Cristo Re dell’universo. Il re insieme al ladrone…

«Si salvi chi può!». È questo l’urlo lanciato nel momento del pericolo. Ora, chi può salvarsi più di un re, più di un Dio? La scena che l’evangelista Luca ci presenta oggi, a chiusura dell’anno liturgico in cui ci ha accompagnato con le pagine del suo vangelo, è davvero di intensa plasticità. Continua a leggere

Trentatreesima Domenica del Tempo Ordinario. Cartellonistica cristiana…

Mi ricordo che quando ho imparato a guidare la macchina, tra le altre cose ho dovuto studiare i cartelli stradali. Ammetto che non è stata la parte né più difficile né più noiosa dell’esame di “teoria” di guida. Ecco, oggi Gesù sembra volerci fare una lezione in vista dell’esame di “guida della vita” e ci indica i segnali messi sul nostro cammino per rendere sicuro il viaggio e salvare la nostra vita. La cartellonistica cristiana per guidare bene la nostra vita è formata da tre segnali. Continua a leggere

Trentaduesima Domenica del Tempo Ordinario. Terreno e ultraterreno…

La storiella della «vedova ammazzamariti» – che alcuni sadducei raccontano a Gesù per fargli prendere una posizione sulla questione della risurrezione (che li vedeva contrapposti ai farisei) – è un capolavoro di insensibilità. Essa dipinge il matrimonio come un contratto di possesso del marito sulla moglie e pretende di descrivere l’aldilà come lo stato in cui questo possesso diviene definitivo: nel caso della donna che ha avuto sette mariti, è dunque impossibile accertare il possessore, per cui – concludono questi saccenti aristocratici – non esiste alcuna risurrezione, perché Dio, poveretto, non potrebbe risolvere questo grave problema… di proprietà. Continua a leggere

Trentunesima Domenica del Tempo Ordinario. Potenza della salvezza…

Tutti a parlare di Zaccheo. Invece bisogna parlare di Gesù. Il protagonista è lui. Quell’uomo «piccolo di statura» poteva così salire sull’albero per «vedere chi era Gesù»: l’avrebbe visto passare, e sarebbe ridisceso e tornato a casa sua, esattamente piccolo come era prima. È Gesù che, per vedere un peccatore, «alzò lo sguardo». Mi colpisce sempre questo particolare nel racconto: siamo abituati a pensare che per vedere i peccatori bisogna guardare in basso, molto in basso. Gesù invece guardò in alto, per vederlo nascosto tra il fogliame folto del sicomoro, pianta così adatta a vedere qualcuno senza essere visto. Continua a leggere

Commemorazione di tutti i fedeli defunti. La speranza non delude…

Una delle parole più belle di Gesù, una promessa consolante, sta proprio nel vangelo che abbiamo appena ascoltato. Gesù parla alla folla e afferma di essere venuto a fare la volontà del Padre. E qual è questa volontà di Dio? «Che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato». Possiamo anche specificare meglio e dire «nessuno». Ogni uomo e ogni donna sono stati dati dal Padre a Gesù ed egli (pur rispettando la libertà umana anche di… perdersi) si è impegnato a non perdere nessuno. Continua a leggere

Solennità di Tutti Santi. Santità, umiltà mai mediocre…

È sempre difficile spiegare chi sono i Santi. Si corrono due rischi estremi, quello di pensarli come l’élite cristiana formata da pochi eletti e quello di diluirli dentro una melassa dei buoni sentimenti. I santi non sono né eroi invincibili e inarrivabili, né buonisti accomodanti capaci di andare d’accordo con tutti. Già, ma chi sono? Continua a leggere

Trentesima Domenica del Tempo Ordinario. Il fariseo e il pubblicano…

Se fossimo stati lì, avremmo potuto vedere la scena dei due uomini che salirono al tempio a pregare. Eppure non avremmo potuto esprimere il giudizio finale, perché solo Dio è in grado di leggere che cosa passa dentro il cuore dell’uomo, solo Dio conosce il mistero che ogni uomo è nel suo profondo. Avremmo visto due uomini, in piedi, l’uno distante dall’altro, ma non avremmo potuto capire quale vicinanza essi avevano con Dio. Uno dei due «non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo», ma il suo cuore stava in alto, vicino a Dio. L’altro, invece, gli occhi li aveva sicuramente innalzati verso il cielo, ma in realtà guardava solo se stesso. Continua a leggere

Ventinovesima Domenica del Tempo Ordinario. La cera e la fiamma…

La domanda finale di questo vangelo – una delle domande che Gesù fa e a cui non risponde – atterrisce sempre un poco. Che cosa avrà voluto dire? Che il cristianesimo è destinato a sparire dalla terra e che, quando non ci sarà più, in quel momento il Cristo tornerà? Non credo. A Gesù non sono mai interessati i vaticini sul futuro, e non è mai stato incline ai catastrofismi pessimistici anche se ha usato talvolta il linguaggio apocalittico. Continua a leggere

Ventottesima Domenica del Tempo Ordinario. Il dono e il donatore…

Perché gli altri nove lebbrosi guariti non tornano sui propri passi per ringraziare Gesù? Non è difficile immaginare almeno due ipotetiche motivazioni. La prima: Gesù non li ha toccati, ma solo guardati; ha detto loro di presentarsi ai sacerdoti, i quali – secondo le disposizioni contenute nel Levitico – avrebbero dovuto attestare la loro guarigione, che però non è avvenuta lì davanti a Gesù, ma lungo la via; quindi, la loro purificazione resta un fatto inspiegabile che non è possibile attribuire a qualcuno e, con certezza, nemmeno a Gesù. Continua a leggere

Ventisettesima Domenica del Tempo Ordinario. Quanto è prezioso il servizio… inutile!

Quando ascolto le parole finali di questa pagina evangelica – «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”» – avverto sempre un po’ di fastidio per l’uso di quell’aggettivo che mi pare irrispettoso. Come, “inutile”? A che servo, se sono inutile? Continua a leggere