La conversione del… ricominciare

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Piz Boè - Gruppo del SellaGesù e Giovanni dicono la stessa cosa nella loro predicazione: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Giovanni, dicendo queste parole vuole indicare proprio Gesù: è Lui a rendere vicino il regno dei cieli e a rendere urgente la conversione. Continua a leggere

«Misericordia et misera». Quelle parole coniate da sant’Agostino, ora riprese da papa Francesco…

AGOSTINO CLERICI, La notte in cui nacque Misericordia. Incroci di donne, L'essenziale è visibile, Tavernerio 2015, disegni di Guido Calvi, pagine 96, euro 8,00

AGOSTINO CLERICI, La notte in cui nacque Misericordia. Incroci di donne, L’essenziale è visibile, Tavernerio 2015, disegni di Guido Calvi, pagine 96, euro 8,00

In questi giorni sto leggendo la lettera apostolica che papa Francesco ha scritto a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia. Mi ha colpito il fatto che già nel titolo egli abbia preso spunto da un discorso tenuto milleseicento anni fa’ (forse nel 414) da sant’Agostino, un discorso che fa parte di quella grande opera, composta da 124 discorsi a commento del vangelo di Giovanni. Il racconto è quello dell’incontro tra Gesù e la donna adultera che sta per essere lapidata (Gv 8,1-11). Sant’Agostino, quando arriva al punto in cui sulla scena restano soltanto Gesù e la donna, con l’essenzialità e la forza della lingua latina, dice: relicti sunt duo, misera et misericordia (rimasero in due, la misera e la misericordia). Come a dire che c’è una disparità profonda tra colui che incarna la misericordia nella sua stessa persona e colei che, nonostante il suo peccato, non è la miseria ma semplicemente una misera. In questa definizione c’è l’infinita distanza tra l’essere peccato e l’essere peccatore, distanza che è alla base del perdono donato da colui che, invece, non è solo misericordioso, ma è la misericordia. Continua a leggere

Colpo di testa 08 / Fidel Castro il sognatore e la statua di John Lennon

Corriere di Como, 29 novembre 2016

fidel-castroPoliticamente era scomparso già da qualche anno, ideologicamente è ancora una bandiera che sventola, ma la notizia di questi giorni è che Fidel Castro è morto all’età di novant’anni. Trattandosi di uno degli uomini più divisivi del Novecento – o con lui o contro di lui – la notizia della sua morte ha generato un lutto inconsolabile a Cuba (almeno per quanto appare ufficialmente) e una gioia incontenibile a Miami, dove vive la maggior parte degli esuli cubani. Continua a leggere

Avvento è speranza… certa!

PRIMA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Laion«La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino». Mi è ritornata davanti agli occhi questa espressione  dell’enciclica Spe salvi di Benedetto XVI. Mi sembra che queste parole possano fare da frontespizio al nuovo anno liturgico che comincia oggi con la prima domenica di Avvento. Esse descrivono perfettamente questo tempo prezioso che – nella sua scansione di quattro settimane – rappresenta l’intero cammino della vita, che è un lungo avvento nell’attesa dell’incontro definitivo con il Signore Gesù. Continua a leggere

Il crocicchio della salvezza

CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno C

Odle e val di FunesLo spettacolo della croce di Gesù divide profondamente coloro che vi assistono. C’è un cerchio più lontano e anonimo, il popolo, il quale si comporta come da sempre si comporta il popolo, la folla, la gente: «stava a vedere». A vedere una scena di straziante sofferenza, per provare ribrezzo e insieme piacere. Continua a leggere

Colpo di testa 07 / La selfie-mania e l’uomo di superficie

Corriere di Como, 15 novembre 2016

«Smartphone, smartphone delle mie brame, chi ha la più bella immagine del profilo del reame?»

«Smartphone, smartphone delle mie brame, chi ha la più bella immagine del profilo del reame?»

Secondo uno studio del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), l’Italia è seconda solo agli Stati Uniti nella classifica dei Paesi in cui si fanno più selfie condivisi poi su Instagram, il social network dedicato alle immagini. Ma se misuriamo il dato in rapporto al numero di abitanti, l’Italia diventa di gran lunga la prima in classifica. Voglia di fotografarsi. Perché? La risposta a questa domanda non è univoca. Eppure sembra innegabile che la selfie-mania nasce e cresce a dismisura, solo perché ci sono gli strumenti di diffusione di massa delle fotografie: la ricerca del Cnr ha monitorato un numero impressionante di scatti fatti a se stessi, con le condivisioni che viaggiano a un ritmo di 17 mila l’ora. Continua a leggere

Perseveranza e agitazione

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

autunnoPer finire al centro di un programma televisivo sui misteri che affascinano, alla profezia di Gesù manca un tassello importante. Non c’è la data. «Verranno giorni…», già ma dicci, caro Gesù, in quale giorno esattamente, e, se puoi, anche l’ora così non prendiamo impegni! Evidentemente Gesù non ha interesse a finire nell’elenco dei vaneggiamenti circa il giorno della fine del mondo. Il suo intento non è affatto quello, e ce ne accorgiamo subito perché i segni che egli descrive vanno bene per ogni epoca storica, compresa la nostra. E poi, magistralmente, con l’arte del vero oratore, Gesù aggiunge: «Ma non è subito la fine». Se mi permettete un gioco di parole, anzi di articoli, vi dirò che a Gesù interessa metterci in guardia non tanto sulla fine, ma sul fine della storia. La fine non è adesso e non è subito, mentre il fine è già adesso, è subito. Continua a leggere