La nostra invidia e la bontà di Dio

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

L’errore che commettiamo nell’ascoltare questa parabola è quello di appuntare la nostra attenzione sulla parte finale, dimenticando l’intera vicenda. Ci immedesimiamo subito nella protesta degli operai che hanno lavorato di più e hanno ricevuto esattamente come quelli che hanno lavorato un’ora soltanto, e ci verrebbe voglia di… fare sciopero, perché il padrone non applica la giustizia nel pagamento del salario. In verità, se ci pensiamo bene, non possiamo nemmeno affermare che egli sia ingiusto, in quanto ha semplicemente dato il pattuito. Continua a leggere

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Colpo di testa 41 / Ristoranti e web. Delizie delle recensioni

Corriere di Como, 19 settembre 2017

Sarà capitato a tanti di affidarsi allo smartphone per scegliere il ristorante dove mangiare. Non sei mai stato in quel posto, con te c’è qualcuno a cui devi offrire la cena, sei già sulla porta e provi a inserire il nome del ristorante nel browser del telefonino. Subito ti esce una valutazione da una a cinque stelle. Continua a leggere

Perdono ricevuto e… dato

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Provo a riassumere la pagina evangelica in un botta e risposta tra Pietro e Gesù. Domanda Pietro: «Quante volte dovrò perdonare al mio fratello?». Risponde Gesù: «E tu, quante volte sei stato perdonato da Dio?». Anzi, la parabola ci dà il permesso di formulare così la domanda di Gesù: «E tu, quanto sei stato perdonato da Dio?». Il rapporto istituito nella parabola tra i diecimila talenti condonati dal padrone e il debito di cento denari esigito proprio dal servo che aveva beneficiato di quel condono è, infatti, enorme: si pensi che un denaro era la paga di una giornata di lavoro, ed il valore di un talento ammontava a ben seimila denari. Continua a leggere

Colpo di testa 40 / Allerta meteo, disastri e conoscenza della terra

Corriere di Como, 12 settembre 2017

Dalla siccità all’alluvione. Il copione è abbastanza prevedibile, ma sapere dove e quando si scatena la bomba d’acqua è gioco per gli indovini o per i profeti del giorno dopo (quelli che l’avevano sempre detto). A Genova era stato dato un’allerta rosso, ma la peggio è toccata a Livorno ove l’allerta era solo arancione. Pioveva ancora e già si era aperta la voragine delle polemiche tra questo e quel politico sulle responsabilità pubbliche della tragedia, un altro sport in cui siamo imbattibili. Continua a leggere

La correzione invece del pettegolezzo!

VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Una delle situazioni più comuni e più difficili da affrontare è proprio quella cui fa riferimento Gesù oggi nel vangelo. Vedo un altro – un vicino, un parente, un amico, una persona della comunità cristiana – sbagliare, sono convinto che il suo errore mette a repentaglio la sua vita e forse anche quella di altri. Che cosa faccio? Giro la testa da un’altra parte e vado per la mia strada, perché è meglio non immischiarsi negli affari degli altri: questa è la soluzione più gettonata nella società individualista in cui viviamo. Continua a leggere

Il mondo intero e la vita

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Se qualcuno vuole venire dietro a me». Lascia sempre stupiti il «se» sulla bocca di Dio! Ci verrebbe da pensare che Dio non è tipo da «se», invece il Dio di Gesù Cristo è uno cui si va dietro, solo se lo si vuole. Non è affatto obbligatorio: seguire Gesù Cristo è frutto di una decisione libera, oltre che della grazia stessa della sua divina chiamata. La frase di Gesù è rivolta ai suoi discepoli, in modo particolare a quel Pietro che vorrebbe sì stare con Gesù, ma davanti a lui, dettandogli in un certo senso la direzione. Invece, egli deve mettersi dietro a Gesù e riprendere il suo posto di discepolo condividendo il destino di Gesù, che comprende anche la croce. Continua a leggere

Tu sei Cristo… Tu sei Pietro…

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

È una pagina sorprendente questa, posta com’è alla ripresa delle attività dopo le vacanze. La regione di Cesarea di Filippo – ove avviene questo dialogo tra Gesù e i suoi discepoli – è ai confini settentrionali di Israele, dove la fede del popolo è obbligata a confrontarsi continuamente con il mondo pagano. È come se Gesù oggi verificasse anche la nostra fede nel momento in cui siamo nuovamente chiamati a vivere la fede in Lui dentro le fatiche e gli impegni della vita quotidiana. Continua a leggere