Quando uno si alza per mettere alla prova un altro, parte già con il piede sbagliato. Il dottore della legge che interroga Gesù è una persona perbene. Eppure gli manca l’essenziale, ovvero la capacità di travasare il bene conosciuto dentro la vita. A che cosa serve il sapere, se resta sotto chiave nella propria testa? Dirà Gesù: a che serve il sale, se non dà sapore? Il dottore della legge, così come il sacerdote ed il levita della parabola, sono le tipiche persone che hanno ingessato il bene, così che paradossalmente, non possa… far del male. Sono uomini dalle idee chiare, ma immobili. Continua a leggere
Omelie
La Parola di Dio presentata alla mia comunità di Ponzate
Quattordicesima Domenica del Tempo Ordinario. Incarnazione… «a due a due»
Ho provato a pensare quali modi avesse Dio per realizzare il suo sogno. Perché, Dio ha un sogno? Sì, desidera un’umanità riconciliata e felice. Il più infallibile di tutti i metodi che avrebbe potuto usare è sicuramente quello di mostrarsi nella sua divinità perfetta e piena: chi potrebbe voltargli le spalle? chi non rimarrebbe abbagliato dalla sua luce e conquistato dal suo amore? Metodo infallibile, ma in un certo senso disumano, perché eliminerebbe dalla scena proprio l’uomo, con la sua libertà, di cui noi andiamo così fieri (ma ne va fiero anche Dio, perché è Lui ad averci creati così, liberi!). Continua a leggere
Tredicesima Domenica del Tempo Ordinario. Regole d’ingaggio…
Con una parola dei nostri giorni, potremmo dire che il vangelo odierno elenca le «regole d’ingaggio» della missione di pace di Gesù. Domenica scorsa la pagina che ci era stata proposta offriva le coordinate generali: rinnegare se stessi e prendere la propria croce ogni giorno. Oggi il discorso s’arricchisce con la concretezza della vita: vi sono i discepoli inviati in avanscoperta in un villaggio, e poi tre incontri lungo la strada – ed è la strada che porta a Gerusalemme, ove Gesù ha deciso fermamente di incamminarsi, per concludere la sua missione. Continua a leggere
Dodicesima Domenica del Tempo Ordinario. Con Gesù, oltre il «si dice»…
Ve lo immaginate Gesù seduto ad uno dei nostri salotti televisivi a ripetere queste parole: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà». Continua a leggere
Undicesima Domenica del Tempo Ordinario. Una scena da guardare…
Chi è Gesù per questa donna che si intrufola nella casa di Simone il fariseo? Potremmo farci questa domanda e cercare di rispondere, per comprendere quello che Gesù dice e fa a questa donna. Veniamo subito a sapere che è una peccatrice, e non facciamo fatica ad immaginare quale sia il peccato per cui era conosciuta… Simone si meraviglia che Gesù si lasci toccare da lei senza sospettare che genere di donna fosse e, quindi, impedirglielo. Continua a leggere
Decima Domenica del Tempo Ordinario. Il miracolo della compassione…
Ciò che colpisce subito nei due racconti di risurrezione – quella del figlio della vedova di Sarepta da parte del profeta Elia e quella del figlio della vedova di Nain da parte di Gesù – è la grande umanità dei protagonisti, tanto che sia Elia che Gesù sono in realtà preoccupati delle madri più che dei figli: è per ridonare a queste donne la maternità, che la morte ha loro anticipatamente sottratta, che essi risuscitano i loro figli. Continua a leggere
Corpus Domini. I tre movimenti del gesto eucaristico…
Il racconto evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci si svolge su tre livelli tra loro complementari: Gesù, la folla, i Dodici. Gesù è il protagonista: parla, guarisce, ordina, benedice, distribuisce. La folla è la destinataria di tutte queste azioni di Gesù che la beneficano con la parola, le cure ed anche il cibo. I Dodici sono i mediatori di tutta questa grazia: attraverso di loro le parole di Gesù arrivano alla folla, e non solo le parole ma anche i pani e i pesci. Continua a leggere
Santissima Trinità. La Trinità e la pecorella smarrita…
Tutti gli anni, quando arriva la festa della Trinità, siamo tentati di accettarla come la celebrazione di un mistero inestricabile, che, siccome non si può spiegare, bisogna accettare a scatola chiusa. È esattamente il contrario: la Trinità è lo svelamento del mistero di Dio, e, siccome ci è stato mostrato, non dobbiamo più cercare di spiegarlo. La Trinità è l’unico Dio che Gesù ci ha mostrato come Padre e che lo Spirito continua a rendere vicino a noi. La Trinità è un Dio, Amore di Persone, che continua ad essere rivolto verso gli uomini. Continua a leggere
Domenica di Pentecoste. Forza, fuoco e vento dei nostri giorni…
Quando arriva la solennità di Pentecoste, i cristiani si ricordano dello Spirito Santo, almeno una volta all’anno. Mentre le feste di Gesù sono tante e disseminate lungo l’anno, la festa dello Spirito è una sola e relegata alla fine del tempo pasquale, in un periodo dell’anno in cui siamo già tutti un poco attratti dall’estate e dalle vacanze. Continua a leggere
Ascensione del Signore. In alto i nostri cuori…
La solennità dell’Ascensione è molto importante perché segna il passaggio dal tempo della presenza storica di Gesù a quello della testimonianza storica dei suoi discepoli. Il breve dialogo tra Gesù e gli apostoli che ci viene raccontato dal libro degli Atti esprime proprio questo passaggio di consegna. Continua a leggere