Colpo di testa 93 / Maggiolini, «vescovo gagliardo»

Corriere di Como, 13 novembre 2018

L’11 novembre di dieci anni fa si spegneva la voce di mons. Alessandro Maggiolini. Io, che ne fui anche il “portavoce” – e in questo compito rimasi perlopiù… disoccupato, visto che il vescovo di Como la voce sapeva portarsela da solo nell’arena dei media – vorrei ricordarlo nello spazio di un breve articolo, alla luce anche della commemorazione ufficiale avvenuta domenica pomeriggio in Duomo. Continua a leggere

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Poco… tanto… tutto!

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Che cosa succedeva in quella parte del tempio detta “sala del tesoro” in cui si svolge la scena raccontata dal vangelo? Lì avveniva la consegna delle offerte destinate al culto e alla solidarietà. Vi erano tredici salvadanai a forma di tromba e su ciascuno di essi era scritta la particolare destinazione delle offerte. Gli offerenti non deponevano personalmente le offerte, ma le consegnavano ad un sacerdote incaricato, indicando ad alta voce la cifra e la destinazione. Continua a leggere

Colpo di testa 92 / La tutela della natura è prerogativa dell’uomo

Corriere di Como, 6 novembre 2018

Nei giorni scorsi mi sono commosso nel vedere in rete un filmato che ritrae la strada che da Paneveggio sale al passo Rolle, segnata da una serie continua di abeti rossi sradicati o spezzati dalla forza del vento. Conosco molto bene quella zona per averci passato giorni bellissimi per più estati con i ragazzi della parrocchia. Secoli di rigoglio naturalistico atterrati in una notte di follia meteorologica.

Ora, la commozione che ho provato io da casa, o lo sconcerto, l’incredulità, e forse la rabbia che hanno manifestato gli abitanti di quei luoghi, sono reazioni specificamente umane. La numerosa colonia di cervi che abita stabilmente quei boschi così pregiati, disturbata e spaventata da quell’evento eccezionale, si è sicuramente già spostata in altre parti dell’immensa foresta di Paneveggio. Ma i cervi non si sono commossi come me. E nemmeno gli abeti che sono rimasti in piedi, forse proprio grazie agli alberi che davanti a loro sono caduti scaricando la forza del vento. Continua a leggere

Il segreto è amare se stessi

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Quello che Gesù promette allo scriba – «Non sei lontano dal regno di Dio» – è un bene assai prezioso. Eppure quest’uomo ha soltanto detto alcune parole sagge, rispondendo egli stesso ad una domanda che aveva rivolta a Gesù – «Qual è il primo di tutti i comandamenti?» – e a cui Gesù stesso lo aveva aiutato a rispondere. Quindi, anche soltanto sapere, che il comandamento più importante è amare Dio con tutto se stessi e amare il prossimo come se stessi, fa sì che non si sia lontani dal regno di Dio. Il che significa: essere sulla strada giusta, dentro la storia degli uomini, sulla via che conduce alla felicità. Continua a leggere

I «senza terra»

SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI

La parola «santo» in greco suona in un modo inconfondibile – aghios – il cui significato non lascia dubbi: «senza terra». In effetti a noi, istintivamente, la parola «santo» fa pensare al cielo. I santi ci richiamano il paradiso, e non è forse il paradiso, il cielo, la condizione da cui è assente proprio la terra? Se così fosse, tutto sarebbe facilmente spiegato: noi siamo in terra, i santi sono in cielo. Invece no: resta da spiegare come sono finiti in cielo i santi. Continua a leggere

Colpo di testa 91 / I genitori “numerati” tornano padre e madre

Corriere di Como, 30 ottobre 2018

Corsi e ricorsi. Anche la fredda burocrazia ha un’anima, una sorta di filosofia o etica di riferimento, che ispira il legislatore. Cambia l’orientamento, si modificano le disposizioni. La questione della firma sui documenti o sui moduli era rimasta ferma per decenni ad una formula, che conosco bene sin dalla mia infanzia: «Firma del padre (o di chi ne fa le veci)». Continua a leggere

L’essenziale

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Un cieco di nome Bartimeo sta lungo la strada alle porte di Gerico. Passa Gesù con molta folla. Il cieco si agita, urla. Gesù lo fa chiamare e lo guarisce, ed egli si mette a seguirlo sulla strada. Se dovessi dirvi che cosa maggiormente mi colpisce in questo racconto, ebbene, è quel balzo in avanti del cieco che si mette in piedi, gettando via il mantello, per andare da Gesù. Continua a leggere