Colpo di testa 124 / Recinti evangelici, muri e protagonismi

Corriere di Como, 9 luglio 2019

I numeri dicono che la voglia di muri è aumentata. Quando cadde la Cortina di Ferro, se ne contavano 15, ora in tutto il mondo i muri sono 70 e altri 7 sono in costruzione. Ad averli contati e studiati è Elisabeth Vallet, docente di Geografia all’università canadese del Québec. Il presidente Trump l’ha citata per suffragare la sua decisione di costruire il muro con il Messico, ma sembra essersi dimenticato un particolare di non poco conto della ricerca della studiosa di Montréal, ed è la conclusione che i muri non funzionano, siano essi vere e proprie barriere o confini monitorati da droni, radar e satelliti. Continua a leggere

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I primi, gli ultimi, la porta stretta…

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno C

Piz DuledaLe ultime parole del vangelo di oggi ci turbano un poco: il fatto che «vi sono ultimi che saranno primi e vi sono primi che saranno ultimi» non ci sembra giusto. Già ci sono nella nostra società molteplici casi di palese ingiustizia che siamo costretti a sopportare, ora anche Gesù proclama questa strana legge che non tiene conto delle precedenze acquisite sul campo: il primo avrà pur meritato il suo posto, perché dovrebbe essere retrocesso in coda? Se vai in posta o a prenotare gli esami clinici o anche al supermercato, ti danno un numerino che garantisce che l’ultimo arrivato non faccia il furbetto e passi avanti. Sembra che nel regno di Dio non funzioni così, e possono star fuori anche i primi arrivati se non sono riusciti ad attraversare la porta d’ingresso. Continua a leggere

Ventunesima Domenica del Tempo Ordinario. Primi o ultimi, oltre la porta stretta…

Vi sarete accorti che ci sono domande a cui Dio non risponde. E sono le domande che vorrebbero nutrire la nostra curiosità. Come quella del tale di cui ci parla la pagina evangelica odierna: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Non si sa bene come interpretarla. Forse quel tale – magari un fariseo – si aspettava che Gesù confermasse quel «pochi», mettendoci dentro lui naturalmente. Noi, invece, speriamo che la risposta di Gesù corregga quel «pochi» in un più misericordioso «molti» o addirittura in un rassicurante «tutti». Continua a leggere