Gesù ci riportano ancora una volta all’ultima cena. Sono sempre importanti le parole che uno pronuncia prima di affrontare la morte. Hanno il sapore del testamento scritto con il cuore, nella consapevolezza di indicare le cose essenziali. Gesù lascia intendere che cesserà di essere con noi, ma domanda di non essere turbati per questa sua assenza, che è necessaria ai fini di una presenza più universale: «Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Continua a leggere