Colpo di testa 61 / Carnevale e Quaresima tra cultura, fede e costume

Corriere di Como, 20 febbraio 2018

La Lotta tra Carnevale e Quaresima – dipinto a olio su tavola di Pieter Bruegel il Vecchio (1559)

Carnevale e Quaresima. Forse è una questione che interessa ormai poche persone di età avanzata, ma vale la pena parlarne, perché è un fatto di costume e forse di cultura (altra parola, questa, che riguarda pochi, ahimè). Nel nostro territorio, misto comasco-milanese, accade che il confine tra il Carnevale e la Quaresima, a distanza di pochi chilometri, sia definito da due calendari diversi: i “romani” festeggiano il martedì grasso e poi entrano nel tempo quaresimale con il Mercoledì delle Ceneri, gli “ambrosiani” invece prolungano il Carnevale sino al sabato grasso e poi con la domenica iniziano anch’essi la Quaresima. Continua a leggere

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Tre cose essenziali sul deserto

PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA – Anno B

La brevità con cui l’evangelista Marco ci parla dei quaranta giorni di Gesù nel deserto pone in risalto tre cose essenziali, che hanno a che fare anche con la nostra Quaresima. Intanto Gesù nel deserto ci va sospinto dallo Spirito. Non si tratta affatto di uno spiacevole inconveniente di viaggio. Il deserto è parte integrante del cammino e a programmarlo è Dio stesso, non certo il suo nemico, quel Satana che pure proprio nel deserto trova l’occasione per sferrare il suo attacco. Continua a leggere

Colpo di testa 60 / La pace non è una gara di finzione olimpica

Corriere di Como, 13 febbraio 2018

Si ripeterà la distensione del ping-pong, che negli anni Settanta contribuì ad avvicinare gli Stati Uniti di Nixon alla Cina di Mao? Credo proprio di no. Che il disgelo tra le due Coree possa avere inizio sul ghiaccio di Pyeongchang è cosa poco probabile. Le prove di dialogo tra Seoul e Pyongyang in occasione dei Giochi Olimpici Invernali, che si stanno svolgendo in Corea del Sud, si scioglieranno come neve al sole, perché hanno come unico collante una strategia del sorriso che non ha alcun fondamento né politico né diplomatico. Continua a leggere

Coscienze denutrite!

SESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Siamo istintivamente portati a considerare negativamente la prescrizione contenuta nel libro del Levitico, che, di fatto, sancisce l’emarginazione dei lebbrosi. Dovremmo porre questo comando biblico nel suo contesto e considerare, ad esempio, l’impotenza dal punto di vista della protezione medica, in cui si trovava una società antica di fronte a gravi malattie infettive. Continua a leggere

Colpo di testa 59 / L’ideologia rifugio della follia

Corriere di Como, 6 febbraio 2018

I due fatti criminosi avvenuti a Macerata fanno riflettere. E bisogna trovare il coraggio di andare oltre gli sfoghi, che cercano in categorie ideologiche la spiegazione di fatti che attingono, invece, alla sfera complessa delle persone. I crimini, intanto, sono due. Il primo in ordine di tempo è la tragica morte di una giovane romana di 18 anni, tagliata a pezzi e messa in due valigie abbandonate in un fosso: al momento l’unico indagato è un ventinovenne nigeriano, in carcere con l’accusa di occultamento e vilipendio di cadavere. Continua a leggere

Quando fuori è ancora buio!

QUINTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Domenica scorsa il Vangelo ci aveva raccontato la prima parte della giornata di Gesù: la mattina era andato nella sinagoga ad insegnare. Ora l’evangelista Marco ci informa circa il seguito. È come se volesse raccontarci una giornata tipo di Gesù: dopo l’insegnamento, la guarigione dei malati e la preghiera. L’ordine cronologico e logico della giornata vede, però, al primo posto proprio la preghiera, che Marco ci racconta per ultima, dicendoci però che «si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava». Continua a leggere

Colpo di testa 58 / Due mezzi voti meglio di uno

Corriere di Como, 30 gennaio 2018

A poco più di un mese dall’appuntamento elettorale, qualche tessera comincia ad andare al suo posto dentro il puzzle di migliaia di pezzi che è la politica italiana. Sappiamo già che le prossime cinque settimane non ci porteranno ad avere davanti agli occhi un quadro definitivo. La situazione è magmatica e lo sarà quasi certamente anche il 5 marzo. Il partito del non voto, se si votasse oggi, sarebbe il primo partito. Continua a leggere