Nel mio nome…

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Nel mio nome». Gesù ripete tre volte questa espressione, e la considera come vero criterio discriminante tra chi è con lui e chi è contro di lui. Importa di meno, a questo livello, che si faccia parte esplicitamente di una comunità targata, quanto l’essere, il parlare e l’agire nel nome di Gesù.

Dobbiamo comprendere bene questa espressione. Per noi, oggi, il nome equivale a qualcosa di superficiale, una parola dietro cui può esserci anche il nulla… Se ne dicono tante di parole e si può fare una cosa «nel nome» di chicchessia anche per puro interesse di facciata. Continua a leggere

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Colpo di testa 86 / San Carpoforo vittima del presente

Corriere di Como, 25 settembre 2018

Il presente occupa la mente e ne usa tutte le risorse. La nostra società, pur con le molteplici acquisizioni che il progresso le ha messo a disposizione, non riesce a liberarsi da questa ansia per l’oggi. Anche alla politica si continua a chiedere di occuparsene in modo urgente ed efficace. Certo, il futuro lavora sui desideri e li sa plasmare come la molla di un presente che è avvertito sempre più come deludente o almeno insoddisfacente. Il passato, invece, è al palo. La storia – quella che dovrebbe essere magistra vitae – rischia di rimanere nei libri o di diventare semplice tassello di una progettualità turistica (e, sia chiaro, è uno sbocco importante per una città come Como, che al turismo deve molta della sua ricchezza). Intendo qui la storia come pilastro di una dimensione culturale della vita, come seme di una pianta sempre meno coltivata. La calamita del presente è troppo potente, e la storia con i suoi manufatti – e le sue storie – finisce con l’essere considerata un lusso culturale che, con tutti i problemi che abbiamo di primaria sopravvivenza, non possiamo permetterci.

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La logica del bambino

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Gesù e i discepoli camminano insieme. Ma l’unità tra di loro è solo apparente. Quando giungono a Cafarnao, ancora una volta viene a galla la loro incomprensione del destino che Gesù va annunciando. Egli parla di un destino di rifiuto, morte e risurrezione. Essi discutono su chi tra loro fosse il più grande. Proviamo ad immaginare come si sia sviluppata concretamente questa discussione. Pietro poteva vantare l’elogio di Gesù dopo la professione di fede («Tu sei la roccia»!), Giacomo il maggiore era parente di Gesù, Giovanni era il discepolo più amato, Giuda teneva la cassa, e così via. Continua a leggere

La logica di Dio

VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Abbiamo appena ascoltato il racconto di quella volta in cui Gesù mandò al diavolo Pietro. Sì, proprio così. L’apostolo aveva appena dato la risposta giusta alla domanda su chi è veramente Gesù (e l’aveva data pensando secondo Dio e non secondo gli uomini), ma poi aveva voluto dare qualche consiglio al Cristo circa come doveva comportarsi per raccogliere il successo (e qui si era messo a pensare secondo gli uomini e non secondo Dio). Continua a leggere

Colpo di testa 84 / Cinema, sale pubbliche e visioni private

Corriere di Como, 11 settembre 2018

Confesso di non essere un cinefilo. È da un po’ di anni che non entro in una sala cinematografica. E non sono nemmeno abbonato ad alcun canale tematico che manda in onda film on demand. Guardo saltuariamente qualche pellicola trasmessa in chiaro dalla televisione generalista. Scrivo da non esperto di cinema, dunque. Immagino che anche in questo campo, però, a guidare le scelte di un carrozzone immenso e variegato ci siano i soldi. Continua a leggere

Effatà

VENTITREESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Uno che non può né parlare né ascoltare è davvero tagliato fuori dal gioco della vita. Ecco perché questo miracolo di guarigione del sordomuto lo ascoltiamo sempre volentieri. Eppure dovremmo saper andare oltre l’episodio prodigioso per cogliere in esso almeno due attualizzazioni che ci riguardano. Continua a leggere