Colpo di testa 118 / Scuola, politica e giochetti ideologici

Corriere di Como, 21 maggio 2019

Sui corpi ancora vivi delle notizie – che già hanno rivestito i fatti – piombano i due avvoltoi della politica e della Rete, spesso uniti da una insana alleanza. Succede sempre più spesso e la campagna elettorale (quando mai se ne è fuori?) è un incentivo aggravante. Prendiamo il caso della professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria, sospesa dall’insegnamento per due settimane (con dimezzamento dello stipendio) perché non avrebbe «vigilato» sul lavoro di alcuni studenti di 14 anni, i quali, in occasione della Giornata della memoria, avevano presentato un video in cui accostavano la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Continua a leggere

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Come io vi ho amati…

QUINTA DOMENICA DI PASQUA – Anno C

Non so voi, ma io resto sempre colpito quando sento Gesù chiamare l’amore «un comandamento nuovo». Dovrebbero tutti ribellarsi a questa definizione, almeno per due motivi. Il primo è che l’amore – nel modo di sentire comune – non è qualcosa che si comanda, ma è un sentimento che si prova e a cui si dà libero sfogo. L’amore è libertà, è superamento delle regole. Dire che è un comandamento significa negare l’amore. E poi – ed è un secondo motivo di sorpresa davanti alle parole di Gesù – nulla è più antico dell’amore. Continua a leggere

Colpo di testa 117 / La maggiore età della libertà di parola

Corriere di Como, 14 maggio 2019

«Non sono d’accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo». È una frase attribuita a Voltaire che viene spesso citata. Si badi bene: è una posizione che va ben oltre la semplice tolleranza e che mette in campo la volontà di difendere lo spazio di espressione dell’avversario. È una frase, che sicuramente esprime un caposaldo della civiltà democratica e liberale. Continua a leggere

Ascoltare e seguire il pastore…

QUARTA DOMENICA DI PASQUA – Anno C

A noi sembrerebbe chiaro che uno si può seguirlo se si è capito perfettamente il suo programma. L’importante è capire, l’essenziale è capire e, a furia di ripeterlo, finiamo per crederci. E non ci accorgiamo che, con l’assillo di capire, abbiamo smesso di ascoltare e di fidarci e di seguire. Gesù non ha dubbi: il problema non è capire, ma ascoltare; ascoltare uno che ti conosce bene e seguirlo. Tu lo ascolti, ma per davvero, facendo tacere le tue pretese, lasciando cadere le tue perplessità. Lo ascolti ad orecchie aperte, a cuore disponibile. Continua a leggere

Colpo di testa 116 / Il Medioevo non fu un’epoca buia

Corriere di Como, 7 maggio 2019

Che cosa c’entra il Medioevo con la camorra? Niente. Senonché tutte le volte che si vuole tacciare un comportamento, un fatto, una presa di posizione come arcaici e violenti, si dice che sono medievali, facendo scattare un luogo comune del giudizio negativo. Era accaduto poco più di un mese fa in occasione del convegno mondiale delle famiglie di Verona: «uno stile medievale», aveva sentenziato il vicepremier Luigi Di Maio. Pochi giorni fa, dopo la sparatoria avvenuta nel centro di Napoli (dove è rimasta coinvolta una bimba di 4 anni che lotta tra la vita e la morte), il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero de Raho, in una intervista ha dichiarato: «Queste sono scene da Medioevo». Continua a leggere

Noi e Simon Pietro

TERZA DOMENICA DI PASQUA – Anno C

Avete mai visto uno che pesca, stando sulla riva, dopo aver rimandato in mare i pescatori sulla barca ritornata vuota dopo una lunga notte? Avete mai visto uno che domanda da mangiare e poi ha già il pane e il pesce per preparare un pasto proprio a coloro a cui aveva domandato da mangiare? Sono due particolari di questa storia della «terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli dopo essere risorto dai morti». Il capitolo 21 del vangelo di Giovanni si conclude con un imperativo – «Seguimi» – che sembra riportare indietro la vicenda del pescatore Pietro di qualche anno: aveva già lasciato tutto per seguire Gesù, ora il Risorto gli riconferma la stessa richiesta, anche se era avvenuto qualcosa che sembrava aver rotto proprio quel «seguire», qualcosa di grave che lo aveva smentito. Continua a leggere

Colpo di testa 115 / La banalità del male e il mondo dei morti

Corriere di Como, 30 aprile 2019

Il caso di Manduria è davvero un episodio della banalità del male. Di un male stupido, che nella sua apparente inutilità è, però, capace di ferire e di uccidere. Antonio Stano, pensionato di 66 anni, è morto per estrema prostrazione e per colpevole abbandono, prima ancora che per le violenze subite da un branco di bulli, che agiva indisturbato da molti mesi. Spettrale anche la scena del suo funerale, voluto in forma privata dai familiari dell’uomo e celebrato in una chiesa diversa da quella prevista. Continua a leggere