Accetto che la mia vita sia inquietudine

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Baia di Ieranto verso i Faraglioni © Agostino Clerici

Domande. Gesù le rivolgeva ai discepoli. Per rispondere alla prima bastava conoscere che cosa pensasse la gente di Gesù, e non era difficile intrufolarsi in qualche capannello in cui si parlava di Gesù. Per rispondere alla seconda domanda bisognava aver fatto due viaggi interiori: non più raccogliere pareri all’esterno, ma valutare ciascuno la propria relazione personale con Gesù e soprattutto verificare la «vita comune» del gruppetto di discepoli che lo seguiva fedelmente. Infatti la domanda è rivolta alla seconda persona plurale: «Voi…». E sembra di capire che è questa la domanda che Gesù considera più importante e da cui s’aspetta una risposta.

Ebbene, lasciamole lì queste domande, perché oggi non sono più proponibili come le propose Gesù quel giorno ai discepoli. Egli camminava in mezzo alla gente e aveva un gruppo di persone che lo seguiva. Oggi la prima domanda rischia di essere girata  all’IA (intelligenza artificiale) e ridotta ad un sondaggio sulla figura di Gesù. Pietro risponde alla seconda domanda inserendola in un contesto religioso particolare, quello di un popolo che attendeva da Dio la realizzazione di un sogno, il Messia: Pietro riconosce in Gesù il Messia, (Cristo è la traduzione in greco), ma poi va oltre e aggiunge «Figlio del Dio vivente». Anche in questo caso tutto potrebbe ridursi oggi ad un dibattito culturale sull’identità di Gesù. Gli ultimi due secoli ne sono pieni. Credo che sia una cosa che non appassioni molto la gente e men che meno i cristiani, anche se qualche libro dedicato a Gesù è ancora un best seller.

Diventa fondamentale per noi allora una terza domanda, che vi faccio io: «Questa importantissima scena evangelica che significato ha per me? Che significato ha per noi?». La risposta di Pietro può aiutarci in vista di una riflessione che prima o poi faremo. Pietro dice a Gesù: «Tu sei un dono oltre ogni desiderio, tu sei un di più, tu sei sì il Messia, ma non il Messia che noi abbiamo impacchettato e previsto, tu sei Dio che vive in mezzo a noi con la tua vita imprevedibile». Se volessimo usare una espressione agostiniana, potremmo dire così: «Tu sei il Signore e da te accetto – accettiamo – che la nostra – la mia vita – diventi inquietudine».

La fede di chi non crede

Raponzolo chiomoso (AC)
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Il drago rosso e la donna vestita di sole

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La prima lettura (tratta dal libro dell’Apocalisse) è un testo di non facile interpretazione. Si parla di due segni «nel cielo», ovvero si vuole riferire il compimento della storia.

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La potenza di Dio

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Salendo la val Venegia (Foto AC)

Il tema che viene affrontato dalla pagina evangelica di Matteo che oggi ci viene proposta è quello della potenza di Dio.

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Il poco condiviso basta. E ne avanza pure!

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Stelle alpine nel prato (Foto AC)

Ricordo di aver dato una interpretazione del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci che puntava non tanto sul sensazionale e seguiva una logica particolare che è quella della condivisione. Per farla breve, che cosa accadde quel giorno?

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In ricerca con l’acqua del fiume Brenno

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Il tesoro è l’acqua, sta sotto la roccia e nessuno può portare via la sorgente, Le sorgenti del fiume Brenno sono poco sotto il passo del Lucomagno all’Alpe Pertusio (Foto AC)

Ecco due piccole parabole che sembrano la fotocopia l’una dell’altra. Non è così. Il cercatore di pietre preziose sta dentro una logica ben precisa: quello è il suo mestiere, trovare perle preziose, e quando ne trova una di valore eccezionale, il gesto di vendere tutti i suoi averi per comprarla è un comportamento azionale.

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Dov’è il foglio dei buoni e dei cattivi?

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(Foto AC) Doronico dei macereti e il lago del Corno Gries.

Non vi sembra che questa storia assomigli alla nostra vita? La parabola del seminatore poteva lasciare spazio ad una retorica del terreno buono. Ma tutto si svolgeva alla luce del sole.

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In spiaggia a sentir parlare di semi…

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Pale di San Martino dal punto culminante della Val Venegia (Foto AC)

Sembra che Gesù abbia sbagliato strategia. Uscito di casa, va in riva al mare. Subito arriva tanta gente per ascoltarlo. E già questa è una buona notizia. Noi stiamo nella nostra casa e aspettiamo che siano gli altri ad arrivare. E la gente non arriva, la folla non si crea.

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La leggerezza del peso, che fa volare…

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Per fotografarlo vicino al Sidelen ho dovuto risalire con il… giogo giusto, Perché lui saltava, io no. Ma ci siamo divertiti tutti e due (Foto AC ©)

Un ragazzo sapientino mi ha messo in difficoltà. Dopo aver proposto queste parole di Gesù – con quella immagine del giogo che citiamo senza conoscerne realmente il significato – mi ha detto: «Quindi Gesù sapeva spiegare la leggerezza del peso».

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