Domenica di Pasqua. Maria, la risurrezione e il Risorto…

Maria di Magdala va al sepolcro «quando era ancora buio». È sola. A differenza degli altri racconti della risurrezione, che parlano di donne che vanno insieme di mattino per ungere il cadavere di Gesù, l’evangelista Giovanni ci ha già detto che tutto si è svolto dopo la deposizione dalla croce e prima della sepoltura. Maria di Magdala non va al sepolcro per compiere un gesto pietoso verso un cadavere, non è preoccupata di come togliere la pesante pietra posta all’ingresso. Bisogna riconoscere che Maria di Magdala è mossa solo dall’amore, quell’amore che fa cercare l’amato anche quando tutto sembra perduto. Ella ha assistito da vicino alla crocifissione e alla morte di Gesù, ha visto, ha pianto, ha provato la disperazione e lo sconforto di chi si vede sottrarre una persona importante (Gesù l’aveva guarita, Gesù l’aveva salvata, le aveva donato una nuova vita). Eppure dopo un giorno intero – il sabato – passato nel silenzio e inoperoso (come del resto prescriveva la Legge), eccola già in cammino il mattino presto. L’amore cammina sempre, non smette mai di cercare…

Maria di Magdala è l’icona più bella della donna che ama, che non si rassegna, che cerca una vicinanza fisica anche nella morte. Forse ella vuole soltanto questo: essere più vicina al suo Signore, piangere lì davanti alla tomba, ricordare, pregare. Non le basta farlo stando a casa. Vuole essere vicina. Le parole con cui avvisa Simon Pietro e Giovanni «che la pietra era stata tolta dal sepolcro» sono significative: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Ella mette in moto la corsa degli apostoli, quando ormai non era più buio, quando il sole era già sorto. Ma quelle parole rivelano il suo stato d’animo, il suo intenso amore per il Signore. Le sembra che gliel’abbiano portato via una seconda volta: prima l’hanno appeso alla croce ed ora l’hanno sottratto al sepolcro. Maria di Magdala non si accontenta di un’idea, di un ricordo. Ella si è attaccata alla vita di Gesù, ella dipende dalla carne di Dio, ella ha stretto un legame personale con il Maestro. Per lei Gesù è qualcuno da cercare e, se non lo trovi più, è qualcuno che ti hanno portato via. Invece di costruire maliziose fantasie su quali fossero i rapporti tra Gesù e Maria di Magdala (come è stato fatto in ricostruzioni letterarie e cinematografiche), ci sarebbe da domandarsi se per noi, se per me, Gesù – pure morto e sepolto – vale quanto vale per Maria. Se abbiamo la sensazione che in questo mondo così smarrito e confuso, ce l’abbiamo portato via, il Signore, un Signore pure emarginato e considerato morto e sepolto. Se ci preoccupiamo che il nostro Occidente, la nostra Europa, la nostra Italia abbia culturalmente e spiritualmente estromesso Gesù dal suo orizzonte.

Pietro e Giovanni – gli altri due sulla scena – corrono al sepolcro. Essi entrano a guardare la scena. Si dice che Giovanni «vide e credette». Qui termina la pagina evangelica che ci è stata proposta. Ma quel che segue ci aiuta a capire. Si dice che «i discepoli se ne tornarono di nuovo a casa». Che cosa avevano creduto? Che il cadavere di Gesù era stato portato via, oppure che Gesù era risorto? Non lo sappiamo con certezza. Forse erano comprensibilmente confusi e cominciavano ad affiorare in loro le parole dette da Gesù, che parlavano di una risurrezione dopo tre giorni. Sta di fatto che tornano a casa. Maria, invece, «stava all’esterno, vicino al sepolcro» e lì avverrà quell’incontro personale che ella tanto desiderava. I discepoli «tornarono», Maria «stava». Stava vicino al sepolcro come stava sotto la croce. Maria non smette di stare, non smette di cercare. Questa è la sua grandezza di donna e di credente. Non ancora credente che crede, ma già credente che cerca. E credere è cercare. I due discepoli forse già credevano nella risurrezione di Gesù. Ma a Maria di Magdala la risurrezione non bastava, ella cercava il Risorto. Per questo non tornò a casa, per questo «stava vicino al sepolcro», al luogo dove l’avevano posto, l’ultimo luogo certo della sua presenza. Ogni anno, quando celebriamo la Pasqua e udiamo nuovamente l’annuncio della risurrezione, dobbiamo imitare questa donna nel suo amore premuroso e tenace. È solo cercando il Risorto che si annuncia la sua risurrezione.

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2 thoughts on “Domenica di Pasqua. Maria, la risurrezione e il Risorto…

  1. Ho potuto leggere solo ora questo testo: sotto le sue parole scorrevano anche le immagini di Maria Maddalena dello sceneggiato “Maria di Nazareth” appena andato in onda sulla RAI. Pur con alcune libertà narrative, mi ha colpito la figura di questa donna veramente “attaccata” a Gesù, “incollata” a Lui, tanto da non staccarsene neppure quando non lo trova più nel sepolcro, come dice Lei nel suo testo. Grazie, don Agostino, per la chiarezza delle sue argomentazioni e per l’umanità che traspare dai suoi testi.
    Mi piacerebbe sapere un suo parere su “Maria di Nazareth”. Grazie
    PINUCCIA

    • Purtroppo sono riuscito a vedere solo la parte finale della seconda puntata dello sceneggiato su Maria. Mi ha molto convinto la ricostruzione della madre di Gesù come discepola – amica della discepola Maria di Magdala – e depositaria della certezza della risurrezione. Certezza non razionale ma affettiva, in forza della fiducia riposta nella parola del figlio Gesù. Mi ha colpito Maria di Nazaret in quella sua presenza leggera, pacata, rassicurante nella casa in cui sono gli apostoli. Maria è così ancora oggi anche per noi, a lei affidati in Giovanni. Ma devo dire che mi sento molto vicino alla figura di Maria di Magdala, appassionata ed emotiva… nel suo attaccamento a Gesù.
      Mi riprometto di vedere tutto lo sceneggiato, che presto, magari, sarà disponibile in dvd.

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