Staccare la spina dell’affanno…

SEDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

L’interpretazione più diffusa di questa pagina evangelica conduce normalmente ad un bivio: Marta rappresenta la vita attiva, Maria è l’immagine della contemplazione. Bisogna decidere se stare dalla parte di Marta o dalla parte di Maria. Ed è onestamente difficile scartare Maria, visto che Gesù ha decretato che la sua è la parte migliore. Ebbene, dimentichiamoci questa lettura, perché Gesù non vuole affatto dividere i suoi discepoli in due parti e sceglierne una. Vuole soltanto confermare quanto ha appena detto al dottore della legge. Dobbiamo riprendere il brano di vangelo di domenica scorsa, quello delle due domande del dottore della legge e della parabola del buon samaritano. Continua a leggere

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Colpo di testa 125 / Passi giganteschi sulla Luna e piccoli passi sulla Terra

Corriere di Como, 16 luglio 2019

«Non voglio mica la luna», cantava Fiordaliso al Festival di Sanremo del 1984. La Luna la volevano americani e sovietici nella rincorsa allo spazio iniziata con la missione del russo Gagarin nel 1961 e praticamente conclusa il 20 luglio 1969 con l’allunaggio degli statunitensi Armstrong e Aldrin. Anni frenetici, tutti tesi al raggiungimento di un traguardo simbolico, che, a distanza di cinquant’anni, appare sempre più come un masso erratico nella prateria delle missioni spaziali che hanno preceduto e seguito quella di Apollo 11. Continua a leggere

Amore integrale

QUINDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Due domande, due risposte. Andiamo con ordine, perché altrimenti questa pagina evangelica rischia di essere ridotta ad una ricetta sociale, mentre è una proposta esistenziale globale. Prima domanda: «Che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» Lo scopo della domanda è la vita eterna, ovvero la salvezza integrale dell’uomo, non una semplice liberazione orizzontale. È una domanda verticale, quella del dottore della legge. Non domanda: «Dimmi come posso star meglio». No. La domanda riguarda la vita eterna, ovvero la dimensione della salvezza che naturalmente passa attraverso questa vita terrena ma non si lascia da essa definire. Continua a leggere

Colpo di testa 124 / Recinti evangelici, muri e protagonismi

Corriere di Como, 9 luglio 2019

I numeri dicono che la voglia di muri è aumentata. Quando cadde la Cortina di Ferro, se ne contavano 15, ora in tutto il mondo i muri sono 70 e altri 7 sono in costruzione. Ad averli contati e studiati è Elisabeth Vallet, docente di Geografia all’università canadese del Québec. Il presidente Trump l’ha citata per suffragare la sua decisione di costruire il muro con il Messico, ma sembra essersi dimenticato un particolare di non poco conto della ricerca della studiosa di Montréal, ed è la conclusione che i muri non funzionano, siano essi vere e proprie barriere o confini monitorati da droni, radar e satelliti. Continua a leggere

Le strategie dell’evangelizzazione

QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Questa pagina dell’evangelista Luca è importante perché ci svela le strategie dell’evangelizzazione, come Gesù ci vuole missionari nel mondo. Sono consigli che, presi alla lettera, sembrano un po’ strani, e di cui, pertanto, è necessario comprendere la logica, così da poterla applicare anche alle mutate condizioni storiche e culturali. Continua a leggere

Colpo di testa 123 / In gioco la sofferenza di minori e famiglie

Corriere di Como, 2 luglio 2019

«Angeli e Demoni». È stato dato questo nome ad una inchiesta della Procura di Reggio Emilia che indaga su fatti estremamente gravi. Se le accuse dovessero trovare conferma, ci troveremmo di fronte a un abisso di male che trasforma quelli che avrebbero dovuto essere angeli custodi in perversi demoni. Davvero una inchiesta umanamente devastante. Continua a leggere

Vino robusto, quello di Gesù!

TREDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Quello di oggi non è certo un «vangelo estivo» da ascoltare sotto l’ombrellone: non propone discorsi rilassanti e disimpegnati. Le parole di Gesù sono nette. Ci piacerebbe aggiungere un po’ d’acqua, ma il suo vino è talmente forte e robusto da impedire ogni attenuazione. Le parole di Gesù vanno prese così, come egli le ha pronunciate, e, semmai, accostate nella loro integralità alla nostra fragilità, come un punto di riferimento sicuro, come specchio in cui riflettere la propria vita, come bastone a cui appoggiare la propria caducità. Continua a leggere