Dare a Dio un luogo in cui stare

TRENTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Due immagini ci offre la Parola di Dio oggi. La prima. San Paolo è imprigionato a Roma e confessa a Timoteo di sentirsi ormai a fine corsa. «Tutti mi hanno abbandonato». È sconsolante per chiunque avvertire questa solitudine nel momento del bisogno. Ma Paolo è rinfrancato dalla certezza di aver conservato la fede in quel Dio che, unico, gli è stato vicino e gli ha dato forza. La seconda immagine è legata alla parabola raccontata da Gesù: c’è un uomo nel tempio che si tiene a debita distanza da Dio e non osa nemmeno alzare gli occhi al cielo, mentre un altro uomo sembra proprio tenerlo a distanza con l’orgoglio delle sue opere che, invece – almeno così egli crede – lo avvicinerebbero a Dio. Continua a leggere

Umiltà e gratuità

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La pagina evangelica appena ascoltata ci affida due messaggi. Il primo ci rivela chi è Dio e come Egli si mette in rapporto con noi. È importante cogliere questo messaggio, perché è Dio stesso in Gesù Cristo che ci svela qualcosa di sé, qualcosa che altrimenti sarebbe rimasto nascosto. Notando la ressa che fanno gli invitati per accaparrarsi i primi posti nella sala da pranzo, Gesù invita a fare esattamente il contrario, partendo dall’ultimo posto. Continua a leggere

Le virtù del Siracide

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Grigne dai Piani d'ErnaOggi vorrei soffermarmi sulle parole della prima lettura (tratta dal libro del Siracide), perché esse trasudano una saggezza che non siamo più abituati ad ascoltare e che troverà in Gesù un’incarnazione perfetta. In una parola, il sapiente Siracide consiglia l’atteggiamento della modestia, una virtù dimenticata e non più insegnata. Anzi, si ha l’impressione che talvolta l’educazione vada nella direzione opposta. Frasi tipo «Cerca di emergere, fatti strada, non guardare in faccia a nessuno, non farti calpestare, ecc.» non sono rare sulla bocca dei genitori e non sono proprio improntate alla modestia. Il mondo patinato dei vip e delle star del cinema e dello sport non sa nemmeno che cosa sia la modestia e veicola stili di vita che i nostri ragazzi inseguono, e non solo loro: anche tanti adulti vivono al di sopra delle loro possibilità…  Continua a leggere

Ventiseiesima Domenica del Tempo Ordinario. Umiltà, unanimità e gioia…

C’è ancora la vigna nel vangelo di questa domenica. Stavolta, però, è la vigna in cui siamo mandati a lavorare dal padre. È la nostra vigna. E noi siamo figli. Nella parabola ascoltata domenica scorsa c’era una sola possibilità: il padrone usciva in piazza a tutte le ore, chiamava i disoccupati, e, raggiunti dalla sua richiesta, si andava a lavorare. Il figlio crede di avere una possibilità in più, visto che la vigna è sua, è quella di suo padre: può obbedire e può disobbedire. Anzi, può dire di sì e poi non andare, e può dire di no e poi pentirsi e andare. Continua a leggere

Santa Famiglia. La pace di Cristo dentro la famiglia…

Le letture in questa domenica sono ricche di insegnamenti che hanno al centro la famiglia ed i rapporti tra i membri che la compongono. Siamo soliti lamentarci che il nostro mondo ha marginalizzato la famiglia e oggi si cerca, anche e soprattutto sul piano legislativo, di equipararla ad ogni tipo di unione affettiva. Ma, in questa festa natalizia, dobbiamo domandarci come la viviamo noi, che ancora crediamo nella famiglia come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio. Continua a leggere

Ventisettesima Domenica del Tempo Ordinario. Quanto è prezioso il servizio… inutile!

Quando ascolto le parole finali di questa pagina evangelica – «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”» – avverto sempre un po’ di fastidio per l’uso di quell’aggettivo che mi pare irrispettoso. Come, “inutile”? A che servo, se sono inutile? Continua a leggere