Giovanni fa una confessione che ci suona un po’ strana. Dice di Gesù: «Io non lo conoscevo». Come è possibile? Erano parenti, Maria ed Elisabetta – le madri – si erano incontrate prima della loro nascita.
La festa dell’Epifania anticamente aveva tre contenuti: la visita dei Magi, il battesimo di Gesù, il miracolo di Cana. La Chiesa ha mantenuto il primo, legato cronologicamente all’infanzia di Gesù, spostando alla domenica successiva la memoria del battesimo del Signore, che fa da cerniera tra il tempo di Natale e il tempo ordinario.
Nel giorno dell’Epifania viene letto un testo particolare, una specie di promemoria con alcune date importanti di questo 2023 appena iniziato. Ma non vi sarebbe alcuna data da celebrare se il Signore non si fosse manifestato nella nostra storia: «La gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi».
«Il Signore faccia risplendere per te il suo volto». È l’augurio più bello che possiamo ricevere all’inizio di un nuovo anno. Che Dio ti sia vicino, che ti mostri il suo volto, che ti sorrida!
Lo so. Ci piace di più la pagina del vangelo di Luca che ci parla di Betlemme, con la mangiatoia, gli angeli e i pastori. Questa pagina del vangelo di Giovanni ci inquieta e pare adatta ad un aula universitaria più che ad una chiesa. Ma sbagliamo.
Giovanni Battista è in carcere e ha sentito parlare delle opere di Gesù. Sarà lui il Messia atteso? «O dobbiamo aspettare un altro?». La risposta di Gesù è altrettanto perentoria: «Riferite ciò che udite e vedete».
Una tra le più famose canzoni di Natale esordisce con parole che rischiano di fuorviarci: «Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo». Quasi Gesù fosse un semidio della mitologia greca che scende dal cielo!
Il profeta Isaia è un uomo che spera, pur vivendo in un periodo di crisi che sembra insormontabile. Deluso dagli eventi più recenti, invita a gettare lo sguardo su un nuovo germoglio: i verbi sono al futuro, ma la novità verrà da un tronco le cui radici sono ben presenti nella storia del popolo che Dio si è scelto.
AGOSTINO CLERICI, La corsa del Sole. Natale tra passato e futuro, EèV, Como 2022, pagine 192, euro 15.00
Da poche settimane è disponibile il mio ultimo libro, un racconto storico ambientato nella Roma della fine del quarto secolo (precisamente nel 387) cui fanno da cornice alcune riflessioni sull’origine della festa cristiana del Natale. Spesso le mie pubblicazioni fanno riferimento al Natale e questo si spiega con il proposito – che da anni perseguo – di dare rilevanza all’Incarnazione di Gesù Cristo come evento insieme storico e cosmico che sta al centro del disegno della salvezza. Gesù è venuto ad abitare in mezzo a noi per tirare il filo che dalla creazione conduce al compimento. Egli è alfa e omega, principio e fine: per mezzo di lui e in vista di lui tutto è stato creato.