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Parto da un ricordo della mia fanciullezza. D’estate venivano organizzate (da grandi aziende, comuni o enti sociali e religiosi) periodi di vacanza al mare o in montagna per bambini e ragazzi. Erano chiamate «colonie».
Ricordo che la disciplina di centinaia di ragazzi era impostata in modo simil-militare. Il mio ricordo si riallaccia al brano evangelico di questa quarta domenica di Pasqua che è sempre tratto dal vangelo di Giovanni al capitolo 10: è la domenica del buon pastore. Mi vengono in mente le «colonie» perché Gesù inizia il suo discorso, pronunciato subito dopo la guarigione del cieco nato, con l’immagine del recinto delle pecore, recinto di cui afferma di essere la porta. Ecco, l’esperienza delle «colonie» io la ricordo come un’esperienza di recinto.
Si stava gran parte della giornata dentro la Casa che ci ospitava e si usciva solo per una rara passeggiata in montagna o per andare in spiaggia dove un piccolo recinto era creato anche in mare con corde e bandierine per delimitare la zona in cui si doveva restare a fare il bagno, perché poi il fondale era profondo. Naturalmente tutti questi recinti avevano uno scopo cautelativo.
Mi domando sempre: ma la Chiesa non è vissuta forse come un recinto? Trattiene e salva le pecore che sono dentro e va a cercare anche altre pecore per metterle nel recinto. Mi domando: è questa azione di portare altre pecore nel recinto ciò che chiamiamo missione? Credo proprio che molti pensano che sia così, per cui si tengono alla larga dalla Chiesa oppure se già ci sono, cambiano recinto, cambiano gregge. Davvero? Sicuri che la Chiesa, posto che lo sia, sia l’unico recinto? Basta guardare la multinazionale del divertimento – che con una traduzione libera potrebbe indicare proprio la libertà che si ottiene cambiando recinto – per comprendere che cosa intende Gesù, quando dice: «Io sono la porta delle pecore». La porta fa entrare e fa uscire.
A me Gesù pare di vederlo, davanti a tutti, slanciato, sicuro, che ci spinge fuori dai nostri recinti. Lo confessa: «Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Sìgnore Gesù, ci manca la vita. Tu che sei la via e la verità dacci la vita e daccela in abbondanza. La tua Chiesa non sia una «colonia»!









