Battesimo, Natale che continua

BATTESIMO DEL SIGNORE – Anno A

Foto AC

La festa dell’Epifania anticamente aveva tre contenuti: la visita dei Magi, il battesimo di Gesù, il miracolo di Cana. La Chiesa ha mantenuto il primo, legato cronologicamente all’infanzia di Gesù, spostando alla domenica successiva la memoria del battesimo del Signore, che fa da cerniera tra il tempo di Natale e il tempo ordinario.

E in effetti la scena al fiume Giordano con il battesimo di Gesù ad opera di Giovanni rappresenta una ripresa della manifestazione dell’identità di Gesù dopo i trent’anni passati nella casa di Nazareth. Come a dire: «Ve lo ricordate il bambino di Betlemme? Eccolo di nuovo qui, adulto, pronto a iniziare il suo ministero di salvezza!». Nel vangelo di Marco – in cui manca ogni riferimento all’infanzia di Gesù – l’episodio del battesimo sta addirittura al posto del Natale. Mentre, nel vangelo di Giovanni, la prima manifestazione della missione di Gesù è affidata al segno di Cana, la trasformazione dell’acqua in vino.

E questa festa che cosa dice a noi? Forse ci accade ogni anno che, nello spazio dei pochi giorni che passano dall’Epifania al Battesimo del Signore, noi ci dimentichiamo che il Natale non è una parentesi in cui mettere un giorno all’anno o poco più. E allora ben venga questa sorta di «bonus», ancora di sapore natalizio, che ci offre un Gesù non più bambino, ma adulto reso consapevole della sua missione. Una sorta di seconda Epifania, così come l’Epifania è un secondo Natale. Come a dirci: «Ve lo ricordate Gesù, adorato dai pastori e manifestato ai Magi? Ebbene, l’alone della poesia è svanito. O meglio, ha svelato il suo senso più profondo nelle acque del Giordano, ove Gesù si immerge per assumere pienamente la nostra natura umana».

Ne aveva bisogno? No. Lo fa in solidarietà con noi, per manifestare che la sua incarnazione è la fonte della nostra salvezza. Impossibile, allora, non pensare al nostro battesimo, che sta come un’epifania al principio della nostra vita. Che ne abbiamo fatto? È solo una data lontana? No, perché non siamo stati battezzati, ma siamo battezzati: il battesimo è il Natale che continua nella nostra vita.

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One thought on “Battesimo, Natale che continua

  1. BATTESIMO, NATALE CHE CONTINUA. La festa di oggi è ancora pienamente una festa del tempo di Natale. Don Agostino nel libro -Tredici giorni; da Natale all’Epifania- così spiega il suo significato profondo: “Gesù è adulto, ma egli conferma la scelta di salvare l’uomo diventando uomo”. E’ la via dell’Incarnazione il fondamento della nostra vita cristana…

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