Origliare la realtà

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Nevaio estivo sotto il Sassolungo (Foto AC)

Ho ascoltato un gruppetto di persone che passava lungo la via, vociando. Parlavano della festa di tutti i Santi. Erano come arrabbiati, perché quest’anno cade in domenica. Non c’è alcun ponte.

Ma allora tu origli dalla finestra? Sì. Ma se origliare fuori dalla porta della casa altrui non va bene, origliare dalla finestra sulla strada dovrebbe essere il nostro lavoro di cristiani. Nel senso di cogliere la realtà che ci scorre attorno. In questa realtà dobbiamo entrare, cercando di essere trasparenti, soprattutto lasciando passare attraverso di noi la presenza di Dio.

E se questa fosse la santità? Santi sono quelli che hanno lasciato trasparire, che lasciano trasparire – perché di santi ve ne sono in mezzo a noi – la presenza di Gesù. Che permettono questo incontro che salva. Oggi è la festa della trasparenza di Dio. Oggi mi soffermo sulla prima lettura tratta dal libro dell’Apocalisse. I santi sono rappresentati in questa moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Bellissima questa espressione per dire che l’incontro con Gesù è per tutti.

Appartengono a culture diverse dalla nostra. È curioso, noi abbiamo una cultura e si capisce che l’abbiamo quando la nominiamo per opporci ad un’altra. Noi non sappiamo nulla della nostra cultura e non vogliamo interessarcene più di tanto. Invece bisogna partire dalla nostra cultura, dal nostro incontro con Gesù per farlo fare agli altri. Sono vestiti di bianco. Vengono dalla grande tribolazione.

Oh, che cos’è questa grande tribolazione? Può essere una condizione di emarginazione, una situazione di povertà, una violenza subita, una malattia. Vi dirò che per me è una grande opportunità. Dentro ogni tribolazione c’è un’opportunità. Non smetti di fare. Cambia quello che fai. Le vesti di questi santi sono bianche non perché si sono tenuti lontani dai luoghi in cui avrebbero potuto sporcarle. Hanno vissuto proprio lì dove le vesti si sporcano a contatto con la realtà. Guardate che di fronte alla realtà non si reagisce inventandosi degli ideali.

L’ideale parte dalla realtà. Altrimenti non è un ideale. Le vesti sono state rese candide dal contatto con il sangue di Cristo. È un paradosso per dire che la santità si acquisisce con la logica del servizio, dell’amore, con la logica di Gesù. Non sono santi perché sono stati moralmente perfetti. La santità è la serietà con cui ciascuno vive la realtà.

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