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Fanno di tutto per mettere alla prova Gesù. Un dottore della legge, ovvero uno di quelli che conosceva molto bene la Scrittura, chiede a Gesù di indicare qual è il comandamento più grande.
Questa domanda rivolta a Gesù, il quale sa benissimo che secondo la tradizionale concezione rabbinica tutti i precetti della Legge hanno un uguale valore, è il tentativo di fargli scegliere, di istituire cioè una graduatoria tra le numerosissime prescrizioni (erano 613 di cui 365 proibizioni e 248 comandi). Immaginiamo di essere all’ingresso di un palazzo di 613 piani e che ci chiedano di dire quale è il migliore. Ebbene, noi prendiamo l’ascensore e li saltiamo via tutti e seicentotredici per raggiungere il grande terrazzo da cui si gode l’incomparabile visione del tutto. Gesù compie esattamente questo percorso: non si perde tra le migliaia di finestre di questo o di quel piano e offre la finestra entro cui tutto sta. Ma non finisce qua. Dopo aver goduto della straordinaria bellezza di contemplare il mondo dall’alto, riprendiamo l’ascensore e scendiamo al piano – 1: lì c’è il fondamento della bellezza che abbiamo goduto dal terrazzo. Ecco, il grande comandamento non sta in nessuno di quei piani pur così numerosi e dettagliati, ma è sorretto da un fondamento che regala la possibilità di avere una visione immensa ma unitaria. Solo l’amore, l’amore di Dio e l’amore del prossimo e l’amore di sé stessi, vissuti nell’unico amore, sostiene il tutto. La risposta data da Gesù a quel dottore della legge vale anche oggi. La nostra legge, laicamente intesa, contiene molte prescrizioni, ma è soprattutto centrata sui diritti individuali con il risultato che il grande comandamento dell’uomo è la confusione perché ciascuno fa quello che vuole. Gesù forse avrebbe condotto anche l’uomo di oggi in quel palazzo, ma purtroppo l’ascensore non arriva più a percorrere tutti i piani che portano al terrazzo sommitale (quanti siano non lo so). Pochi sono disposti a salire le scale e così al nostro mondo, alla nostra cultura manca quella visione meravigliosa del tutto che si gode solo dal terrazzo. Ma soprattutto abbiamo smarrito il riferimento a quel piano – 1 e non sappiamo più dove sta il fondamento della vita.
Il.comandamenti più importante (fondamentale) ma certamente il più difficile: proprio oggi, dando grandissima importanza ai diritti della persona si è smantellata la solida base della solidarietà che è il concreto , primo passo dell’arte di amare.
Dio, poi, fonte e maestro d’ amore e stato allontanato dal nostro orizzonte.
Così l’ amore si riduce a un sentimento da soap opera, qualcosa che riguarda l’ intimità delle persone, un tu per tu così esclusivo da generare gelosia e qualche volta persino odio.
Amore è divenuta una parola ambigua, a volte mi sembra persino “insudiciata”. Nel Vangelo ritrova il suo significato originario, largo, saporoso.E diviene casa, orizzonte, sentiero.
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