Dio e Cesare

VENTINOVESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». È forse una delle frasi più citate del Vangelo, considerata importante e decisiva perché con essa Gesù offre una soluzione particolare del rapporto tra la religione e la politica, tra la Chiesa e lo Stato. Una soluzione che non era quella prospettata dal potere politico romano del suo tempo – che confondeva l’imperatore con una divinità – ma che sfuggiva anche alle insidie tese dai farisei. In effetti, la domanda fatta a Gesù è proprio per coglierlo in fallo. Continua a leggere

Annunci

Colpo di testa / 45 Certe cose non si fanno. Però si denunciano subito…

Corriere di Como, 17 ottobre 2017

«Una persona magnifica», Michelle Obama, 2013. «Produttore, predatore, reietto». Time, 2017. Sempre lui, Harvey Weinstein, nome che forse diceva qualcosa solo a chi mastica cinema e pochissimo a chi magari al cinema ci va. Potentissimo produttore cinematografico, grande fiuto per gli affari, molto attivo nel sociale e sostenitore del Partito Democratico. Continua a leggere

Un invito, quattro risposte

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Un’altra parabola. Non è più la vigna il luogo simbolico richiamato da Gesù, ma un banchetto di nozze regali. Non una semplice festa per il matrimonio di due sconosciuti, ma la festa per il matrimonio del figlio del re. La parabola procede in modo paradossale e Gesù avrebbe avuto almeno due occasioni per farla finire prima. Invece no. Continua sino alla scena dell’invitato che non indossa l’abito giusto per la cerimonia e, quindi, viene escluso dalla festa. Continua a leggere

Colpo di testa / 44 Il caso di Cesare Battisti e la giustizia sconfitta

Corriere di Como, 10 ottobre 2017

Un brindisi in direzione dei fotografi. Un sorriso ironico, quasi un gesto di sfida. È l’ultimo scatto della vicenda che da anni vede al centro Cesare Battisti, ex leader dei “Proletari armati per il comunismo” (Pac), condannato in via definitiva in Italia a quattro ergastoli in quanto autore personale o in concorso di altrettanti omicidi, e da 36 anni latitante prima nella Francia di Mitterand, poi in Messico e infine in Brasile. La foto lo ritrae all’aeroporto internazionale di Campo Grande a Rio de Janeiro, dopo aver lasciato Corumbà, la città dello stato del Mato Grosso do Sul dove era stato arrestato, forse mentre tentava di espatriare in Bolivia. Continua a leggere

Noi, popolo della vigna

VENTISETTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

«Sarà dato (il regno) a un popolo che ne produca i frutti». Siamo noi quel popolo, ma la vigna – il regno – ha fruttificato? Il commento alla pagina evangelica di oggi potrebbe riassumersi in questa domanda e in un esame di coscienza. La vigna – cui si riferisce Gesù, ma anche il profeta Isaia – è una delle immagini più belle di tutta la Bibbia: è l’immagine del popolo scelto da Dio per trasformare la storia in storia di salvezza; ma è anche l’immagine della Chiesa, il nuovo popolo radunato da Cristo; ed è pure l’immagine del mondo stesso in cui, come su una scena destinata a passare, si svolge questa parentesi terrena, così importante perché è l’unico tempo utile per produrre i frutti. Continua a leggere

Colpo di testa / 43 Il testacoda della democrazia

Corriere di Como, 3 ottobre 2017

«Non siamo cattivi. Vogliamo solo votare». Con le lacrime agli occhi, il calciatore del Barça e della nazionale Gerard Piqué è riuscito a condensare in poche parole la meraviglia del mondo intero davanti ad una inutile quanto brutale violenza messa in atto contro cittadini che volevano solo pacificamente votare. Un testacoda della democrazia spagnola, di cui avremmo tutti fatto a meno. Domenica in Catalogna doveva essere solo una giornata di consultazione popolare. Poi Madrid avrebbe potuto considerare le schede scrutinate come carta straccia, senza alcun valore legale, visto che il referendum era stato dichiarato illegittimo. Barcellona, invece, avrebbe potuto misurare l’effettiva entità dei cittadini favorevoli all’indipendenza, posto che il numero dei votanti fosse particolarmente significativo. Invece gli indipendentisti catalani cantano vittoria e i governanti madrileni si leccano le ferite… Continua a leggere

Questione di amore incarnato

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Si sente talvolta dire: «Sono credente, ma non praticante». Che cosa vuol dire? Spesso significa soltanto: non vado a Messa tutte le domeniche. Ma sotto sotto si nasconde un problema più grande, che potremmo riassumere con una domanda: è possibile non praticare qualcosa in cui si crede? Lasciatemi andare ancora più in profondità nella mia domanda: che cosa significa credere? Già, perché la prospettiva cambia, se il credere non è un semplice credere qualcosa ma è il credere in qualcuno. Continua a leggere