Ipocrisia

VENTIDUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Tutte le volte che Gesù polemizza con i farisei – come fa nella pagina evangelica appena ascoltata – noi che siamo qui in chiesa siamo tentati di pensare che non ci riguardi. Noi siamo i suoi discepoli, mentre i farisei sono… Già. Chi sono i farisei? Oggi li definiremmo «persone molte religiose», impegnate nelle cose di Dio. Sono quelle persone che spesso i cosiddetti «lontani» additano velenosamente, dicendo: «Guarda quello lì, va tutte le domeniche in chiesa e si vanta di essere una colonna della parrocchia, poi però…». Chi parla così, sbaglia, perché comunque giudica a partire dalla parzialità di ciò che vede, ed ogni giudizio deve essere invece lasciato a Dio che sa leggere tutto il cuore dell’uomo. Continua a leggere

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I danni del fariseismo

TRENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Sembra di capire che Gesù ce l’ha con gli scribi e i farisei. In verità, Gesù non ce l’ha con nessuno in particolare. Semmai, intende mettere in guardia da un atteggiamento in cui più facilmente possono cadere i farisei, cioè persone che di per sé sono scrupolose nell’osservanza dei comandamenti. Ciò che dice Gesù, quindi, ci riguarda. Egli, infatti, sta prospettando i rischi che possono correre – diremmo noi oggi – quelli che vanno in chiesa tutte le domeniche. Quali sono questi rischi? Continua a leggere

Vivere da risorti

TRENTADUESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Pale di San Martino da Malga RolleNon è un vangelo facile quello di questa domenica. Bisognerebbe conoscere bene i riferimenti dell’Antico Testamento cui accenna Gesù e tenere conto della contrapposizione tra farisei e sadducei sul tema della risurrezione dei corpi. Continua a leggere

Ventiquattresima Domenica del Tempo Ordinario. La gioia della misericordia…

Le tre parabole che ci sono state proposte oggi sono conosciute come «parabole della misericordia». Gesù le racconta una dopo l’altra per rispondere alle mormorazioni di farisei e scribi, i quali mal sopportavano che egli accogliesse e addirittura mangiasse insieme ai peccatori. Tutte e tre le parabole mostrano un comportamento – del pastore, della donna e del padre – che non ci aspetteremmo: il pastore lascia nel deserto novantanove pecore sicure per andare in cerca di una sola pecora smarrita, la donna spazza la casa per cercare una moneta perduta (che, forse, senza cercarla, avrebbe prima o poi trovata), il padre accoglie amorevolmente il figlio che se ne era andato in malo modo e che aveva sperperato il suo patrimonio. Continua a leggere

Quarta Domenica di Quaresima. La festa del perdono…

Tante volte le storie finirebbero meglio (per noi) a metà, e la seconda parte di questa parabola in effetti ci risuona fastidiosa. Il nostro finale preferito sarebbe stato quel: «E cominciarono a far festa», che, guarda caso, assomiglia molto a quel: «E vissero felici e contenti» con cui terminano tutte le fiabe. Appunto: le parabole non sono favole, in cui il lieto fine è da copione. Continua a leggere

Quinta Domenica di Quaresima. Nel chicco di grano…

I farisei hanno appena espresso tutta la loro preoccupazione, dopo l’ingresso trionfante di Gesù a Gerusalemme: «Ecco, il mondo è andato dietro a lui!». E arrivano anche alcuni Greci che si rivolgono a Filippo (che forse conosceva la loro lingua, essendo di Betsaida) con una frase anch’essa significativa: «Vogliamo vedere Gesù». Continua a leggere