«Nella Chiesa ci sono arrampicatori, e ce ne sono tanti…»

«Nella Chiesa ci sono arrampicatori, e ce ne sono tanti… Ma sarebbe meglio che andassero verso nord e facessero l’alpinismo! È più sano! Ma non venire in Chiesa per arrampicarti!». Perbacco, chissà se aveva in mente qualche alpinista con nome e cognome, papa Francesco, quando un mese fa nella cappella della Domus Sanctae Marthae pronunciava queste parole nella sua quotidiana omelia. Lì vicino a lui, oltre le mura leonine, presumo che ce ne sia qualcuno di troppo, perché il luogo in cui abita il Papa attira sicuramente gli arrampicatori… Anch’io – che vivo al nord, sulle montagne – di questi alpinisti ne conosco qualcuno. A dire il vero, i più pericolosi sono già in parete da qualche anno e hanno già arrampicato, apparentemente indisturbati, e continuano a farlo a danno della Chiesa, creando malumori, disagi, sofferenze con i loro atteggiamenti di potere pressappochista, che creano scompiglio e confusione mentre annunciano nuovo ordine e aggiornamento pastorale. Riempiono la Chiesa di riunioni e di documenti, propinano fiumi di parole, accennano a sorrisi maliziosi, si atteggiamo a uomini dediti alla preghiera e hanno sempre pronti sulla bocca un bel predicozzo o una provvidenziale giaculatoria. Ma non bisogna lasciarsi ingannare dalle apparenze di uomini schivi e riservati, nascosti dietro le scrivanie: in mente hanno solo il potere, sognano (di notte, ma anche di giorno) di indossare la talare viola e chissà, magari anche rossa, e per raggiungere questo “nobile” scopo sono disposti a tutto, anche alla calunnia.

Naturalmente, frequentano maliziosamente anche i sacri palazzi e perorano la loro causa, parlando male degli altri e gettando qualche generica manciata di fango con toni melliflui e vaghi, mentre sorseggiano un caffè o disquisiscono di teologia pastorale (di cui sono saccenti ed inutili esperti). Perché loro non sono certo né pettegoli né chiacchieroni né tanto meno malevoli: dicono solo le cose come stanno, hanno a cuore le sorti della Chiesa, per la quale consumano ogni ora delle loro giornate di intenso lavoro. E intanto, chiodo dopo chiodo, un tiro di corda dopo l’altro, arrampicano nel loro squallido alpinismo ecclesiale…

Papa Francesco li invita ad andare «verso nord» a fare un sano alpinismo di montagna, e intima loro: «Non venire in Chiesa per arrampicarti!». Il problema è che in Chiesa questi parassiti della parete già ci sono, e sono sistemati proprio in quei posti in cui, se non si esercita il servizio, si arrecano danni perché – come ha detto il Papa – «usano la Chiesa, la comunità cristiana, la parrocchia, la diocesi per avere un po’ di potere». In quell’omelia di un mese fa’, prima di parlare degli scalatori del potere, papa Francesco aveva messo in guardia dalla vanità, e subito dopo aveva stigmatizzato l’atteggiamento di chi nella Chiesa ci sta per accumulare denaro. Quelli che arrampicano sono impegnati anche in quest’altro sport redditizio, perché spesso con i soldi si comprano i… vestiti, le cariche e gli onori.

L’unica nostra speranza viene dallo Spirito Santo, che vigila dall’alto e muove le forze sane che stanno nel cuore della Chiesa. Talvolta i chiodi cedono, la corda s’allenta, e gli arrampicatori si trovano a terra, malconci e con le ossa rotte. E Dio solo sa quanto certe cadute siano salutari per la Chiesa…

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