Isaia e Giovanni, frecce dell’attesa

SECONDA DOMENICA DI AVVENTO – Anno A

Tre Cime di Lavaredo – Foto AC

Il profeta Isaia è un uomo che spera, pur vivendo in un periodo di crisi che sembra insormontabile. Deluso dagli eventi più recenti, invita a gettare lo sguardo su un nuovo germoglio: i verbi sono al futuro, ma la novità verrà da un tronco le cui radici sono ben presenti nella storia del popolo che Dio si è scelto.

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Il primo Natale di sant’Agostino

AGOSTINO CLERICI, La corsa del Sole. Natale tra passato e futuro, EèV, Como 2022, pagine 192, euro 15.00

Da poche settimane è disponibile il mio ultimo libro, un racconto storico ambientato nella Roma della fine del quarto secolo (precisamente nel 387) cui fanno da cornice alcune riflessioni sull’origine della festa cristiana del Natale. Spesso le mie pubblicazioni fanno riferimento al Natale e questo si spiega con il proposito – che da anni perseguo – di dare rilevanza all’Incarnazione di Gesù Cristo come evento insieme storico e cosmico che sta al centro del disegno della salvezza. Gesù è venuto ad abitare in mezzo a noi per tirare il filo che dalla creazione conduce al compimento. Egli è alfa e omega, principio e fine: per mezzo di lui e in vista di lui tutto è stato creato.

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Quando l’amore prende il potere

NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL’UNIVERSO – Anno C

Ogni volta che l’anno liturgico si chiude, siamo invitati a celebrare questa festa dal nome strano. Non solo perché il riferimento ad un re è anacronistico. Ma soprattutto perché i vangeli ci presentano Gesù tutt’altro che come un re, e la scena che ci è stata appena offerta non si direbbe descrivere la morte di un re, e per giunta re dell’universo, crocifisso in mezzo a due malfattori.

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Segnali verso il fine della vita

TRENTATREESIMA DOMENICA DELTEMPO ORDINARIO – Anno C

Il discorso di Gesù prende avvio da alcune considerazioni che egli fa sul tempio di Gerusalemme, di cui gli ebrei andavano orgogliosi: «Non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». In effetti, quarant’anni più tardi il tempio sarà distrutto.

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Il «sempre» comincia «oggi»

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Prauleta

La pagina evangelica che abbiamo ascoltato per essere adeguatamente compresa avrebbe bisogno di qualche informazione circa un dibattito che esisteva all’interno della religione ebraica tra coloro che sostenevano la risurrezione dei morti (i farisei) e coloro che la negavano (i sadducei).

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Defunti, «pensionati» della vita

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI

Foto AC – cimitero di Sacun

Non si parla di morti ma di defunti, da commemorare, da ricordare insieme. Ora «defunti» è una parola, che sta ad indicare coloro che hanno terminato il loro impegno, che hanno svolto il loro compito. Il defunto è una specie tutta particolare di «pensionato» che non deve più rincorrere la vita, perché finalmente l’ha raggiunta nella sua pienezza.

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La lavatrice dell’Agnello

TUTTI I SANTI

Foto AC – panorama dal Seceda

I Santi che celebriamo oggi sono proprio tutti, quelli che sono stati innalzati agli onori dell’altare e quelli che la santità l’hanno vissuta nel nascondimento. La santità non è una condizione che si raggiunge, ma è una tribolazione che si vive giorno per giorno.

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Gerico, luogo di incroci

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Daunei

Quello che accade a Gerico è l’incrociarsi di due movimenti di ricerca, di due sguardi: l’uno, quello di Zaccheo, che si è nascosto nel fogliame di un albero, perché è piccolo e forse solo curioso, vuole vedere Gesù senza essere visto da lui; l’altro, quello di Gesù, che non solo vede Zaccheo, ma vuole guardarlo in volto, e per questo lo invita a scendere perché ha deciso di invitarsi a casa sua.

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La battaglia dentro di noi

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Larici nel cielo autunnale

La logica della contrapposizione non ci aiuta a cogliere il messaggio della parabola. Forse faremmo bene a partire da una constatazione: i due personaggi convivono in noi come due atteggiamenti entrambi possibili.

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