La scaltrezza che Gesù vuole da noi

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Foto AC – Steviola

Dio contrapposto alla ricchezza in una alternativa secca. Bisogna scegliere il padrone, che può essere uno solo. Si tratta di un linguaggio paradossale, perché sappiamo che il rapporto che possiamo avere con Dio e con la ricchezza è radicalmente diverso: di Dio siamo figli ed egli ci è padre e non padrone, della ricchezza rischiamo di diventare schiavi se perdiamo di vista che i beni terreni sono il mezzo «perché possiamo condurre – direbbe San Paolo (vedi seconda lettura) – una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio».

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«Una cosa sola ti manca…»

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

 «Che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». È una domanda profonda quella che viene rivolta a Gesù da un tale non meglio identificato. È una domanda che va oltre le richieste di qualcosa di immediato che siamo abituati a vedere rivolte a Gesù.

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Il tamarisco e l’albero

SESTA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

La pagina evangelica è assai famosa: si tratta delle beatitudini nella versione offertaci da Luca (che è ancora più forte di quella classica che si trova nel vangelo di Matteo, anche perché non si limita al «beati voi» ma aggiunge il «guai a voi»). La lettura che viene fatta delle beatitudini è spesso tutta sbilanciata su un versante sociale e si ferma alla prima di esse, il «beati voi poveri», dando alla povertà un significato esclusivamente economico. È una lettura senza fondamento, che, tra l’altro, ci fa perdere di vista l’autentico messaggio che Gesù vuole trasmettere. Continua a leggere

Nel mio nome…

VENTISEIESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Nel mio nome». Gesù ripete tre volte questa espressione, e la considera come vero criterio discriminante tra chi è con lui e chi è contro di lui. Importa di meno, a questo livello, che si faccia parte esplicitamente di una comunità targata, quanto l’essere, il parlare e l’agire nel nome di Gesù.

Dobbiamo comprendere bene questa espressione. Per noi, oggi, il nome equivale a qualcosa di superficiale, una parola dietro cui può esserci anche il nulla… Se ne dicono tante di parole e si può fare una cosa «nel nome» di chicchessia anche per puro interesse di facciata. Continua a leggere

Dio e la vera ricchezza

VENTICINQUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Ghiacciaio del MorteratschL’ultima frase di questa pagina evangelica è giustamente famosa: essa ne rappresenta la sintesi. Questo vangelo si apre con quella parabola dell’amministratore astuto che ci crea sempre qualche problema. Gesù sta lodando la scaltrezza e la disonestà? No, le parabole di Gesù hanno sempre lo scopo di crearci una qualche perplessità e costringerci a pensare. Spesso assomigliano ad un pugno nello stomaco. Questa parabola volutamente usa una situazione disonesta in cui all’azione è uno dei «figli di questo mondo», ma è rivolta chiaramente ai «figli della luce», affinché imparino ad avere la stessa prontezza nel compiere decisioni radicali capaci di assicurare il futuro. Continua a leggere

La sapienza, innanzitutto!

VENTOTTESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

DSC_0704Le letture di questa domenica fanno riflettere. La prima soprattutto, in cui è riportata una preghiera stranissima, lontana mille miglia dalla mentalità del nostro tempo. La frase più comune e banale che ci si dice – quando non si sa che cosa dire – è: «L’importante è la salute, poi viene tutto il resto!». L’altra parola che ritorna spesso nel nostro parlare è «bellezza», nella sua accezione più esteriore: la bellezza fisica è forse il valore più ricercato, soprattutto dalle generazioni più giovani (ma sembra che anche gli anziani inseguano il mito di una bellezza che non sfiorisce, come se la vita coincidesse con un corpo bello secondo i canoni della giovinezza). Continua a leggere

Venticinquesima Domenica del Tempo Ordinario. Una vita calma e tranquilla…

San Paolo invita a pregare «perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla», e Dio solo sa quanto ciascuno la desideri. Ma aggiunge anche: una vita «dignitosa e dedicata a Dio», e forse la nostra vita non è tranquilla proprio perché è poco dedicata a Dio. I nostri pensieri, le nostre attese, i nostri bisogni sono altrove e finiamo per servire un altro padrone, magari senza accorgercene più. Continua a leggere

Diciottesima Domenica del Tempo Ordinario. La vita non dipende dal possesso…

«Anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». La parola di Gesù è esattamente il contrario della parola del mondo, che, anche quando non invita in modo esplicito ad accaparrare, proclama che la vita dipende da ciò che si possiede. La parola di Gesù, naturalmente, vale a maggior ragione per chi non è nell’abbondanza e si arrabatta da mattina a sera per esserlo, convinto ancor di più che la vita dipende da ciò che si possiede e che egli, purtroppo, non possiede. Continua a leggere

Ventottesima Domenica del tempo ordinario. Lasciare, condividere, seguire…

La domanda rivolta a Gesù dal tale – che siamo soliti identificare con il giovane ricco – è piena di saggezza. Egli non fa una domandina in vista di qualcosa di immediato, ma vuole sapere in ordine alla vita eterna. E poi ha già capito che non basta conoscere, ma che bisogna fare. Continua a leggere

Ventiseiesima Domenica del tempo ordinario. La logica del bicchiere d’acqua…

Le parole dell’apostolo Giacomo sono davvero forti. Del resto, non lo sono di meno i paradossi usati da Gesù: tagliare la mano, il piede o cavare l’occhio che sono di scandalo. Continua a leggere