Colpo di testa 138 / Clima, sul Baradello torneranno le viti

Corriere di Como, 19 novembre 2019

Sembra che l’estate del 1540 in tutta Europa sia stata torrida, e una cronaca dell’epoca parla di un caldo quasi insopportabile: i ghiacciai si ritirarono, incendi divamparono dalla Francia alla Polonia e nella regione vinicola della Francia centrale i grappoli appassirono sulla pianta, tanto da costringere i vignaioli a vendemmiare con diverse settimane di anticipo rispetto agli inizi di ottobre. Continua a leggere

Pietra su pietra

TRENTATREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno  C

Pochi hanno ancora il coraggio di dire le cose che Gesù dice oggi nel vangelo, ma forse pochi sanno dirle come le dice lui. Probabilmente c’è qualcuno che sta magnificando il tempio di Gerusalemme nel suo splendore, e Gesù ne annuncia la distruzione (che di fatto avverrà nel 70 d.C.). Ma il suo non è catastrofismo. Quel tempio sta a cuore anche a lui, ma le pietre, pur belle, non possono costituire un fondamento di vita. Continua a leggere

Non c’è posto Giuseppe

AGOSTINO CLERICI, Non c’è posto Giuseppe. Il terzo segno, L’essenziale è visibile, Como 2019, pagine 48, euro 5,00

La figura di Giuseppe sembra un’ombra che s’allunga sulla scena dell’Incarnazione del Figlio dell’Altissimo. Invece egli fu un padre nel senso più pieno della parola. Come ebbe a dire Giovanni Paolo II, «san Giuseppe è stato chiamato da Dio a servire direttamente la persona e la missione di Gesù mediante l’esercizio della sua paternità». Purtroppo la letteratura apocrifa lo ha descritto come un vecchio vedovo a cui fu data in custodia Maria per conservarne intatta l’illibatezza. Questo libro vuole riabilitare Giuseppe da questa caricatura disumana e ridonargli lo spessore di un uomo, sposo e padre autentico e non semplicemente «putativo». Il racconto breve ce lo rappresenta di fronte all’inspiegabile rifiuto patito a Betlemme – dove, sia chiaro, Giuseppe non era affatto profugo – e all’incredibile povertà di una mangiatoia per animali ove ebbe i natali suo figlio, il Figlio di Dio. Due segni – e Maria sa leggerli meglio di Giuseppe – si dipanano subito, mentre c’è un terzo segno che trova la sua luce solo alla fine, dopo che per trent’anni la casa di Nazaret è stata la mangiatoia discreta e serena per un figlio cresciuto nell’umanità e nella fede di un popolo in attesa del Messia. Il racconto si legge d’un fiato e regala il sapore del Vangelo. Un inedito vangelo secondo il padre, Giuseppe.

Colpo di testa 137 / La cascina esplosa, il tesoro e il cuore

Corriere di Como, 12 novembre 2019

«Che cosa non si fa per i soldi!». Se non vi fossero tre vite stroncate, verrebbe da commentare così l’esito della vicenda dell’esplosione che ha distrutto la cascina di Quargnento in provincia di Alessandria. Ciò che era stato ventilato come una ipotesi, sarebbe ora il contenuto della confessione del proprietario della cascina, Giovanni Vincenti: «Sono stato io, ma volevo solo i soldi, non volevo uccidere nessuno». Continua a leggere

«Terrenità» ed eternità

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La storiella della “vedova ammazzamariti”, che viene raccontata a Gesù da alcuni sadducei, è sicuramente inventata e serve solo come pezza giustificativa a questo gruppo di sacerdoti aristocratici per dimostrare l’impossibilità della risurrezione della carne. Siccome non è possibile risolvere il problema della appartenenza coniugale di quella donna – l’hanno avuta in sette! – allora tutto deve risolversi nell’aldiquà e non è affatto necessario che Dio risusciti il corpo. Continua a leggere

Colpo di testa 136 / La caduta del Muro e le grandi delusioni

Corriere di Como, 5 novembre 2019

La notte del 9 novembre di trent’anni fa cadde il Muro di Berlino. Costruito a partire dal 1961 nel pieno della guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, rimase in piedi come simbolo di una divisione ideologica che paralizzava il mondo intero. Il 1989 rappresenta, pertanto, una data importante che segna un cambiamento che ve ben oltre la riunificazione delle due Germanie. Continua a leggere

Zaccheo e Gesù

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Zaccheo è un personaggio che ci risulta simpatico. Forse perché ce lo immaginiamo, piccolo di statura,o rende anche un po’o e anche un po’ – ci  in maginiamo piccolo di staturaquel suo gesto di salire su un albero, che lo rende anche un po’ ridicolo. In realtà, Zaccheo – ironia della sorta, il suo nome significa «puro» – era un personaggio temuto ed odiato a Gerico, in quanto era il capo degli esattori delle tasse per conto dell’invasore romano e si era grandemente arricchito alle spalle della povera gente. Continua a leggere