Ventiseiesima Domenica del Tempo Ordinario. La ricchezza che non fa vedere…

Se dovessimo fare un’indagine circa gli «oggetti» più importanti di una casa, scopriremmo che sono due: il frigorifero ed il televisore. Essi ci portano in casa ciò di cui abbiamo bisogno per sentirci al sicuro. Non lo dico quasi a suggerire che si tratti di una cosa cattiva. Eppure si tratta di «oggetti» che rischiano di darci una sicurezza… insicura, sempre instabile. Il frigorifero riempie la pancia, il televisore riempie la testa. Entrambi riempiono, al punto che non c’è più posto per nient’altro. Continua a leggere

Venticinquesima Domenica del Tempo Ordinario. Una vita calma e tranquilla…

San Paolo invita a pregare «perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla», e Dio solo sa quanto ciascuno la desideri. Ma aggiunge anche: una vita «dignitosa e dedicata a Dio», e forse la nostra vita non è tranquilla proprio perché è poco dedicata a Dio. I nostri pensieri, le nostre attese, i nostri bisogni sono altrove e finiamo per servire un altro padrone, magari senza accorgercene più. Continua a leggere

Ventiquattresima Domenica del Tempo Ordinario. La gioia della misericordia…

Le tre parabole che ci sono state proposte oggi sono conosciute come «parabole della misericordia». Gesù le racconta una dopo l’altra per rispondere alle mormorazioni di farisei e scribi, i quali mal sopportavano che egli accogliesse e addirittura mangiasse insieme ai peccatori. Tutte e tre le parabole mostrano un comportamento – del pastore, della donna e del padre – che non ci aspetteremmo: il pastore lascia nel deserto novantanove pecore sicure per andare in cerca di una sola pecora smarrita, la donna spazza la casa per cercare una moneta perduta (che, forse, senza cercarla, avrebbe prima o poi trovata), il padre accoglie amorevolmente il figlio che se ne era andato in malo modo e che aveva sperperato il suo patrimonio. Continua a leggere

Ventitreesima Domenica del Tempo Ordinario. Desiderio, compito, sacrificio…

La prima sensazione che abbiamo dopo aver ascoltato le parole di Gesù è che egli sia infastidito dalla folla numerosa che andava con lui, che dubiti della sincerità di quel seguire. Non è infastidito, ma vuole mettere le cose in chiaro. Si spiegano bene, allora, le due parabole, che sembrano fuori tema rispetto alle parole di Gesù: «Bada che devi rinunciare a tutti i tuoi averi per essere mio discepolo, bada che devi amarmi di più di quanto ami le persone della tua famiglia, di quanto ami la tua stessa vita!». Le due parabole – quella della torre e quella della guerra – descrivono un percorso che è poi quello della vita umana. Continua a leggere

Ventiduesima Domenica del Tempo Ordinario. Famiglia e custodia del creato

In questa domenica celebriamo la Giornata del Creato, una occasione per riflettere sul grande bene della creazione che Dio ci ha affidato affinché lo custodissimo. Quest’anno il tema recita: «La famiglia educa alla custodia del creato». Una riflessione importante che prende spunto da un versetto del libro dei Proverbi: «La donna saggia costruisce la sua casa, quella stolta la demolisce con le proprie mani» (Pr 14,1). La Bibbia parla della donna perché vi vede giustamente il perno di una casa, ma la massima della Scrittura vale anche per l’uomo saggio. Continua a leggere

Ventunesima Domenica del Tempo Ordinario. Primi o ultimi, oltre la porta stretta…

Vi sarete accorti che ci sono domande a cui Dio non risponde. E sono le domande che vorrebbero nutrire la nostra curiosità. Come quella del tale di cui ci parla la pagina evangelica odierna: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Non si sa bene come interpretarla. Forse quel tale – magari un fariseo – si aspettava che Gesù confermasse quel «pochi», mettendoci dentro lui naturalmente. Noi, invece, speriamo che la risposta di Gesù corregga quel «pochi» in un più misericordioso «molti» o addirittura in un rassicurante «tutti». Continua a leggere

Ventesima Domenica del Tempo Ordinario. Gesù, un incendiario…

Di solito, quando si ascoltano simili brani di Vangelo siamo subito pronti a sostenere che non vanno presi alla lettera, che si tratta di un modo di dire. Un tale, una volta, proprio ascoltando queste parole, mi ha dato questa spiegazione: «Si vede che quel giorno Gesù era proprio arrabbiato…». Invece no: il linguaggio di Gesù è sicuramente paradossale, ma va preso parola per parola. Continua a leggere

Diciottesima Domenica del Tempo Ordinario. La vita non dipende dal possesso…

«Anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». La parola di Gesù è esattamente il contrario della parola del mondo, che, anche quando non invita in modo esplicito ad accaparrare, proclama che la vita dipende da ciò che si possiede. La parola di Gesù, naturalmente, vale a maggior ragione per chi non è nell’abbondanza e si arrabatta da mattina a sera per esserlo, convinto ancor di più che la vita dipende da ciò che si possiede e che egli, purtroppo, non possiede. Continua a leggere

Diciassettesima Domenica del Tempo Ordinario. Si prega insieme il Padre…

Nel mezzo dell’estate la Parola di Dio ci invita a riflettere sulla preghiera. Gesù è un uomo fortunato: uno dei suoi discepoli gli rivolge una domanda che si ode raramente. «Signore, insegnaci a pregare». Insegnami a smanettare sul computer, a giocare al pallone, a raggiungere in fretta risultati nel lavoro senza faticare troppo, a sopravvivere nella crisi economica, a trovare un equilibrio interiore… Potremmo andare avanti all’infinito, ma tra le domande non spunterebbe mai quella rivolta a Gesù. Continua a leggere

Sedicesima Domenica del Tempo Ordinario. Dalla parte di Maria…

L’interpretazione più diffusa di questa pagina evangelica conduce normalmente ad un bivio: Marta rappresenta la vita attiva, la via del fare; Maria la vita contemplativa, la via del pensare. L’errore sta nel credere che si debba decidere se stare dalla parte di Marta o dalla parte di Maria, come se la vita fosse o tutta pensiero o tutta azione. Tra l’altro, Gesù sembra aver preferito Maria, affermando che la sua è la parte migliore… ma intanto, però, è seduto a godere della mensa che Marta ha preparato. Continua a leggere