La fede cristiana non è una religione

Vedi il video con la meditazione di don Agostino cliccando qui

La Palota (Foto AC)

Le parabole sono proprio un prodigio della parola, perché sanno continuare a parlare anche dopo secoli e offrire lo stesso messaggio entro contenitori culturali diversi.

Questa che abbiamo ascoltato è esattamente una parabola che Gesù dice in riferimento al popolo eletto che non ha saputo cogliere l’occasione di esserlo. Noi oggi forse siamo meno interessati a questo contesto sociale e religioso che per gli ebrei di allora era importante, eppure quando io ascolto questa parabola o la leggo e la medito nel mio cuore mi colpisce e quasi mi commuove una certezza di cui tante volte ci dimentichiamo e cioè che il cristianesimo è per tutti.

Il messaggio di Gesù non è una prelibatezza per pochi eletti, come di fatto è nel primo quadro della parabola. Invitati sono «cattivi e buoni» trovati lungo la strada e condotti nella sala delle nozze. «Tutti», dice la parabola. Esatto. Ma se il cristianesimo è per tutti perché allora siamo così pochi? Non è questo il luogo per rispondere a questa domanda. Eppure non posso nascondere la lucidità che ho trovato in un piccolo e prezioso libro che il filosofo Paul Ricoeur dedica ad alcune pagine del teologo Dietrich Bonhoeffer. Sono parole scritte qualche decennio fa, ma non hanno certamente perso la loro attualità.

Scriveva dal carcere quest’ultimo: «Stiamo andando incontro a un tempo completamente non religioso». Lo diceva degli uomini ma soprattutto lo diceva dei cristiani. Si riferiva al fenomeno del cristianesimo non-religioso. Quel cristianesimo cioè che aveva costruito tutto sulla liturgia, sulla predicazione, sulle parrocchie, sulla solidità della filosofia metafisica. In una parola, sulla religione. E ora a morire è proprio questa dimensione religiosa del cristianesimo.

Dobbiamo fare i conti con questa forma nuova del cristianesimo, superando le tentazioni del rigidismo moralistico e l’acuirsi della ricerca del sensazionale. Bisogna ripartire dall’uomo e da Gesù. La vera sfida – il cambiamento autentico – è predicare Gesù proprio a quest’uomo non-religioso, facendogli fare l’incontro con Colui che anche nella parabola è all’origine di tutto, il figlio del re che si sposa. Gesù, Figlio di Dio. Anche perché la fede cristiana non è una religione.

2 thoughts on “La fede cristiana non è una religione”

  1. Scrive don Agostino: “La vera sfida – il cambiamento autentico – è predicare Gesù proprio a quest’uomo non-religioso”. Ma allora il sito non è più solo lo spazio murario della chiesa, ma la casa, la piazza, il sentiero, la spiaggia…?

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  2. Nella religione lo sguardo parte dal basso; a guardare bene è l’uomo che fissa le regole dopo averle maturate secondo esperienze spesso tortuose, codificandole in riti che danno sicurezza e recingono.
    Ora c’è la radicalizzazione della religione , vista come tana protetta, oppure il rifiuto così come si rifiuta ogni autoritarismo
    Gesù apre orizzonti di libertà, ma le caviglie tremano nell’ affrontare tali sentieri che paiono sospesi. Bisogna fidarsi, bisogna tener fisso lo sguardo su Colui che è sorgente, strada e meta.

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