«Nella Chiesa ci sono arrampicatori, e ce ne sono tanti… Ma sarebbe meglio che andassero verso nord e facessero l’alpinismo! È più sano! Ma non venire in Chiesa per arrampicarti!». Perbacco, chissà se aveva in mente qualche alpinista con nome e cognome, papa Francesco, quando un mese fa nella cappella della Domus Sanctae Marthae pronunciava queste parole nella sua quotidiana omelia. Lì vicino a lui, oltre le mura leonine, presumo che ce ne sia qualcuno di troppo, perché il luogo in cui abita il Papa attira sicuramente gli arrampicatori… Anch’io – che vivo al nord, sulle montagne – di questi alpinisti ne conosco qualcuno. Continua a leggere
Papa Francesco
Caso Mangiacasale. Aspettiamo ancora il botto della trasparenza!
La vicenda Mangiacasale è ritornata in primo piano in occasione della recente “comunicazione” (tra virgolette, perché non voluta da chi avrebbe potuto davvero comunicare) del decreto di Papa Francesco, che, concludendo il processo canonico, ha definitivamente dimesso dallo stato clericale l’ex-economo della diocesi di Como, accusato e reo confesso di violenza sessuale su minori, condannato a tre anni e mezzo, ora agli arresti domiciliari in attesa del terzo grado del giudizio penale.
Che cosa è successo subito dopo? Continua a leggere
Marco Mangiacasale: una scelta severa che taglia ogni sostegno al tentativo di minimizzare…
La notizia che papa Francesco in data 11 dicembre 2013 ha decretato la pena della “dimissione dallo stato clericale” per (don) Marco Mangiacasale è stata pubblicata ieri da un quotidiano italiano e confermata da un comunicato stampa della diocesi di Como. Riporto qui sotto il mio commento, così come è apparso sul quotidiano Corriere di Como di oggi, giovedì 13 febbraio 2014. Continua a leggere
Terza Domenica del Tempo Ordinario. Periferia, universalità e ferialità…
Gesù comincia il suo ministero pubblico, e lo fa in un modo tutto particolare. Il Figlio di Dio non parte dal centro. Non è nato a Gerusalemme e non comincia a predicare a Gerusalemme. Va nella periferia di quella Palestina, che già era la periferia dell’impero romano… «Si ritirò nella Galilea e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare». Un territorio di confine, dunque, quella «Galilea delle genti» in cui si mischiavano lingue e religioni e in cui il profeta Isaia aveva previsto l’irruzione di «una grande luce» per «il popolo che camminava nelle tenebre». Continua a leggere
Seconda Domenica del Tempo Ordinario. Ecco l’agnello di Dio…
La frase di Giovanni Battista ha trovato posto nel rito della Messa, proprio quando il sacerdote, alzando l’ostia, la presenta all’assemblea, dicendo chi è effettivamente Colui che si va a ricevere nella comunione: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo». Siamo abituati a sentire queste parole, ma ho il sospetto che non le comprendiamo. Ci colpisce l’immagine dell’agnello, che a noi dice istintivamente una dolcezza che commuove: che cosa c’è di più poetico di un agnellino da mettersi sulle spalle (come ha fatto qualche giorno fa’ papa Francesco)? Continua a leggere
Stavolta è papa Francesco che “copia” i parroci…
Leggo sui quotidiani di stamattina lo scalpore per il fatto che papa Francesco, ieri, nella festa del Battesimo del Signore, ha battezzato 32 bambini, tra cui Giulia Scardia, la figlia secondogenita di due genitori sposati con matrimonio civile. Certo, essere battezzati dal Papa nella Cappella Sistina sotto la volta michelangiolesca non è la stessa cosa che essere battezzati in un comune battistero di una parrocchietta sperduta nelle periferie del mondo. O no? Continua a leggere
La gioia del Vangelo nelle pagine di Papa Francesco…
In questi giorni dell’Ottava del Natale sto leggendo e rileggendo con attenzione l’esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii gaudium. Dal tempo della prima lettera enciclica di papa Benedetto XVI Deus caritas est non mi capitava di provare tanto entusiasmo nel leggere un documento del Magistero. In fondo anche questo è il primo vero documento di papa Bergoglio, perché nell’enciclica sulla fede era evidentissima l’impronta di papa Ratzinger. Continua a leggere
Santa Sede e papa Francesco, in cerca di una strategia comunicativa…
«Francesco non ha una strategia comunicativa: è semplicemente se stesso. Perciò va marcato a vista». Sono parole che leggo sulla rivista Credere del 10 novembre 2013, e a pronunciarle è padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica – che, a dire il vero, sembra essere proprio colui che maggiormente negli ultimi tempi ha guidato la strategia della comunicazione vaticana sui nuovi media (vedi i twitt del Papa). Sorprende questa affermazione – pur redatta nel genere letterario dell’intervista – da parte di una delle persone – gesuita pure lui – più vicine a papa Francesco. Sorprende alla luce anche della cancellazione sul sito della Santa Sede (http://www.vatican.va) – a partire da ieri, 15 novembre – del testo del colloquio tra papa Francesco e il fondatore del quotidiano Repubblica, Eugenio Scalfari. Continua a leggere
Priebke: un funerale e uno «scandalo» mancato…
Strana religione il cristianesimo, tanto che qualcuno ritiene che la parola “religione” sia addirittura un cappotto ingombrante per un messaggio che ha sconvolto il panorama religioso dell’umanità. Mi vien da pensarlo, alla luce della vicenda del mancato funerale di Erich Priebke. Ho espresso in un altro post la mia opinione in merito, cercando di fondarla unicamente sul Vangelo e senza negare le esigenze di una sua incarnazione nella necessaria prudenza delle scelte storiche e pastorali. Continua a leggere
Ventisettesima Domenica del Tempo Ordinario. Quanto è prezioso il servizio… inutile!
Quando ascolto le parole finali di questa pagina evangelica – «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”» – avverto sempre un po’ di fastidio per l’uso di quell’aggettivo che mi pare irrispettoso. Come, “inutile”? A che servo, se sono inutile? Continua a leggere